Alberto Ortolani: la Fiera internazionale della Cina per il commercio dei servizi darà nuovo slancio alla cooperazione internazionale in materia di istruzione nell’epoca post-Covid

2020-09-05 13:00:00
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Il 4 settembre a Beijing si è aperta l’edizione 2020 della Fiera internazionale della Cina per il commercio dei servizi. In qualità di organismo di servizi che promuove l'internazionalizzazione dell'istruzione italiana, Uni-Italia parteciperà a diverse attività online e offline della sezione istruzione dell’evento. In un’intervista al CMG, il segretario generale di Uni-Italia Alberto Ortolani ha affermato che la Fiera internazionale della Cina per il commercio dei servizi offre una preziosa opportunità e piattaforma per la cooperazione internazionale in materia di istruzione nell’epoca post-Covid.

Uni-Italia è l'unico organismo che partecipa all’attuale edizione della fiera in rappresentanza del settore italiano dell'istruzione. Secondo il segretario generale Alberto Ortolani, l’intero allestimento è già stato completato e sono anche stati avviati gli appuntamenti individuali. Ortolani ha sottolineato che la Fiera internazionale della Cina per il commercio dei servizi rappresenta il primo grande evento economico e commerciale internazionale organizzato offline dalla Cina dopo lo scoppio dell’epidemia di Covid-19. Egli auspica che l’evento dia nuovo impulso alla ripresa globale del settore dei servizi all’educazione e allo sviluppo della cooperazione internazionale in materia di istruzione.

“Questa fiera è dedicata al commercio dei servizi, in presenza on-line, anche offline dopo Covid, quindi per questo è importante. Poi il servizio del settore educativo rappresenta un settore molto importante nell’ambito del ‘service trade’, che è ormai diventato una filiera o il sistema che coinvolge diversi operator. Il motivo che ci incoraggia a partecipare a tale fiera è che vogliamo continuare a dare un segnale positivo agli studenti cinesi e alle università cinesi, naturalmente anche a quelle italiane, perché l’internazionalizzazione del sistema universitario è sempre una strategia nazionale dello stato italiano. “

Uni-Italia, che ha iniziato l’attività nel 2008, ha il compito di promuovere l’educazione superiore dell’Italia, di stimolare la cooperazione tra le università cinesi e italiane e di offrire servizi e aiuto agli studi all’estero. Ortolani ricorda di aver partecipato, a partire dal 2008, a quasi tutte le fiere dell’istruzione tenute dalla Cina e di aver assistito alla continua espansione dell’apertura dell’istruzione cinese, all’internazionalizzazione dell’istruzione e all’enorme sviluppo del mercato collegato dei servizi.

“L’anno scorso sono stati più di cinquemila i ragazzi cinesi che sono venuti in Italia, però contemporaneamente oggi sono molti di più i ragazzi italiani che vanno in Cina. Questo anche grazie al matching che facciamo, perché è vero che ci interessiamo della situazione degli studenti cinesi, ma ci interessiamo anche che gli studenti italiani vadano in Cina.”

Secondo le statistiche, dal 2008 al 2019 il numero degli studenti cinesi a proprie spese in Italia è passato da 1136 a 4662. Nel 2020, le misure varate dai vari paesi per la prevenzione e il controllo dell’epidemia hanno influenzato a fondo i lavori relativi agli scambi nell’istruzione, come gli esami di lingua, le domande di visto, l’ammissione alle scuole e la cooperazione nella gestione scolastica. Nonostante ciò, il numero degli studenti cinesi che hanno fatto domanda di andare a studiare in Italia risulta pari a quello dell’anno scorso.

Ortolani afferma che, tramite la piattaforma della Fiera internazionale della Cina per il commercio dei servizi, Uni-Italia offrirà più informazioni concrete e servizi convenienti agli studenti cinesi. Egli sottolinea che la “globalizzazione” non regredirà a causa del Covid-19. L’internazionalizzazione dell’educazione superiore e del training dei talenti internazionali è ormai un trend inarrestabile.

“Noi siamo molto fiduciosi e ottimisti; siamo più che fiduciosi e ottimisti. Non nego che l’impatto del Covid non ci sia stato, ma ritengo che sia temporaneo e limitato, perché quest’anno se non ci fosse stato il Covid con l’interscambio saremmo stati al top.”

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