​Dalla “Primavera araba” alla “Primavera statunitense”

2020-06-05 19:42:51
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La morte di George Floyd ha scatenato negli Stati Uniti proteste su larga scala, in molti luoghi le manifestazioni sono in continua escalation e in alcune città si sono verificati persino saccheggi e violenze, incendi dolosi e sparatorie con vittime. Di fronte a questa situazione sempre più fuori controllo, il presidente Trump ha dichiarato in un discorso televisivo nazionale che avrebbe invocato la "Legge sulla ribellione" per mobilitare "migliaia di militari in servizio pesantemente armati" per reprimere le manifestazioni, provocando una tumultuosa risposta pubblica. Molti americani hanno associato ciò che sta accadendo ora alla "Primavera araba" avuta luogo 10 anni fa nei paesi nordafricani, dichiarando che “si sta vivendo ora la “Primavera statunitense”.

In Cina, si dice che coloro che giocano con il fuoco finiscono per bruciarsi. Gli Stati Uniti, che sono soliti istigare caos negli altri paesi, ora stanno assaggiando il frutto amaro da loro stessi piantato. Per quanto riguarda quei politici americani che trasferiscono il peso delle proprie crisi sugli altri per evitare deliberatamente i conflitti interni, l’utilizzo del "doppio standard" non risolverà i problemi di discriminazione razziale e di violenza della polizia degli Stati Uniti, e ancora meno potrà rendere grandi gli Stati Uniti.

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