【In altre parole】L’Europa non dovrebbe dimenticare il contributo della Cina nella Seconda guerra mondiale

2020-09-03 16:13:35
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Il 3 settembre ricorre il 75° anniversario della vittoria della Seconda guerra mondiale. Il 15 agosto scorso, invece, si è celebrato il 75° anniversario dell’atto di resa incondizionata del Giappone. Tuttavia, quest'ultimo avvenimento è spesso trascurato nella storiografia europea della Seconda guerra mondiale. Decenni fa, la guerra di aggressione intrapresa dal Giappone ha provocato pesanti devastazioni nei Paesi dell'Asia orientale, in particolare in Cina, con un numero impressionante di vittime.

Nel 1931, il Giappone invase e occupò la Cina nord-orientale e fondò lo stato fantoccio di Manchukuo. Nel dicembre 1937, gli invasori giapponesi occuparono Nanjing, a quel tempo la capitale della Cina, e compirono uno spaventoso massacro, in cui vennero uccisi tra i 200.000 e i 400.000 cinesi.

In questa guerra, gli invasori giapponesi condussero esperimenti medici su prigionieri e civili cinesi ancora in vita, un comportamento non dissimile da quello dei nazisti. E non va dimenticata neppure la guerra batterica condotta dalla famigerata unità 731, che causò centinaia di migliaia di vittime tra i cinesi.

Ciononostante, questi cosiddetti "risultati sperimentali" ottenuti con il pretesto della "ricerca scientifica" divennero merce di scambio dopo la Seconda guerra mondiale. L'intera famiglia imperiale giapponese fu tra coloro che beneficiarono di questa transazione segreta e sfuggì alla giustizia.

Per la Cina, questa è una storia piena di dolore. Sfortunatamente, soltanto pochi europei riconoscono l’importante contributo che la Cina ha dato ai fini della sconfitta delle potenze dell'Asse. Si stima che il numero di vittime cinesi tra civili e militari superi i 27 milioni.


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