Ricordi sull'Expo
  2010-09-15 10:56:16  cri

Ning: cari amici, ben ritrovati. Sono Ning.

Serena: Ciao a tutti, sono Serena.

Ning: sono passati 4 mesi dall'apertura dell'Expo di Shanghai, durante i quali credo che voi, cari amici, abbiate ascoltato alcune storie interessanti e notizie nuove su questo evento.

Serena: si, infatti, possiamo ricordare alcuni reportage che abbiamo realizzato sull'apertura dell'Expo, sulla Giornata ufficiale del padiglione italiano e, in questo periodo, ho anche corretto molti servizi interessanti sull'Expo, per esempio quello sulla Sirenetta di Copenaghen all'Expo nella descrizione di Ye Junjian.

Ning: oggi, insieme a Serena vorrei fare una passeggiata tra i ricordi dell'Expo, in particolare sulla mia esperienza.

Serena: sì, Ning, mi ricordo che sei stata all'Expo nel giugno scorso, insieme a tuo figlio e a tua suocera. Mi hai detto che è stata una bella esperienza, vero?

Ning: sì, un viaggio davvero interessante. Infatti volevo portare mio figlio a visitare il parco dell'Expo per fargli capire un po' di cosa si trattasse.

Serena: e com'è andata?

Ning: Bene! Ha osservato le opere rappresentative del padiglione cinese che tratteggiano la brillante cultura del nostro Paese, ha visitato anche il padiglione italiano e quello russo che, in vari modi, presentano i tratti più rappresentativi dei due paesi. Per esempio, mio figlio ricorda ancora i disegni fatti dai bambini lungo il corridoio del padiglione cinese, che raffigurano il mondo variopinto visto dagli occhi dei bambini, e li ha anche paragonati un po' con quelli fatti da lui all'asilo. Si ricorda anche del robot per le pulizie del padiglione italiano e mi ha chiesto perché è un robot a fare le pulizie, e non una persona. Io allora gli ho risposto che il robot è un aiutante, così le persone possono avere più tempo di fare altre cose importanti. Non so se sia stata la risposta giusta, ma almeno credo che così può capire che le alte tecnologie rendono la vita migliore.

Serena: Sono d'accordo, la tecnologia è entrata prepotentemente nelle nostre vite ed è giusto che anche i bambini ne conoscano il valore. Allora, qual è stata la cosa che ti ha colpito di più durante la tua visita all'Expo?

Ning: devo dire che i diversi padiglioni mi hanno lasciato diverse impressioni. Per esempio, per primo ho visitato il padiglione cinese ed ho dovuto fare una fila di quasi mezz'ora per poter entrare, così nell'attesa ne ho approfittato per registrare un brano.

Serena: quando sei entrata nel padiglione della Cina, hai rivisto anche tu il tuo sorriso sullo schermo che scendeva dal soffitto?

           

Ning: in realtà no, peccato, perché non ho aspettato e sono entrata subito per guardare un film, un cortometraggio di 8 minuti intitolato "Cina armoniosa", che presenta gli enormi cambiamenti della Cina negli ultimi decenni.

Serena: ascoltiamo insieme un brano tratto dal film.

Serena: Su questo film credo di aver corretto un servizio che parla di Chen Jiafan, un anziano signore che racconta delle sue impressioni su questo cortometraggio.

"Il cortometraggio parla della strada che abbiamo percorso. I cambiamenti della Cina negli ultimi decenni sono stati radicali, il paese è passato da una situazione di arretratezza a quella avanzata di oggi, un processo straordinario. Ricordo che negli anni '70, in casa avevamo una TV in bianco e nero da 9 pollici e nella nostra unità di lavoro solo una o due famiglie possedevano un apparecchio TV. Per vedere il film 'L'ospite venuto dal ghiacciaio', a casa nostra arrivarono una trentina di persone, che si sedettero anche sul nostro letto. Oggi ho una TV con un maxischermo da 16:9."

Ning: è vero, come ha detto il signor Chen, la vita dei cinesi è enormemente migliorata. Questo film ci ha ricordato degli sforzi instancabili compiuti dalla popolazione per il progresso nella vita quotidiana e il rafforzamento della potenza del nostro paese. A proposito, abbiamo visitato anche una mostra di mobili cinesi realizzati in diverse epoche.

