Perché l’economia cinese può uscire dalle secche?
La pandemia di Covid-19 rappresenta la maggiore crisi pubblica nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale. Nella fase attuale, la pandemia ha già colpito pesantemente l’economia cinese. Per salvare decine di migliaia di vite, l’economia cinese si è fermata per due mesi, producendo grandi perdite. Ma ne è valsa assolutamente la pena.
Ora, la Cina, uscita per prima dalla foschia della pandemia, si trova ad affrontare una nuova prova: far uscire la sua economia dalle secche.
Al momento, non sono riscontrabili problemi nei mezzi di sussistenza di 1,4 miliardi di cittadini cinesi, l’offerta alimentare è sufficiente e le infrastrutture funzionano regolarmente. I cinesi, inoltre, si sono già adattati alla “vita cloud”, un risultato inaspettato prodotto dall’epidemia. Ad esempio, le vendite al dettaglio online in Cina hanno registrato una notevole crescita. Nel primo trimestre, le vendite al dettaglio online hanno superato quota 1.800 miliardi di yuan, l’equivalente di oltre 260 miliardi di dollari.
Il numero di utenti del web mobile ha raggiunto quota 800 milioni. L’economia digitale è già diventata un motore dello sviluppo economico cinese e l’epidemia di Covid-19 ha stimolato ulteriormente gli investimenti nell’economia digitale. Le “infrastrutture cloud” costituiranno uno sbocco importante per gli investimenti cinesi.
La sospensione su larga scala delle attività lavorative e produttive delle imprese ha prodotto come diretta conseguenza la disoccupazione su vasta scala. Adesso è priorità assoluta garantire la stabilità delle micro, piccole e medie imprese e la stabilità dell’occupazione. Per sostenere le microimprese e le PMI, il governo cinese ha ridotto attraverso il meccanismo fiscale i pagamenti della sicurezza sociale per un valore di 71 miliardi di dollari. Inoltre, le banche nazionali continuano a prestare soldi a queste imprese.
