L'artista delle carte ritagliate Ku Shulan
  2013-12-05 22:03:47  cri

Q: Oggi andremo nell'Altopiano del Loess, nel distretto di Xunyi, al confine fra lo Shaanxi e il Gansu…

G:. fra colline ricoperte di frutteti di mele che occhieggiano rosse in mezzo al verde, sotto l'infinito cielo azzurro del grande ovest della Cina. E' la fine di settembre, il tempo della raccolta, ma il motivo della mia visita non sono le mele, ma qualcosa che ha comunque a che fare con il rosso!

Q: Che cosa, Gabriella?

G: Le carte ritagliate dalle donne del posto, rosse anche loro, che vengono attaccate alle finestre per il capodanno lunare.

Q: Ho capito! Le carte ritagliate cinesi sono un patrimonio culturale mondiale già da qualche anno, e si possono trovare in molte altre località della Cina, quindi Gabriella perché hai proprio scelto Xunyi?

G: Perché qui è vissuta Ku Shulan, la più famosa artista cinese delle carte ritagliate, che nel 2006 è stata insignita dall'Unesco del titolo di "maestro mondiale d'arte".

G: Cari amici, questa è la voce di Ku Shulan, mentre canta un "geyao", una ballata legata a una delle sue carte ritagliate. Infatti, rispetto alle altre artiste cinesi, lei si distingue perché ad ogni carta ritagliata associava una ballata, oppure a volte da una ballata ricavava una carta ritagliata.

Q: Ku Shulan è mancata nel 2004 all'età di 84 anni, ed è di lei che vi parleremo nel nostro programma di oggi.

Q: Cari amici, i distretti di Xunyi, Bin e Changwu si trovano al confine fra lo Shaanxi e il Gansu, lungo l'itinerario nord dell'antica Via della Seta, che portava nell'Asia centrale.

G: Qui si trovano molti antichi villaggi che un tempo servivano come stazioni di posta e di sosta delle carovane. Uno di questi è Shilipu,, situato, come dice il nome, 10 li, 5 km, a ovest di Changwu: è un villaggio di case-grotte lungo una stretta strada un tempo sterrata, le più grandi delle quali servivano da locande per le carovane di muli di passaggio. Le case-grotte sono scavate nel tufo, hanno il soffitto ad arco, e sono calde d'inverno e fresche d'estate. Però adesso sono abitate solo da anziani, i giovani preferiscono le case in muratura.

Q: Anche a Shilipu i giovani hanno costruito delle case a due piani, dove vivono, usando le grotte come magazzini e cucina. Nei cortili si vedono degli alberi di giuggiolo carichi di frutti, mucchi di zucche arancione, e gialle pannocchie di mais messe a seccare su dei pali di legno, che spiccano sul rosso mattone delle pareti delle case-grotte.

G: Le donne coltivano verdure per la cucina e fiori, dalie arancio e gialle, per bellezza, e anche per vincere la solitudine. Alcune sono vedove, i figli sono andati in città a lavorare e solo i nipotini, a volte, tengono loro compagnia. Quindi i fiori del cortile e le carte ritagliate sono il loro unico conforto spirituale.

G: Cari amici, la nostra protagonista di oggi, Ku Shulan, è vissuta in un mondo del genere, in una casa grotta, finché è crollata, allora il governo locale le ha dato un alloggetto di tre stanze: al tempo era già famosa e nel villaggio arrivavano esperti e studiosi d'arte da tutta la Cina!

Q: Ku Shulan viveva nel villaggio di Fucun, della circoscrizione di Chidao, del distretto di Xunyi, a una ventina di km dal capoluogo distrettuale, dove era nata nel 1920.

G: A Xunyi ho visitato il museo commemorativo a lei dedicato, situato nel Palazzo della Cultura, un edificio nuovo dove si tengono corsi di calligrafia, musica, danza, pittura, accanto alla spaziosa piazza, che ospita anche il Tempio di Confucio e addirittura un museo dei dinosauri! Ma non è finita! Accanto si erge una pagoda di epoca Song, detta Qinta, di grande bellezza e molto ben conservata. Il museo commemorativo di Ku Shulan il giorno della mia visita era chiuso per ferie, ma è stato aperto apposta per me dal direttore, Liu Minxue, del che gli sono molto grata. Q: Ma adesso cominciamo subito la visita!