La mostra di diversi stili di mobili risalenti a quattro epoche diverse ci presenta la costante crescita del livello e della qualità della vita del popolo. Inoltre, lo schermo appeso sopra di noi e le opere riprodotte presentano i diversi aspetti urbani della Cina. Quelli in bianco e nero sono degli anni '90 del secolo scorso, mentre sullo schermo a colori è in mostra la Cina di oggi.

Serena: questa mostra ci permette anche di conoscere lo sviluppo cinese in questi ultimi 30 anni dalla riforma e apertura. Che ne pensi del padiglione italiano, so che hai anche intervistato l'architetto italiano Giampaolo Imbrighi?

Ning: sì. Nel maggio scorso, ho incontrato il maestro a Beijing e ho avuto la fortuna di intervistarlo. Il padiglione italiano si ispira al gioco tradizionale dei bastoncini di Shanghai, ma anche al concetto dell'unione nella diversità, ha detto Franco Purini, membro della Giuria del Concorso di idee per la progettazione del padiglione italiano. In che modo il maestro ha realizzato la "perfetta unione nella diversità"? Dopo aver visitato il padiglione l'ho capito. L'edificio sfrutta in modo molto originale lo spazio del padiglione nel quale prende corpo un paesaggio artificiale fatto di vicoli, stradine e piazze, come se il padiglione stesso fosse una città. Una visita immaginaria capace di coniugare al meglio l'originalità e la varietà delle nostre regioni. Un luogo attraversato magicamente dalla luce che illuminerà le varie aree e cavità del padiglione con giochi suggestivi e coinvolgenti.

Dal padiglione italiano si può percepire la bellezza dell'integrazione tra gli aspetti architettonici, energetico-ambientali, impiantistici e tecnico-costruttivi, anche in termini di riciclabilità dei materiali. Il progettista ha osservato:

"Le posso dire che il materiale per l'architetto è come i componenti della cucina per il cuoco, e sono fondamentali. Ho avuto esperienze in passato per dieci anni per la costruzione di una stazione della metropolitana di Mosca che si chiama Roma. In questo progetto, doveva essere realizzata tutta una struttura in ghisa, per cui l'architetto si è trovato improvvisamente a lavorare con questo materiale ormai desueto, perchè la ghisa la usiamo soltanto per qualche materiale di arredo. Quindi voglio dire che il materiale è fondamentale, in questo senso noi volevamo dare un senso di innovazione anche nel materiale costruttivo, e allora siamo arrivati al cemento trasparente, nel senso che abbiamo pensato, forgiato in questa dimensione, siamo stati, e abbiamo lavorato insieme a una grande istituzione italiana nel campo del cemento, che lavora anche in tutto il mondo, insieme siamo arrivati a questo materiale, a questo prodotto del padiglione. "

Sia nell'ispirazione dal gioco "Shanghai", che nella collaborazione con l'impresa cinese nel campo edile, il padiglione italiano ha dei rapporti particolari con la Cina, paese ospite dell'Expo 2010. Imbrighi ha osservato:

"Il nostro padiglione vuole significare che esistono delle coincidenze tra le trame italiane e quelle cinesi, e quindi c'è un calore di vita e un modo di interagire che è comune. Penso che questa sia forse stata l'idea vincente, di realizzare il padiglione in queste forme, naturalmente molto visitate, molto moderne rispetto ai borghi tradizionali, però con questa logica, con questo scopo."

Serena: peccato che non sono stata ancora all'Expo, anch'io vorrei visitare il padiglione italiano, un orgoglio per noi italiani che viviamo qui in Cina. In periodi diversi, il padiglione italiano crea esposizioni su temi differenti: per esempio, da poco tre artigiani calzolai di una classica marca italiana di calzature si sono recati all'Expo per mostrare la procedura tradizionale italiana di fabbricazione delle calzature: dal taglio del cuoio e dalla cucitura a mano, alla pulitura e lucidatura. Dal 19 agosto al 2 settembre il marchio italiano di pelletteria artigianale di lusso TOD'S-Shanghai ha presentato la tradizionale tecnica artigianale TOD'S. In questo periodo, decine di migliaia di visitatori potranno ammirare l'arte del "Made in Italy" portata dai migliori artigiani italiani. Durante il tuo viaggio, chi hai incontrato?

