Legami inseparabili

2020-11-04 11:00:43
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di Luo Jinbiao

Negli anni ‘60 del secolo scorso svolsi gli studi di lingua italiana presso l'Istituto per le Trasmissioni

della Radio di Beijing e fu allora che nacquero i miei legami inseparabili con l 'Italia. Negli anni a seguire, dopo l'allacciamento delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, lavorai per più di 16 anni in Italia. Diventai così uno dei testimoni degli sviluppi nei diversi periodi dei rapporti fra i due paesi Cina e Italia, ebbi diverse esperienze interessanti, e potei conoscere i profondi sentimenti d’amicizia fra i due popoli cinese e italiano.

MAESTRA BENEFATTRICE

Nel mese di settembre del 1960, l'Istituto per le Trasmissioni della Radio di Beijing inaugurò una nuova classe di lingua italiana. La classe 602 nella Facoltà di lingue straniere aveva 26 studenti, e io ebbi la fortuna di essere uno tra loro. La nostra insegnante Ninetta era una signora italiana che non voleva la chiamassimo "Professoressa" ma "Maestra". Era la moglie del Sig. Mario, un esperto italiano che lavorava alla Radio di Beijing. Tutti e due erano iscritti al PCI e avevano partecipato alla Resistenza antifascista durante la Seconda guerra mondiale. Non avevamo nessun libro ufficiale, ma solo delle dispense ciclostilate. La Maestra ci impartiva con molta pazienza le lezioni sull’alfabeto, la pronucia e la grammatica italiana. Abitava all'Hotel dell'Amicizia. Ogni mattina doveva affrettarsi per arrivare all'Istituto per le Trasmissioni della Radio di Beijing situato a Zhenwumiao, entrava senza fiato nella nostra aula ed esclamava affettuosamente "Ragazzi, Buon giorno!" e noi, tutti in piedi, rispondevamo "Buon giorno, Maestra!". E così ci trovavamo in armonia, e l'insegnamento andava molto bene.

Gli studenti della Classe 602 della Facolta di lingue straniere rimasti all'Istituto per le Trasmissioni della Radio di Beijing durante le vacanze invernali del 1960.

Gli studenti della Classe 602 della Facolta di lingue straniere rimasti all'Istituto per le Trasmissioni della Radio di Beijing durante le vacanze invernali del 1960.

Purtroppo questo bene non sarebbe continuato ancora a lungo. Era apparsa la rottura dei rapporti fra la Cina e l'Unione Sovietica e il PCI aveva preso la posizione di appogiare il PCUS. La nostra Maestra e suo marito erano iscritti al PCI e ricevettero l'ordine del Partito di ritirarsi in anticipo da Beijing e fare rientro in Italia. Ci trovavamo nel terzo trimestre del 1961. Nell’ultima lezione la Maestra terminò in modo molto frettoloso l'insegnamento della grammatica italiana. Ci aveva insegnato per tre trimestri. Prima della partenza da Beijing, la Maestra e suo marito Mario invitarono tutti noi studenti della Classe 602 a casa loro, presso l'Hotel dell'Amicizia, noi studenti cinesi e la Maestra eravamo legati da grande affetto e non volevamo separarci. Scattammo una foto che divenne un ricordo per sempre. La Maestra aveva preparato un ventaglio cinese di carta sul quale fece firmare tutti noi studenti della Classe 602 per ricordo.

Il 16 marzo 1962 la Maestra e suo marito Mario con tutti studenti della Classe 602

Passarono più di 10 anni, e nel 1972 la Maestra e io ci incontrammo di nuovo al ricevimento dell'Ambasciata della RPC a Roma in celebrazione della Festa nazionale cinese, lei aveva indosso sul petto le medaglie per la Resistenza antifascista che attiravano attenzione, ci demmo un caldo abbraccio, che raccontò dell’affetto tra Maestra e studenti. Trascorsero poi altri 10 anni circa, e nel 1982 io e Li Yucheng, compagno della Classe 602, andammo a visitare la Maestra a casa sua, e la Maestra tenendo in mano quel ventaglio che aveva fatto firmare agli studenti della Classe 602 prima della sua partenza da Beijing, pronunciò i nomi sopra scritti, facendo l’appello a uno a uno......

Indimenticabile Maestra benefattrice!

