La danza tra l’argilla nera e il tè tibetano

Jing Shimo 2020-06-29 09:00:00
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Situato nella municipalità di Ya’an, nel Sichuan, il monte Mengding è considerato, insieme al monte Emei e al monte Qingcheng, una delle tre montagne che sono parte del patrimonio storico e culturale di questa provincia. Sin dall’antichità, nelle vicinanze di famose montagne nacquero e si svilupparono rinomati tipi di tè e in quest’area il commercio del tè e dei cavalli iniziò in epoca Tang e fiorì durante la dinastia Song. Il monte Mengding è il punto di partenza dell’antica “via del tè e dei cavalli” tra il Sichuan e il Tibet, edè la culla della cultura del tè tibetano, che vanta una storia di circa mille anni.

Il tè tibetano di Ya’an è un tè nero, prodotto attraverso una tecnica particolare ideata all’epoca dell’antica “Via del tè dei cavalli” in questa zona, abitata dall’etnia tibetana. Per via dei molti limiti imposti dal clima all’altopiano nord-occidentale, la dieta della gente locale è normalmente poco varia e si basa essenzialmente su orzo verde, carni secche e vari tipi di prodotti lattiero-caseari. Il tè tibetano può fornire in modo complementare vitamine, oligoelementi e acqua, facilitandola digestione di cibi ad alto contenuto di grassi. Si tratta di un tè usato anche dalle minoranze etniche che popolano la Cina nord-occidentale. Per facilitarne il trasporto a lunga distanza e la conservazione, il tè tibetano viene pressato in blocchi e lasciato fermentare diverse volte attraverso una tecnica speciale, tramandata di generazione in generazione. Traendo ispirazione dalla loro lunga storia culturale e da questa tecnica rimasta intatta nei secoli, gli abitanti del monte Mengding hanno scelto di percorrere la strada dello sviluppo della cultura del tè. Yin Lihua, vice presidente del gruppo per la diffusione della cultura e del turismo della città di Ya’an, ricorda che la ricca tradizione storica e la salubrità dell’ambiente del monte Mengding costituiscono ottime precondizioni per promuovere lo sviluppo della cultura del tè tipica di questo luogo: “la lunga storia di questa montagna sacra e la cultura del tè sono le nostre fondamenta. Da un lato abbiamo nutrito e valorizzato questa cultura, dall’altro le favorevoli condizioni ambientali ci hanno permesso di elevare la qualità del tè, integrando queste nostre risorse nello sviluppo dell’economia.”

Più di mille e trecento anni fa, il tè entrò in Tibet grazie alla principessa Wencheng, aprendo al tè tibetano di Ya’an la via verso l’occidente. Oggi gli imprenditori del luogo si stanno impegnando per far uscire il tè tibetano dal suo contesto quasi esclusivamente locale, facendolo conoscere e apprezzare al resto dei cinesi e al mondo. La domanda è se sarà possibile allargare il mercato del tè tibetano. Secondo Gan Yuxiang, presidente della società commerciale del tè “Youyi” della città di Ya’an, la risposta è sì, e ci vogliono “tre passi”.

Lui e il suo team sono già dei pionieri lungo la strada dello sviluppo del tè tibetano. “Il primo passo consiste nel promuovere il nostro tè tra la popolazione Han. In passato veniva commercializzato solo nelle zone dell’etnia tibetana, perciò se diventasse semplicemente una bevanda apprezzata dal popolo, il suo mercato si allargherebbe e tutti i cinesi potrebbero godere dei suoi benefici. Il secondo passo è la raffinazione. In passato il nostro tè era piuttosto “ruvido”, mentre oggi abbiamo realizzato una trasformazione radicale attraverso un processo di raffinazione del te grezzo. Il terzo passo è istruire i consumatori diffondendo informazioni sul tè tibetano così che tutti siano in grado distinguerne le caratteristiche. È per questo che abbiamo iniziato a vendere il tè sfuso e non in “blocchi” pressati, perché così è più facile da riconoscere al primo sguardo”.

La città di Ya’an si è data molto da fare per sviluppare l’industria del tè e ha partecipato a tante fiere in Cina e all’estero. Il governo ha appoggiato la creazione di numerosi punti vendita e con l’arrivo del governo Gan Yuxiang è diventato più fiducioso: anche se la promozione è ancora in fase iniziale, si dice convinto che la diffusione di questo tè ha rosee prospettive. “È un’industria che ha in sé enormi potenzialità, faremo apprezzare il tè di Ya’annon solo ai nostri concittadini cinesi, a tutti. Ma è chiaro che un obiettivo si raggiunge solo con misure concrete e se la qualità del nostro prodotto sarà elevata il mercato sarà smisurato. Ci stiamo impegnando nella raffinazione del tè grezzo, siamo già dei pionieri.”

Un famoso tè cinese deve accompagnarsi ad una teiera di buona qualità. Grazie allo sviluppo del tè tibetano, un altro materiale usato in questo luogo sin dai tempi antichi, l’argilla nera di Yingjing, vive ora la sua grande occasione. Le pentole e le giare di argilla nera sono durevoli e migliorano la qualità dell’acqua che contengono ed è per questo che le persone del luogo le usavano per rendere il tè una specie di “medicina”. Oggi le teiere di argilla nera, oggetti di ottima qualità e di speciale bellezza, accompagnano in modo perfetto il tè tibetano. Lin Ping, fondatrice della società per la cultura dell’argilla nera Lin di Yingjing, auspica ovviamente che il tè tibetano venga affiancato sul mercato dalle teiere di Ya’an: “la priorità è innalzare la qualità dei nostri prodotti. Le teiere sono davvero ottime, sono belle e soddisfano un’esigenza estetica che si lega alla loro funzione pratica. Aiutiamo le persone del posto ad affinare le loro tecniche affinché la tradizione venga ereditata e valorizzata, e certamente invieremo più prodotti all’estero”.

Da questa “danza tra l’argilla nera e il tè” di Ya’anle aziende locali traggono veri benefici. Con la raffinazione del tè grezzo e la fabbricazione di teiere in argilla nera, l’industria di Ya’an è oggi in grado di rispondere alla domanda crescente del mercato. Il sogno del monte Mengding. Diventare non soltanto un “giardino del tè” noto in tutto il mondo, ma anche la culla della cultura del tè, con una lunga storia da raccontare.

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