Covid-19, resta invariata la fiducia di Snam verso il mercato cinese

2020-07-29 16:57:50
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Snam è attiva nel settore delle infrastrutture gas che sta per affrontare in Cina una profonda rivoluzione, e tutto questo favorirà lo sviluppo delle infrastrutture e permetterà di aumentare il consumo di gas, che già sta portando tanti benefici in termini di miglior qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento. Snam oggi è ancora all’inizio del suo percorso di investimenti in Cina, percorso che speriamo sia lungo e di successo. Stimiamo che entro il 2030 si possano realizzare oltre 250 Mld di Euro di investimenti in questo settore, che supporteranno la crescita dell’economia cinese. Oggi il modo migliore per celebrare il 50esimo anniversario dell’allacciamento dei rapporti diplomatici tra Italia e Cina è proseguire e rafforzare la cooperazione tra i nostri due Paesi. L’energia è sicuramente uno degli ambiti in cui è possibile immaginare nuove forme di cooperazione bilaterale. Cinitalia di CMG vi propone questa conversazione con Matteo Tanteri, presidente e CEO di Snam Cina, vice presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina e vice presidente dell’Energy working Group della Camera di Commercio dell’Ue in Cina.


Quali sono le difficoltà affrontate e l’impatto avuto in Cina da Snam a causa del Covid-19 ?

Nel breve periodo, le difficoltà negli spostamenti e nei viaggi potranno avere un impatto, ma non vediamo cambiamenti nell’orizzonte di medio e lungo periodo: il mercato delle infrastrutture gas sarà uno dei settori che beneficerà di maggiori investimenti nei prossimi 10-15 anni e questo quadro non sarà modificato dall’attuale situazione epidemica.


Di fronte all’epidemia, quali iniziative ha adottato Snam nel Paese? Come è andata la ripresa?

In Italia ed in Cina la nostra risposta all’epidemia è stata immediata, partendo dalla sicurezza delle persone. Tutti i nostri dipendenti sono stati equipaggiati per lavorare da remoto e dotati di apparecchiature sanitarie come i pulsiossimetri per controllare il loro stato di salute. In Italia, dove siamo responsabili per la gestione della rete di trasporto gas, abbiamo preso poi misure eccezionali per garantire la continuità di questo servizio necessario al Paese, costruendo a tempo record degli alloggi dentro la nostra sede per i nostri colleghi della sala di controllo (il dispacciamento). Inoltre, Snam ha contribuito con iniziative di solidarietà, donando 20 Mln di Euro per far fronte all’emergenza in Italia e acquistando ventilatori e mascherine: a tal fine è stato cruciale poter contare sulla nostra società in Cina, dove i colleghi hanno lavorato giorno e notte per poter supportare queste iniziative.


Come valuta l’influenza di lungo periodo che il Covid-19 ha avuto su Snam e i settori interessati? E come vede l’impatto sull’economia cinese?

Riteniamo che il quadro di medio e lungo periodo nei settori di nostro interesse non sia stato modificato dall’epidemia COVID. Snam è attiva nel settore delle infrastrutture gas che sta per affrontare in Cina una profonda rivoluzione con la creazione di un campione nazionale, Pipechina, responsabile delle attività di trasporto gas, stoccaggio, rigassificazione; insieme a quest’operazione prevediamo anche una progressiva evoluzione verso regole simili a quelle oggi vigenti in Europa. Tutto questo favorirà lo sviluppo delle infrastrutture e permetterà di aumentare il consumo di gas, che già sta portando tanti benefici in termini di miglior qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento. Stimiamo che entro il 2030 si possano realizzare oltre 250 Mld di Euro di investimenti in questo settore, che supporteranno la crescita dell’economia cinese. A tutto questo si sommano le iniziative e gli investimenti nella cosiddetta “energy transition” che per Snam significa idrogeno, la generazione di gas dai rifiuti cittadini e da quelli agricoli (biometano), efficienza energetica e mobilità sostenibile (automobili e camion alimentati a metano, LNG e idrogeno). Snam ha già iniziato ad attivarsi in queste aree in Cina.


