Io, Testimone dello sviluppo delle relazioni sino-italiane

​Chen Baoshun 2020-08-03 09:00:00
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Cinquant'anni fa, la Cina e l'Italia stabilirono e svilupparono relazioni basate sui principi di uguaglianza, mutuo vantaggio e rispetto reciproco e apportarono contributi positivi alla società umana. È una fortuna poter assistere alla storia dell'istituzione e dello sviluppo delle relazioni tra le due antiche civiltà: Cina e in Italia. Sono il fortunato.

Contesto internazionale

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le persone di tutti i paesi si dedicarono al difficile progetto di ricostruzione delle loro case. Il movimento di liberazione nazionale mondiale è in forte espansione. Il popolo africano ha scatenato delle rivolte e ha dichiarato l'indipendenza nazionale.

La guerra di liberazione popolare cinese ha ottenuto una vittoria decisiva. Il primo ottobre 1949, il presidente Mao annunciò l'istituzione della Repubblica popolare cinese al resto del mondo. La nascita della nuova Cina ha scioccato il mondo. Paesi di tutto il mondo hanno annunciato di riconoscere la Repubblica popolare cinese come unico governo legale del popolo cinese.

Il 2 giugno 1946 fu istituita la Repubblica italiana. Già agli inizi degli anni '50, le persone lungimiranti e le forze di sinistra nell'ambiente politico italiani chiedevano di istituire le relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese e, per vari motivi, non è stata realizzata la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi. Dopo che l'ambascita italiana si ritirò da Nanchino, nessun diplomatico di ogni livello fu inviato a Taiwan.

Relazioni diplomatiche Cina-Italia

C'erano molti partiti in Italia, la situazione politica è complicata e il governo si alternò frequentemente. Sulla questione dell'instaurazione di relazioni diplomatiche con la Cina, l'Italia manteneste una posizione incerta.

Nel gennaio del 1964, la Cina stabilì formalmente relazioni diplomatiche con la Francia, il che sconvolse il mondo occidentale.

Nel giugno dello stesso anno, il senatore del Partito socialista italiano Paolo Vitoneri visitò la Cina e fu ricevuto dal presidente cinese Mao Zedong. Le due parti discussero della possibilità di istituire uffici di rappresentanza commerciale tra di loro. Il 30 novembre, il Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale firmò un accordo con Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) per istituire uffici di rappresentanza commerciale tra i due paesi. Si trattava di un altro importante passo avanti dopo l'instaurazione di relazioni diplomatiche tra Cina e Francia che creò le condizioni per la normalizzazione delle relazioni tra Cina e Italia.

Secondo l'accordo, nel febbraio del 1965, l'Ufficio di rappresentanza commerciale del Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale fu ufficialmente istituito a Roma. I rappresentanti dell'ufficio che possedevano passaporti diplomatici potessero godere dell'esenzione tariffaria; l'ufficio di rappresentanza aveva 5 membri del personale che possedevano passaporti di servizio. L'Ufficio di rappresentanza commerciale era in realtà un'organizzazione semi-ufficiale. Da allora, terminò i miei studi in Italia e fui formalmente reclutato dall'Ufficio di rappresentanza commerciale e iniziò la mia carriera diplomatica.

Il 24 gennaio 1969 fu formato il nuovo governo italiano di sinistra centrale e il rispettato socialista Pietro Nanni divenne ministro degli Affari esteri italiano. Quando pubblicò un rapporto di politica estera in Parlamento, annunciò pubblicamente di aver riconosciuto la Repubblica popolare cinese come unico governo legale del popolo cinese e decise di avviare immediatamente negoziati sull'instaurazione delle relazioni diplomatiche con la Cina.

I due governi autorizzarono i rispettivi ambasciatori in Francia a tenere colloqui per stabilire relazioni diplomatiche. Dopo una lunga trattativa e il superamento delle varie difficoltà, i rappresentanti di entrambe le parti raggiunsero finalmente un accordo. Il 6 novembre 1970, i governi cinese e italiano annunciarono contemporaneamente un comunicato congiunto per stabilire relazioni diplomatiche.

Nanni fu il veterano del Partito socialista italiano e un vecchio amico del popolo cinese. Nel settembre del 1955, fu invitato in Cina per partecipare all'ottavo congresso del PCC. Dopo l'istituzione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, visitò nuovamente la Cina su invito del Premier Zhou Enlai. "Quando beviamo acqua dal pozzo, non dimenticheremo mai la persona che scava il pozzo." Il premier Zhou lo ringraziò per il suo importante contributo allo sviluppo delle relazioni sino-italiane.