G: Sì! Nella sala iniziale, è stata ricostruita la casa-grotta di Ku Shulan, con le pareti ad arco tappezzate di carte ritagliate colorate, e il letto di mattoni, su cui la si vede seduta a gambe incrociate, intenta a ritagliare:

"Questa è una riproduzione del kang, il letto di mattoni, che usava Ku Shulan. La cassa di legno è quella usata da lei, e anche la porta e la finestra sono originali. La sua grotta però, a Chidaoxiang, è crollata da decenni". "Non era un genio, ma aveva un'ottima memoria: ricordava tante canzoni locali e ne componeva lei stessa per ogni sua opera, prima la canzone e poi la carta ritagliata, oppure il contrario. Questa registrazione risale a quando aveva settant'anni. Aveva perso metà dei denti per la vita dura che conduceva, lavorava in campagna, ha avuto tredici figli, ma ne sono sopravvissuti solo tre, il che è stato un durissimo colpo per lei."

G: Ku Shulan è stata povera per tutta la vita: nata nel 1920, a diciassette anni fu data in moglie a un uomo del posto, rozzo e analfabeta, che, secondo il costume locale, ogni giorno la riempiva di botte:

"Il detto locale 'Dachu de xifu, roudao de mian', vuol dire 'la moglie presa a botte diventa morbida come la pasta'. E lei diceva di non avere mai trascorso una bella giornata in tutta la vita per le violenze subite dal marito."

Q: Nel 1985, mentre lavorava nei campi, Ku Shulan cadde da un pendio alto cinque metri, rimase quaranta giorni in coma a casa e poi si risvegliò, senza essere mai andata in ospedale. Diceva di essere stata aiutata da "jianhua niangzi", la ritagliatrice di carta, il suo spirito protettore, e anche la visione che lei aveva di se stessa, e che è il tema di tante meravigliose opere con cui decorava la sua grotta, che risplendeva di colori.

G: Una cosa commovente è stato vedere la scatola di cartone dove Ku Shulan riponeva le forbici e la carta, che ha decorato con delle piccole carte ritagliate. In una foto in bianco e nero, la si vede insieme ad altre anziane del posto, tutte con i piedi fasciati, e lei spicca perché è l'unica che ha dei rattoppi sui pantaloni. Era la più povera di tutte! Il direttore del museo commemorativo, Liu Minxue, che l'ha conosciuta, ricorda:

"Ku Shulan era una donna aperta, simpatica, ma nell'ambiente feudale, questo la rendeva diversa. I genitori la mandarono a scuola per tre anni, ma una volta sposata condusse una vita misera, ebbe tredici figli, ma solo tre sopravvissero, e un marito difficile. Era attivissima, e sapeva fare di tutto, anche la levatrice. Quando le portavano dei dolci, li vendeva per avere dei soldi: nel 1986 aveva racimolato mille yuan, ma i topi rosicchiarono le banconote, e perse tutto. Anche le coperte che le abbiamo regalato non le ha mai usate".

G: Eppure una donna così era visitata da decine di esperti e studiosi di arte: nell'ottobre del 2000, quando Ku Shulan aveva già ottant'anni, il professor Lu Shengzhong, dell'Accademia centrale di belle arti di Beijing, andò da lei con una troupe della CCTV e in quattro giorni ritagliò con lei centinaia di figurine di neonati di carta rossa, che appesi al soffitto della stanza formarono una "Zhaohun Tang", la sala del richiamo dell'anima. Per l'occasione Ku Shulan rievocò i riti tradizionali di richiamo dell'anima, in cui vengono usate le carte ritagliate, e la sessione fu un vero tentativo di ritrovare l'anima dell'uomo, perduta negli anfratti della vita moderna.

"I professori dell'accademia d'arte apprezzavano molto le sue opere, Lu Shengzhong e Jin Zhilin le hanno fatto visita, e Jin Zhilin, per lei, ha chiamato le carte ritagliate di Xunyi 'caiqiejianzhi' 'carte ritagliate colorate'. La sua opera 'Jianhuaniangzi','la ritagliatrice', ha ottenuto la medaglia d'oro alla mostra nazionale del Ministero della Cultura. Le sue opere sono state presentate al Congresso delle Donne del 2005 a Beijing, e poi a Taiwan e a Hong Kong, e sono state pubblicate su riviste e libri. Lei stessa è andata a Xi'an, a Beijing e a Hong Kong, quindi ha avuto un' esperienza molto ricca per una donna della sua età".

