Andrea Segrè: significato positivo dell’iniziativa della Cina contro lo spreco alimentare

2020-08-24 16:16:14
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Giorni fa, Xi Jinping, segretario generale del Comitato Centrale del PCC, capo dello Stato e presidente della Commissione militare centrale, ha dato un’istruzione che richiede una rigorosa parsimonia a tavola, così da evitare gli sprechi alimentari. In proposito, in un’intervista al nostro corrispondente, Andrea Segrè, fondatore della “Campagna Spreco Zero” e docente di Politica agraria internazionale all’Università di Bologna, ha affermato che le iniziative dei vari ambienti cinesi contro gli sprechi alimentari hanno un significato positivo. Ecco di seguito un nostro servizio in merito.

Andrea Segrè, docente di Politica agraria internazionale all’Università di Bologna, è il fondatore della “Campagna Spreco Zero”. Egli apprezza a fondo le recenti iniziative dei vari ambienti cinesi in favore della parsimonia a tavola e contro gli sprechi alimentari:

“Ho appreso questa notizia in un modo molto positivo, perché la Cina è un paese molto importante, non solo dal punto di vista economico, agricolo, ma anche per l’impatto generale che le azioni che si fanno in un paese così grande e importante possono avere a livello globale. E ricordando che il 29 settembre ci sarà la prima giornata internazionale sulla consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, credo che questo programma sia molto importante e dia un respiro globale al tema che la FAO ha voluto portare all’attenzione mondiale, quindi lo registro come un fatto, molto, molto importante”.

Il professor Segrè ha iniziato a studiare gli sprechi alimentari negli anni ’90 del secolo scorso, effettuando statistiche quantitative e monitoraggi. Ha anche creato il sistema del “Last Minute Market”, che aiuta i bisognosi tramite la raccolta del cibo rimasto. Il team di Segrè ha riscontrato che, rispetto alle perdite negli anelli di produzione e circolazione alimentare, gli sprechi legati al consumo risultano più gravi. Pertanto, nel 2010 egli ha lanciato in Italia la “Campagna Spreco Zero”. Dopo dieci anni di promozione, l’iniziativa ha ottenuto evidenti risultati.

“Per il primo anno, quest’anno, prima dell’inizio della pandemia di Covid, i dati che abbiamo presentato il 5 febbraio hanno registrato per la prima volta una tendenza alla diminuzione di circa il 25% dello spreco domestico. Durante la fase di lockdown, la riduzione delle quantità sprecate è ulteriormente aumentata, perché, costretti a casa, siamo stati tutti noi molto più attenti a consumare tutto quello che abbiamo cucinato. Quindi, diciamo, la tendenza, se si riuscisse a mantenere, è verso la riduzione. Così, dopo 20 anni, posso dire che qualche risultato abbiamo iniziato a ottenerlo.”

Dai dati dei sondaggi emerge che, nell’ultimo decennio, il 68% degli italiani ha iniziato a prestare attenzione al problema degli sprechi alimentari, e quasi la metà si impegna per il risparmio alimentare. Secondo Segrè, un’efficace istruzione e promozione costituisce il principale canale per combattere lo spreco. In rapporto ai minorenni, la consapevolezza in merito sin dall’infanzia può influenzare anche i familiari.

“Noi abbiamo lanciato continuamente dei programmi di educazione alimentare nelle scuole, a partire dalla scuole primarie, dove ci sono gli alunni più giovani, in modo da insegnare ai bambini e anche alle loro famiglie, il valore del cibo: la prima azione è quella di non sprecarlo, di non gettarlo via ancora buono, ma far capire non soltanto che lo spreco è un danno, ma che il cibo ha un valore per la nostra salute, per la nostra economia, per il nostro ambiente, la prima azione è proprio, dandogli valore, di non gettarlo via, quindi un consumo alimentare consapevole.”

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