Le relazioni Cina-Italia aprirono una nuova pagina. Dopo l'istituzione di relazioni diplomatiche tra Cina e Francia, l'istituzione di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, un'altra potenza occidentale, ebbe un significato importante. Il 2 gennaio 1971, il ministro degli Esteri italiano Aldo Moro rispose ad una domanda fatta dal giornalista: "l'instaurazione delle relazioni diplomatiche sino-italiane è il risultato della coerente politica estera a lungo termine del governo italiano."

Il 29 gennaio 1971, il terzo giorno del capodanno cinese, volai a Roma con l'incaricato d'affari ad interim, Feng Xianbi, per prepararci all'apertura dell'ambasciata. Il 2 febbraio, l'incaricato d'affari Feng effettuò un colloquio con il capo del Cerimoniale Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri italiano e presentòò una lettera di nomina dell'incaricato d'affari ad interim. Il capo del Cerimoniale Diplomatico dichiarò all'incaricato d'affari che l'ambasciata cinese può iniziare ufficialmente i lavori da ora in poi.

Il primo ambasciatore cinese arrivò a Roma

Il 19 aprile dello stesso anno, la primavera di Roma sembrava essere all'inizio dell'estate e ci fu una luminosa giornata di sole: Sua Eccellenza Shen Ping, il primo ambasciatore cinese, arrivò a Roma. Ricordo che a mezzogiorno di quel giorno, l'ambasciatore Shen era appena entrato nel cancello dell'ambasciata (VIA PAISIERO) e si era preso una breve pausa nel soggiorno. Il Dipartimento del Protocollo del Ministero degli Affari Esteri italiano chiamò che il vicedirettore, il sig. Molotzo, arrivò all'ambasciata alle 18:00. Fummo rimasti tutti molto sorpresi.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, il vice capo visitò l'ambasciata in tempo. Il signor Morozzo ebbe una personalità tipicamente italiana, piena di entusiasmo ed amichevolezza. Prima espresse le sue calorose congratulazioni e il benvenuto all'ambasciatore Shen, poi chiese se l'ambasciatore avesse portato con sé le credenziali. L'ambasciatore Shen prese ne gli consegnò l'originale e la copia delle credenziali. Il vice capo diede un'occhiata alle credenziali e le istituì all'ambasciatore Shen e disse che la mattina successiva l'ambasciatore Shen doveva incontrare il capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica Italiana per presentare una copia delle credenziali, e il pomeriggio successivo, doveva presentare le credenziali al presidente italiano Giuseppe Saragat. E disse che il palazzo presidenziale invierebbe un'auto speciale per prendere l'ambasciatore Shen. Sottolineò che solo l'ambasciatore Shen potrebbe prendere questa macchina, oltre al funzionario del cerimoniale diplomatico del palazzo presidenziale.

Il 20 aprile 1971 fu anche un buon che vale la pena di commemorare nella storia delle relazioni sino-italiane. Nel pomeriggio dello stesso giorno, un'Alfa Romeo lussuosamente modificata, auto speciale del presidente, si recò a prendere l'ambasciatore Shen. Le bandiere nazionali della Cina e dell'Italia furono inserite anteriormente alla macchina speciale, le motociclette spianarono la strada e i veicoli dei diplomatici dell'ambasciata seguirono l'auto speciale che si diresse lentamente verso il palazzo presidenziale. La folla per strada ci salutò con le mani e la scena fu piuttosto scioccante e fui emozionato.

Alle cinque e mezza, il presidente Giuseppe Saragat apparve nella sala di ricevimento e l'ambasciatore Shen Ping presentò le credenziali in un'atmosfera solenne. Successivamente il presidente invitò l'ambasciatore ad entrare in un altro salotto per avere una conversazione cordiale. Io e l'interprete italiano Sig. Mario Bini l'avemmo seguiti.