IL PRESIDENTE RICHIEDE UNA VISITA IN CINA

Nel mese di aprile del 1979, la Delegazione del Sindacato cinese capeggiata da Wang Jiachong visitò l’Italia su invito dell'UIL e il 26 aprile l’allora Presidente Sandro Pertini incontrò la Delegazione, in occasione del quale incontro ebbi il piacere di fare da interprete. Il Presidente Pertini disse con simpatia di aver prestato grande attenzione alla Grande Marcia dell'Armata Rossa Cinese già dagli anni della lotta antifascista. Disse di aver già avanzato all'Ambasciatore cinese la richiesta di fare una visita in Cina, e di sperare di poterla realizzare il prima possibile.

Nel 1980 il Presidente Pertini svolse come da desiderio una visita su invito in Cina, allora aveva l'età avanzata di 84 anni, ma era vigoroso, voleva salire sulla Grande Muraglia a Beijing. Quando aveva già raggiunto una certa altezza, chiese all'accompagnatore: "Quanto sono arrivati in alto gli altri Capi di Stato? Voglio salire ancora piu` in alto per superare quel punto.”

La voce e i sorrisi dell'anziano Presidente Pertini mi lasciarono profonde impressioni incancellabili.

I RAPPORTI CON LA CINA SONO ASSOLUTAMENTE PRIORITARI

Nel mese di maggio del 1996, Prodi, di professione professore, divenne il Primo Ministro del qinquantacinquesimo governo della Repubblica Italiana, costituendo il primo governo di centro-sinistra incentrato su forze di sinistra della storia italiana. Un anno dopo Prodi disse: "Come avevamo previsto, all’inizio fu tutto difficile, bisognava pagare i debiti accumulati da lungo tempo, e l'elaborazione di una politica severa verso l'Europa incontrò l'opposizione dell’opinione pubblica.” Nel corso del’anno, il governo Prodi prese in tre volte importanti misure economiche e finanziarie, venendo fortemente contrastato delle forze all’opposizione in parlamento. Tuttavia, il Primo Ministro Prodi fece approvare queste misure dal Parlamento attraverso i voti di fiducia. Allora io ero corrispondente del Quotidiano del Popolo in Italia e chiesi di intervistare il Primo Ministro Prodi sui rapporti italo-cinesi e altre questioni, alla vigilia della presenza del Primo Ministro Li Peng al vertice mondiale sugli alimentari e della sua visita in Italia. Proprio in concomitanza al prepararsi del governo per la misurazione con il Parlamento, Prodi accettò con piacere la mia intervista esclusiva. Il pomeriggio dell'8 novembre 1996, procedetti con l'intervista all'ufficio del Primo Ministro. Prodi mi disse: "I rapporti fra i due Paesi Italia e Cina sono molto buoni e sono in continuo e crescente sviluppo". Prodi sottolineò: “L'Italia conferisce ai rapporti con la Cina un posto assolutamente prioritario, perchè lo sviluppo dei rapporti con la Cina ha un significato importante per il futuro.” Espresse la volontà di visitare ancora la Cina, e disse: “Ho visitato la Cina diverse volte, ma è da tempo che non ci torno, dovrò andarci ancora."

 L'8 novembre 1996 il Primo Ministro italiano Prodi nel suo ufficio durante l'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo in Italia

L'8 novembre 1996 il Primo Ministro italiano Prodi nel suo ufficio durante l'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo in Italia

Nel corso dell'intervista, il Primo Ministro Prodi ricevette diverse telefonate sulle tensioni nel dibattito parlamentare, e anche una telefonata dal Presidente francese. Quando l'intervista era già in corso da circa mezz'ora, il Primo Ministro Prodi ricevette un'altra telefonata urgente dalla Camera. Chiuso il telefono, Prodi mi disse: "Mi dispiace molto, dobbiamo terminare qui l'intervista."

Fu per me un'intervista indimenticabile.

LA SIMPATIA VERSO LA CINA DEL VECCHIO SENATORE

Nell'estate del 1978 il senatore italiano Giulio Orlando e la Signora svolsero una visita in Cina su invito dell'Associazione cinese dell'amicizia con l'estero. Durante la loro visita di due giorni a Lhasa feci loro da accompagnatore e interprete, e fu da qui che nacque la nostra amicizia, e da allora siamo buoni amici. Nell'estate del 2000, durante le sue attività in Italia, il Gruppo d' intervista del programma " Viaggi in Europa" della Televisione cinese Fenice sperava di poter fare un intervista al Sig. Orlando, allora Presidente dell'Associazione Italia-Asia. In quel periodo il Sig. Orlando e la Signora stavano trascorrendo le vacanze nella loro villa a Porto San Giorgio sulla spiaggia del mare orientale della penisola appenninica. Telefonai al Presidente Orlando e lui fu piacevolmente d'accordo di rilasciare un'intervista al Gruppo della Televisione cinese nel luogo in cui stava trascorrendo le vacanze.

