Cina-Italia: scambi nell'integrazione dei disabili nel mercato di lavoro
  2013-01-09 17:27:01  cri

La Cina sta facendo tantissimo per migliorare la situazione dei suoi disabili. Anni fa la situazione era ancora difficile, ma adesso, con una migliore situazione finanziaria, la Cina può spendere di più anche per i servizi alle categorie più deboli.La Cina tiene anche degli ampi contatti con l'estero per apprendere le migliori esperienze nel settore. In particolare con l'Italia.

Negli ultimi anni, il governo cinese e quello italiano, o più precisamente i ministeri cinesi degli Affari civili e delle Risorse umane e della previdenza sociale, insieme al ministero del Welfare italiano, hanno attuato molti progetti di aiuto ai disabili, con cui l'Italia ha fornito alla Cina la sua ricca esperienza.L'ultimo accordo firmato dalle due parti risale a due anni fa, si tratta di un documento che prevede la collaborazione tra i due paesi nell'aiuto ai disabili cinesi nell'accesso al mercato del lavoro.Il progetto presta anche grande attenzione al settore della formazione al lavoro. Tutti questi impegni hanno l'obiettivo di aiutare i disabili a integrarsi sempre più efficacemente nella società.

Poco tempo fa presso l'Ambasciata d'Italia in Cina si è tenuta una conferenza in merito, sul tema "Best Practices By Comparison: Developing Effective Methodologies For Labour Market Inclusion of Disabled People"——the achievements of two years, ossia: Le migliori pratiche a confronto: sviluppo di metodologie efficaci per l' inclusione dei disabili sul mercato del lavoro, i risultati di due anni. Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti di molte istituzioni cinesi e italiane, si tratta di un'iniziativa della regione Lombardia e della provincia di Milano, all'avanguardia nell'assistenza ai disabili, della Fondazione Monserrate, una NGO italiana che da dieci anni collabora con il governo cinese nell'assistenza ai disabili, della Federazione dei disabili di Beijing, delle sue filiali nei vari distretti della città, e delle federazioni di alcune province. Per la parte cinese erano presenti non solo i rappresentanti delle federazioni dei disabili di Beijing, ma anche quelli di molte province.

Da quanto ha detto Jovanovic, il governo italiano intende fermamente continuare ad aiutare la Cina nel campo della disabilità, e la parte italiana è sempre pronta ad offrire la sua ricca esperienza in merito.

Secondo i dati forniti da Chiara D'imporzano, presidente della Fondazione Monserrate, in soli 2 anni, la Fondazione Monserrate è riuscita ad offrire un'ottima formazione professionale a ben 490 disabili cinesi, e tra gli scambi intensi tra le due parti, la video conferenza è risultata un ottimo metodo, vista l'enorme distanza fra i due paesi.

Oltre al resoconto dei risultati, la conferenza è stata anche un'ottima occasione per scambi di esperienze nell'assistenza ai disabili tra Italia e Cina, Marina Matucci, direttore del Welfare della regione Lombardia ha illustrato ricche esperienze della Lombardia nell'integrazione dei disabili nel mercato del lavoro, citando tre parole chiave: personalizzazione, valutazione e monitoraggio. Ossia prima la valutazione delle caratteristiche della persona per collocarla in un certo posto, poi il monitoraggio tramite le banche dati dei percorsi, per cui occorre una formazione mirata di operatori della mediazione, che sono fondamentali.

Anche Paolo Giovanni Del Nero, assessore al Lavoro della provincia di Milano, che insieme alla regione Lombardia collabora da anni con la Cina nell'assistenza ai disabili, ha parlato dell'idea di acquisizione dei servizi di un gruppo di disabili da parte di un'azienda.

Wu Xuewen, vice presidente della Federazione dei Disabili di Beijing, ha rivelato che anche durante l'ultimo Congresso Nazionale del PCC si è sottolineata l'importanza dell'integrazione dei disabili nel mondo del lavoro. Lui ha anche avanzato un'idea di costituire con la parte italiana un meccanismo avanzato di collaborazione.

Per concludere, Carlo D'imporzano ha avanzato tre nuovi punti nati dagli scambi fra le due parti: un meccanismo di dialogo permanente, un sistema per coinvolgere un numero ancora maggiore di disabili gravi, un programma di formazione del personale che segua e aiuti il lavoro dei disabili.

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