Lei come valuta la serie di misure di prevenzione e controllo adottate dalla Cina in seguito allo scoppio dell’epidemia di coronavirus, e la gestione relativa dopo il ritorno alla normalità?

Trovo che la risposta al nascere dell’epidemia sia stata pronta: nessuno si sarebbe mai immaginato di trovarsi di fronte alla chiusura in quarantena una città delle dimensioni di Wuhan. A fine gennaio sembrava qualcosa di incredibile ma si è rivelata un’azione corretta che, in Cina, ha molto circoscritto l’epidemia. Queste misure sono state poi replicate anche altrove nel mondo. L’auspicio è che ci sia ovunque un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile per poter ripartire con investimenti e iniziative di sviluppo.

Chiaramente, a fronte del persistere dell’esistenza del virus e in assenza di un vaccino, riaprire e tornare alla normalità non è facile. Va fatto, bilanciando sicurezza sanitaria, controlli accurati e ripresa delle attività economiche. Di concerto con i Paesi che sperimentano analoghi tassi epidemiologici, occorre dunque fare uno sforzo in più.


Nel contesto dell’emergenza globale dovuta al Covid-19, alcuni politici di Paesi occidentali, tra cui quelli degli Usa, hanno avanzato l’ipotesi di un eventuale ritiro degli investimenti dalla Cina, parlando in particolare di un possibile decoupling dal Paese asiatico. Lei come valuta queste posizioni? Per Snam, questo sarebbe uno scenario possibile?

Snam oggi è ancora all’inizio del suo percorso di investimenti in Cina, percorso che speriamo sia lungo e di successo. Nel nostro caso non vogliamo certo rinunciare a questa possibilità. Per altre aziende l’epidemia ha posto la necessità di una riflessione sull’opportunità di avere intere catene del valore e di fornitura in un singolo paese (sia esso la Cina o altri) o diversificare maggiormente. Vedremo quali saranno i risultati di queste riflessioni.


Durante le “Due sessioni” tenutesi a fine maggio a Pechino, nel rapporto di lavoro del governo, il premier cinese Li Keqiang ha detto che bisogna utilizzare ulteriormente gli investimenti stranieri, e creare un ambiente di mercato che offra pari condizioni alle imprese a capitali cinesi e stranieri, oltre che una concorrenza leale. Lei come vede gli impegni del governo cinese per ampliare l’ulteriore apertura e per ottimizzare l’ambiente imprenditoriale?

L’apertura del mercato ad aziende straniere a mio avviso non può che fare bene all’economia cinese. Snam ha accolto con favore le dichiarazioni del Premier e incoraggia il Governo cinese ad attuarle con celerità riducendo ulteriormente le barriere di accesso in alcuni settori per aziende a capitale straniero.


Quest’anno ricorre il 50esimo anniversario dell’allacciamento dei rapporti diplomatici tra i nostri due Paesi. Negli ultimi mesi, nel far fronte all’epidemia di Covid-19, abbiamo nuovamente avuto riprova di quanto siano forti l’amicizia tradizionale, il sostegno reciproco e la cooperazione bilaterale che legano i nostri Paesi, ivi inclusi gli ottimi rapporti nel settore imprenditoriale. Secondo Lei, in che modo tutto ciò favorirà gli scambi e la cooperazione economico-commerciale tra i nostri due Paesi?

Il 2020 è un anno di particolare importanza per Italia e Cina: questo anniversario sarebbe stato celebrato con molte iniziative culturali di grandissimo spessore. Purtroppo l’epidemia ha cancellato molti di questi eventi che saranno recuperati nei prossimi anni. Oggi il modo migliore per celebrarlo è proseguire e rafforzare la cooperazione tra i nostri due Paesi. L’energia è sicuramente uno degli ambiti in cui è possibile immaginare nuove forme di cooperazione bilaterale.

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