Il presidente Saragat era robusto, leggermente obeso, e parlò con voce bassa ma forte, che mi ebbe reso indimenticabile. Disse: "Il motivo per cui l'ambasciatore deve presentare le credenziali in un periodo di tempo così breve è principalmente quello di esprimere con entusiasmo i sentimenti profondi del popolo italiano e di me stesso al popolo cinese". Le sue parole sono una testimonianza del suo atteggiamento. Già dall'8 febbraio 1950, il deputato Saragat invitò pubblicamente in Parlamento il governo a riconoscere ufficialmente la Repubblica popolare cinese.

Il miglioramento completo delle relazioni tra i due paesi

Dopo l'instaurazione di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, le relazioni tra i due paesi furono completamente migliorate. L'Italia prese l'iniziativa di sviluppare le relazioni tra i due paesi e si effettuarono gradualmente gli scambi nei settori dell'economia, del commercio, della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, degli affari militari e gli scambi di funzionari di alto livello. A quel tempo, la Cina era in un periodo speciale della Rivoluzione Culturale: le relazioni tra i due paesi stavano avanzando costantemente, portando uno sviluppo graduale, il che non fu facile.

Il 17 maggio 1971, il ministro italiano del Commercio internazionale Mario Zaccari guidò per la prima volta una delegazione economica e commerciale del governo composti da 76 membri per recarsi in Cina. Il figlio del presidente Saragat visitò la Cina insieme con la delegazione e ha trasmise i saluti cordiali di suo padre al presidente Mao Zedong. Le due parti discussero della firma dell'accordo commerciale a lungo termine e dell'accordo di cooperazione economica e tecnologica tra i due paesi. Il premier Zhou Enlai ricevette tutti i membri della delegazione.

Il 28 ottobre dello stesso anno, il ministro cinese dell'Economia e del Commercio Bai Xiangguo guidò la delegazione economica e commerciale del governo cinese a visitare l'Italia.

Al fine di promuovere lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra i due paesi, il governo Italiano fornì un prestito misto alla Cina, riducendo al contempo gli interessi, una parte è la sovvenzione che fu utilizzata per lo studio di fattibilità del progetto o nella formazione del personale delle industrie tessili, di stampa, calzolai, di abbigliamento, di mobili e di altre attrezzature, ciò promosse notevolmente la trasformazione, l'innovazione e lo sviluppo della Cina in questi settori. L'Italia fu il paese che fornì il maggior numero di sovvenzioni alla Cina tra i paesi occidentali. L'Italia aiutò gratuitamente la Cina a costruire i centri di pronto soccorso a Beijing e Chongqing, fino ad oggi questo rappresenta un progetto di riferimento per la cooperazione amichevole tra Cina e Italia.

Nel novembre del 1971, il politico italiano e senatore del partito al potere, Democrazia Cristiana, Vittorino Colombo visitò la Cina per la prima volta guidando la delegazione dell'Istituto Italo Cinese per gli scambi economici e culturali. La visita ottenne risultati fruttuosi. Il premier Zhou Enlai lo incontrò. Colombo fu ministro in diversi gabinetti e fu il presidente del Senato. Ha visitato la Cina più di 20 volte negli 30 anni e, attraverso la diplomazia non governativa, ha svolto un ruolo di ponte e ha dato importanti contributi per rafforzare la cooperazione amichevole Cina-Italia in molti campi. In occasione della commemorazione del cinquantesimo anniversario dell'istituzione di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, voglio dire che Vittorino Colombo è un politico italiano e un vecchio amico del popolo cinese degno della nostra memoria.

Nel gennaio 1973, il ministro degli Esteri italiano Giuseppe Medici visitò la Cina insieme con quasi tutti i funzionari di alto livello del ministero italiano degli Esteri. Si trattava della prima visita del ministro degli Esteri italiano in Cina, che ha migliorato la comprensione dei funzionari italiani al potere sulla Cina e favorito lo sviluppo delle relazioni tra i due paesi. La visita fu fruttuosa, durante la visita fu firmato il primo accordo su studenti di scambio. Durante la visita, il Premier Zhou Enlai ricevette il ministro degli Esteri Giuseppe Medici.

L'istituzione di un consolato generale tra i due paesi fu gradualmente promossa. Il primo consolato generale della Cina fu aperto ufficialmente a Milano nel maggio 1985. Successivamente l'Italia aprì un consolato generale a Shanghai.

