Covid-19: efficace e commovente “assistenza straniera” nel Jiangsu

2020-08-04 09:34:58
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Dopo l’improvvisa comparsa dell’epidemia di Covid-19, nella provincia del Jiangsu un gruppo di volontari stranieri, grazie alla padronanza delle lingue, ha partecipato attivamente al lavoro di prevenzione insieme alla polizia e al personale di quartiere, diventando una potente garanzia della lotta in prima linea all’epidemia.

Visto che l’ostacolo della lingua creava difficoltà di comunicazione a molti operatori di quartiere, all'inizio di marzo un gruppo di volontari stranieri, che parlano inglese, italiano e altre lingue, ha iniziato a comunicare e a spiegare ai residenti la situazione della prevenzione e controllo dell'epidemia, dando a tutti un pieno senso di sicurezza.

All'ingresso del quartiere residenziale di Xujiabang, nel parco industriale di Suzhou, il volontario Daniele registrava i veicoli e le persone in ingresso, misurandone la temperatura. Portando la mascherina e parlando un ottimo cinese mandarino, nessuno dei residenti, se non avvisato, si è accorto che il volontario di servizio era un bel ragazzo italiano.

"L'amore non conosce confini", afferma Daniele. "Tutti siamo responsabili della prevenzione e del controllo dell'epidemia. Io vivo qui, per cui non posso mancare in questo momento!" In merito ai timori di parenti e amici all'estero, egli ribadisce: "Ho fiducia nella Cina".

In questo periodo speciale, anche la coppia americana Benny e Jeff ha scelto di rimanere e di offrire supporto. La mancata padronanza della lingua cinese ha impedito loro di occuparsi delle registrazioni delle informazioni, per cui si sono assunti il compito di smistare, raccogliere e consegnare la verdura.

Stephen Mclone, un inglese che vive nel quartiere di Guanhu, distretto di Xinwu, circoscrizione di Xin'an, nella città di Wuxi, ha raggiunto il centro di assistenza sanitaria del quartiere per offrire un dono speciale: oltre 150 pasticcini alla cinese preparati in mezza giornata da lui e dalla sua famiglia, pregni di affetto e di augurio di ogni bene. Stephen Mclone vive a Wuxi da 7 anni. Dopo lo scoppio dell’epidemia, quando la sorella nel Regno Unito gli ha chiesto di tornare a casa, egli ha risposto che Wuxi è casa sua, per cui sarebbe rimasto.

A Yancheng, nella provincia del Jiangsu, un team di volontari composto da una trentina di studenti di 12 paesi, tra cui Kazakistan, Ucraina e Indonesia, si sono uniti ai ranghi dei volontari per la prevenzione e il controllo dell’epidemia, aiutando ciascuno la polizia a far visita a una decina di stranieri al giorno.


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