Ning: ho incontrato il signor Isidoro Castello dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze che mi ha presentato il suo laboratorio, presente al padiglione italiano. Ecco di seguito la sua presentazione.

Serena: L'Opificio è un Istituto autonomo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte.

L'Istituto ha origini composite, frutto di una antica e illustre tradizione e di una moderna e articolata attività, già evidenti nella sua insolita denominazione. Nato per volere di Ferdinando I de' Medici come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, l'Opificio venne trasformando la sua attività lavorativa, negli ultimi decenni del secolo XIX, in attività di restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per poi ampliare la propria competenza verso materiali affini. Credo che questo laboratorio avrà un'ampia collaborazione con la Cina perché sono appena stata a Xi'an ed ho visto che la città si sta dedicando al restauro dei reperti storici che, come a Beijing, a Luoyang e in molte città cinesi è un lavoro in corso di miglioramento.

Ning: esatto, questo laboratorio collabora e commercia in Europa e spero che, come si augura anche il signor Isidoro Castello, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze possa trovare al più presto un buon mercato anche in Cina.

Serena: allora Ning, dove hai portato tuo figlio oltre al padiglione cinese e a quello italiano?

Ning: l'ho portato a visitare il padiglione russo, un mondo da favola che devo presentare anche ai nostri amici ascoltatori! Fra tutti i padiglioni, si può dire che quello della Russia sia dedicato completamente ai bambini visto che, trasformato in un mondo fiabesco, ha ridotto le distanze con i più piccoli. Al piano terra si trova la presentazione della città vista dai bambini russi: alcuni modelli speciali esposti sono stati realizzati secondo i loro disegni. Per esempio, una città costruita sulla corazza di una tartaruga che si muove adagio percorrendo tutto il mondo. Il vice addetto stampa russo, Alina Suslova, ci ha detto:

"Si può innanzitutto vedere che le opere esposte si basano sui bambini russi, esprimendo le loro fantasie sul futuro. I bambini hanno dipinto le loro città del futuro, sulla cui base noi abbiamo realizzato delle belle creazioni. I bambini vedono le città del futuro in un modo più colorato e hanno molte idee particolari. Il concetto centrale del nostro padiglione è permettere ai bambini di vivere in una città gioiosa. Pensiamo che occorra considerare di più i bambini, perché rappresentano la speranza del futuro e la generazione futura."

Al primo piano del padiglione russo, le collane di campane giganti avvolte intorno alle colonne hanno un forte impatto visivo. Le fragole e i licis giganti e il cielo stellato portano i visitatori in un mondo variopinto da fiaba: le immagini che possono comparire solo nei libri e nei cartoni animati nel padiglione russo diventano realtà. Dal grande schermo sul carro della zucca, i bambini russi, in un cinese semplice, illustrano le ultime invenzioni degli scienziati del loro paese. Shen Jialong, un bambino cinese di 7 anni, ha detto:

"È tutto così bello, così grande, le campane sono più grandi dei cocomeri, assomiglia al mondo dei cartoni animati e dei libri di fiabe. Sono contento di essere qui."

Serena: davvero un viaggio fantastico! Credo che tuo figlio si sia divertito molto!

Ning: sì, lui non solo si è divertito, ma ha imparato anche qualcosa in più sulle alte e nuove tecnologie e soprattutto sulla tutela ambientale. Per esempio, si è intrufolato due volte nel padiglione della Coca Cola per guardare i cartoni animati che raccontavano il processo di produzione di questa famosa bibita, ed ha imparato che la bottiglia della Coca Cola è fatta con materiali riciclabili, quindi ne abbiamo portata una per ricordo.

Serena: tuo figlio è davvero sveglio, complimenti! L'Expo è veramente un bel regalo per i bambini perché li aiuta ad imparare divertendosi e a comprendere meglio il significato della vita moderna.

Ning: per motivi di tempo, devo concludere qui il racconto della mia esperienza sull'Expo, ma spero che Serena ed io potremo avere ancora l'occasione di visitare l'Expo, perché ci aiuta a percepire profondamente la vita di oggi e sperare nella vita di domani!

Serena: cari amici, se volete avere altre informazioni sull'Expo o sulla Cina, vi invitiamo a visitare il nostro sito internet, italian.cri.cn. Grazie dell'ascolto.

Ning: grazie per l'attenzione, a presto!

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