Le visite di alto livello

Il 3 novembre 1979, il presidente Hua Guofeng visitò per la prima volta i quattro paesi dell'Europa occidentale: Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia. Per la prima volta, il più alto leader della Repubblica Popolare Cinese mise piede sulla penisola appenninica, che ebbe un significato storico e un'influenza di vasta portata. L'opinione pubblica italiana descrisse la vista come "la visita del Marco Polo cinese in Italia". A Venezia, il presidente Hua Guofeng salì a bordo della nave del drago del XVIII secolo che navigava sul canal grande e accettò il saluto da parte della gente su entrambi i lati dello stretto: la scena senza precedenti era spettacolare. Si trattava del primo incontro tra i capi di Stato di Cina e Italia. Durante il colloquio, il presidente Hua Guofeng affermò che la Cina ebbe avuto deciso di sviluppare le relazioni con Italia, ciò non fu un espediente temporaneo, e la Cina e l'Italia non ebbero conflitti fondamentali ma ebbero solo interessi comuni e entrambi le parti sperarono di avere un ambiente pacifico internazionale. La Cina auspicò che l'Italia possa prosperare e la gente italiana possa essere felice; allo stesso modo, l'Italia auspicò anche che la Cina possa prosperare e prospererà, la gente cinese possa stare felice: questo fu il nostro obiettivo comune.

Come interprete, ascoltò le osservazioni del presidente Hua Guofeng. Oggi, ricordando il continuo sviluppo delle relazioni tra i due paesi negli ultimi 50 anni, si può capire completamente il profondo significato di queste osservazioni.

Il 17 settembre 1980, il presidente italiano di 84 anni Sandro Pertini cominciò una visita ufficiale in Cina. Si trattava del primo capo di Stato proveniente dall'Appennino dall'era dell'antica Roma a visitare la Cina. Fui fortunato ad essere un interprete e l'ebbe accompagnato per dieci giorni. Oltre a Beijing, il Presidente italiano visitò anche Guangzhou, Xi'an, Shanghai e Hangzhou.

Pertini era il presidente più amato dal popolo italiano. Era stato un soldato, un giornalista e un tassista. Aveva una ferma convinzione e si impegnò nella causa rivoluzionaria per tutta la vita; era un guerriero antifascista senza paura che era stato imprigionato per sei volte, condannando all'ergastolo e persino alla morte, però ebbe fuggito per sei volte. Era un membro di spicco del Comitato di Liberazione Nazionale e diede un contributo eccezionale alla liberazione nazionale italiana e alla ricostruzione postbellica. Mi disse che aveva letto in prigione il libro la Condition humaine scritto dallo scrittore francese André Malraux, e spesso leggeva i giornali, prestando attenzione alle notizie del popolo cinese che combatteva contro gli invasori giapponesi. Il suo discorso al banchetto di Stato fu scritto di persona per esprimere la sua profonda amicizia per il popolo cinese.

Durante la visita, i leader cinesi Hua Guofeng, Ye Jianying e Deng Xiaoping lo incontrarono calorosamente e ebbereo una conversazione cordiale. Il presidente dichiarò che la dura lotta dell'umanità per la pace richiese la Cina e che il contributo della Cina al mondo sarebbe sempre indispensabile. Durante la visita, il presidente dimostrò la sua personalità e il suo fascino unici. Durante la sua visita all'Università di Peking, il Presidente è stato molto eccitato ed energetico. Cambiò il programma delle visite sul posto e chiese di parlare faccia a faccia con gli studenti. Il presidente incoraggiò con pazienza gli studenti a studiare sodo. Disse ai giovani intorno a lui: "Il futuro appartiene a voi. Ora stai lavorando duramente a scuola per studiare scienza e cultura e spero che imparerai anche la strategia di governo dei leader del tuo paese. Sono fermamente convinto che alcuni di voi diventeranno il leader di questo grande paese in futuro."

L'amicizia tra i popoli della Cina e dell'Italia ha una lunga storia e i due paesi hanno una cultura profonda, spero che le antiche civiltà possano andare avanti nella nuova era, e i popoli dei due paesi possano andare fianco a fianco per altri cinque decenni più gloriosi e scrivere una nuova pagina per lo sviluppo della società umana.

In questa occasione per commemorare il 50esmio anniversario dell'istituzione di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, aupico sinceramente che lo sviluppo di relazioni amichevoli e collaborative tra Cina e Italia continui per sempre e l'amicizia tra il popolo cinese e italiano verrà tramandata di generazione in generazione!

L’autore è l’ex console generale cinese a Milano

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