Il 6 agosto 2000 Il Gruppo del Programma di "Viaggi in Europa" della TV della Fenice cinese conduce un'intervista al Presidente Giulio Orlando dell'Associazione Italia-Asia

Il 6 agosto 2000 Il Gruppo del Programma di "Viaggi in Europa" della TV della Fenice cinese conduce un'intervista al Presidente Giulio Orlando dell'Associazione Italia-Asia

La mattina del 16 agosto, i quattro monovolumi Volkswangen partiti da Roma con a bordo il Gruppo cinese di dodici membri stavano correndo velocemente sulla A24 lungo gli Appennini per poi immettersi a est sulla A14 in direzione nord, lungo la spiaggia. Dopo un percorso di circa 300 km, all'una e trenta del pomeriggio raggiungemmo il luogo dell’appuntamento- uscita Porto San Giorgio. Il Senatore ci aspettava già lì con una macchina generale guidata da lui stesso, e guidò immediatamente il convoglio di monovolumi all'interno del Porto. Ci invitò cordialmente a pranzo in un ottimo ristorante di frutti di mare. Godemmo di specialità locali come Spaghetti ai frutti di mare misti, scampi e pesci arrostiti, e ancora buoni gelati e caffè espresso italiani. Insistemmo di volerlo ospitare ma lui era deciso ad ospitarci quale padrone di casa.

Giulio Orlando, nato nel 1924, senatore per diciotto anni dalla sua elezione nel 1974 al 1991, e` stato membro della Commissione Esteri del Senato, Ministro del Commercio Estero e Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, e al tempo dell’intervista era Presidente dell'Associazione Italia-Asia. Dopo il pranzo, alla guida della sua auto il Presidente Orlando diresse il nostro convoglio fino alla spiaggia di vacanze molto vivace per svolgere l'intervista.

Sulla spiaggia adriana in piena estate, con il vento prospero e le grandi ondate nel mare, ci sentivamo felici e contenti. Il Senatore raccontava la sua profonda simpatia verso la Cina...

Il Presidente Orlando aveva svolto 15 visite in Cina dal 1969 fino all'anno dell'intervista suddetta. Nel 1969, l'Italia e la RPC non avevano ancora allacciato relazioni diplomatiche. Orlando, al tempo senatore italiano di DC, aveva pronunciato un discorso per richiedere all'Italia di riconoscere la Repubblica Popolare Cinese, e per questo motivo l’allora "Ambasciatore " di Taiwan aveva avanzato proteste alla parte italiana. In questa situazione la RPC, tramite il suo Ambasciatore in Francia, inviò al senatore Orlando l'invito di visitare la Cina nel dicembre del 1969. Il senatore Orlando diede contributi importanti nel condurre l’Italia a rompere le relazioni diplomatiche con Taiwan ed allacciarle con la Repubblica Popolare Cinese.

Il Presidente Orlando ricordò con piacere i suoi diversi incontri con molti dirigenti cinesi. Alla chiusura dell'intervista, disse al Gruppo cinese: "La Cina e` la mia seconda patria, vi prego di salutare in nome mio il popolo cinese!"

DARIO FO DISEGNA IL DRAGO CINESE

La prima Biennale della Nuova Arte di Torino inaugurata il 17 aprile 2000 invitò la Cina come "Paese ospite d'onore". C'erano 54 artisti cinesi giunti a Torino per partecipare alle attivita` di scambio artistico, e tennero tra l’altro la rappresentazione portata in scena dal Teatro Sperimentale Centrale della commedia "La morte accidente di un anarchico", l'opera del Premio Nobel per la letteratura Dario Fu. Dario Fo e la Signora Franca Mei erano arrivati a Torino per assistere da vicino alla rappresentazione. Ricevetti l'invito di svolgere interviste per la Biennale di Torino, e chiesi in anticipo di poter fare un'intervista speciale a Dario Fo. La sera del 7 aprile Dario Fo e la Signora giunsero a Torino da Milano, e abitavamo allo stesso Gran Hotel Sitea. Alle 2 del pomeriggio dell'8 aprile, Dario Fo doveva tenere una Conferenza stampa in un salotto al pianterreno dell'albergo, ma purtroppo proprio quel giorno ci fu uno sciopero dei giornalisti italiani. Alla Conferenza stampa era presente solamente un giornalista dell'edizione elettronica di Repubblica, 2 giornalisti della Televisione di Slovenia, ed io. Dario Fo e la Signora furono puntuali al salotto della Conferenza. Dopo aver saputo dello sciopero, Dario Fo ci disse: "Non vengono loro, scriviamo noi!" I temi della Conferenza stampa riguardarono principalmente la Cina, e la Conferenza divenne quasi una mia intervista speciale.

L'8 aprile 2000 il Premio Nobel di letterattura Dario Fo e la Signora durante un'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo

L'8 aprile 2000 il Premio Nobel di letterattura Dario Fo e la Signora durante un'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo

Dario Fo disse: "Sono venuto con gran piacere per assistere alla rappresentazione degli artisti cinesi. Ho saputo da un giornale cinese che "La morte accidentale di un anarchico" è stata già tradotta in cinese e che il traduttore ha visitato l’Italia. In molti paesi sono stati aggiunti alla rappresentazione fatti del proprio paese, non so come sia stata in Cina la rappresentazione. So che c'e` stata la rappresentazione di quest’opera in Cina, ho visto delle foto di teatro, e mi chiedevo quale lingua abbiano usato. Voglio vedere come rappresenteranno il mio teatro.” Una studiosa alla Conferenza disse a Dario Fo che la rappresentazione in Cina era stata abbastanza fedele all’originale.

Dario Fo e la Signora avevano svolto in gruppo una visita guidata in Cina, ed erano andati a Beijing, Shanghai e in altri luoghi. Ricordarono le buone impressioni lasciategli dalla Cina. Dario Fo disse: "In passato avevo studiato l'opera classica. Durante la visita in Cina ho assistito all'opera di Beijing, la bellezza dell'arte di quest’opera era incredibile. Allora ci hanno organizzato un incontro particolare con attori dell'opera di Beijing ed abbiamo incontrato anche alcuni attori fanciulli, abbiamo cantato insieme, ma noi eravamo stonati. Durante la visita a Shanghai abbiamo assistito all’opera teatrale "La Biografia di A Q ". La rappresentazione era realizzata in dialetto di Shanghai. Il nostro interprete non lo capiva, e vedevamo nel teatro ridere prima il pubblico, poi l’interprete, e per ultimi noi. E’ stato molto divertente! Nelle rappresentazioni teatrali cinesi gli attori tengono spesso in mano un ventaglio, e questa è una lingua, una lingua del ventaglio. La visita in Cina mi ha dato tanta ispirazione, e tornato in Italia ho scritto dieci nuove opere teatrali.

Il disegno del Premio Nobel di letterattura Dario Fo fatto l '8 aprile 2000 a Torino durante un'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo

Il disegno del Premio Nobel di letterattura Dario Fo fatto l '8 aprile 2000 a Torino durante un'intervista del Corrispondente del Quotidiano del Popolo

Dario Fo disse di essere gia` stato molto impegnato prima di aver ricevuto il Premio Nobel, e di essere diventato ancora piu` occupato dopo averlo ricevuto. E’ stato invitato quattro o cinque volte a visitare la Cina, ma non ha potuto realizzare queste visite. Ha affermato: " Voglio rivederla ancora, spero di non deludermi!" Su mia richiesta Dario Fo ha disegnato con gioia "Il giullare" con su scritto "Alla Cina con tanto grande affetto". Ha disegnato anche un drago cinese. Quella sera Dario Fo e la Signora hanna assistito con tanta gioia nel Teatro Yuvara alla rappresentazione teatrale di "La morte accidentale di un anarchico" realizzata dal Teatro Sperimentale Centrale di Beijing. Al termine della rappresentazione, Dario Fo e la Signora sono saliti in scena, hanno dato calde strette di mani agli attori e li hanno abbracciati, congraturandosi per il successo della rappresentazione.

L’autore è il capo reporter del People's Daily in Italia. Nei 16 anni di lavoro in Italia, ha preso diverse volte il premio italiano per i giornalisti stranieri. E’ stato conferito in luglio del 2002 dal presidente della Repubblica italiana l'onorificenza di Cavaliere.

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