Q: Nel 1996 Ku Shulan ha ottenuto dall'Unesco il titolo di "maestro mondiale d'arte", la prima artista cinese a meritarsi questo titolo prestigioso.

G: Nelle sale del museo spicca un'opera enorme, "Quanfu Jianhuaniangzi", la felicità perfetta della ritagliatrice, di 4m x 1,7m, realizzata nel 1989 da Ku Shulan insieme ad altre quattro donne in ben quattro mesi: al centro c'è la grande figura della ritagliatrice, simile a un Budda sorridente, e ai lati quelle dei fiori dell'Altopiano del Loess nei dodici mesi dell'anno e dodici figure di sposi.

"Le sue opere si suddividono in iniziali e tarde. Queste ultime sono rappresentate dalla 'jianhuaniangzi', la ritagliatrice. Le prime invece sono piccole e raffigurano scene di vita: le angurie che lei ha piantato, più grandi di quelle dei vicini, zucche, uova, due galli che si contendono un verme... Ha iniziato a ritagliare da piccola, ma le sue opere sono rimaste sconosciute fino agli anni ottanta".

G: Fra i lavori esposti, spicca "Kongkong Shu", l'albero vuoto, che raffigura un albero dai rami curvi, nero e vuoto all'interno, in cui volano delle vespe gialle e rosse, il che rievoca una storia vera che Ku Shulan ha reso nella seguente ballata:

"Il primo mese lunare vado nell'orto a vangare le cipolle,

Nell'orto c'è un albero vuoto, un albero vuoto,

Dentro l'albero vuoto c'è un nido di vespe, le vespe mi pungono e io le scaccio,

Mi pungono in testa, e se ne vanno svolazzando".

G: Cari amici, le prime opere di Ku Shulan raffigurano scene di vita quotidiana nelle campagne: una ragazza sotto un pero, una gallina con i pulcini alla ricerca di vermi, una coppia di giovani sposi che scherza, frutti di melograno, simbolo di una prole numerosa, e quindi di forza lavoro nelle campagne, tutte accompagnate dalle loro ballate.

Q: Le sue carte ritagliate raffigurano anche divinità popolari: Tudiye, il genius loci, Zaoye e Zaopo, il dio del focolare e la consorte, Guanyin che porta dei figli, preferibilmente maschi, il disco del sole, raffigurato come Taiyangshen, il dio del sole, e i "cinque veleni", "wudu", il serpente, lo scorpione, la rana, ecc, un talismano che si usa per la festa del Duanwu, in primavera, quando la natura si risveglia.

G: Fra le figure di fiori spiccano i bellissimi crisantemi, resi come delle girandole multicolori, e non nel modo tradizionale, con i petali fissi. Da tutto questo emerge la spiccata fantasia dell'autrice, una donna povera e maltrattata, che si è riscattata dalle angustie della vita con la sua arte. La sua vera vita erano le carte ritagliate, e il suo spirito protettore, "jianhuaniangzi", la ritagliatrice, che la ispirava nella creazione e nella vita quotidiana. Ma come e quando è stata scoperta questa grande artista? Ce lo spiegherà Liu Minxue, il direttore del museo commemorativo di Ku Shulan, che vi ha partecipato direttamente:

"Negli anni 1979-80 c'è stata una rinascita dell'attenzione per l'artigianato, e abbiamo scoperto Ku Shulan. Il nostro Palazzo della Cultura ha iniziato delle ricerche sul campo, andavamo in campagna in bicicletta, portando la carta alle donne perché la ritagliassero. Il nostro capo Wen Weiqun nel 1982 ha portato le opere di Ku Shulan a Xi'an e poi a Beijing, dove sono subito state notate dagli esperti".

G: Liu Minxue ha ricordato che all'inizio lo stle di Ku Shulan era semplice, ma è migliorato molto con i corsi di formazione da loro organizzati per le donne del posto. Ho chiesto a Liu Minxue che carta usasse la donna all'inizio, visto che era così povera. Ha risposto:

"La carta gliela portavamo noi del Palazzo della Cultura. Prima usava della carta trovata in giro, scatole di carta e delle sigarette del marito, e giornali e riviste, che ritagliava con delle grandi forbici per cucire. Si raffigurava come 'jianhuaniangzi', la ritagliatrice, in cui si riconosceva, dimenticando l'altro aspetto, di donna che conduce una vita grama e che ha un marito che ogni giorno la riempie di botte".

G: Ku Shulan di giorno lavorava nei campi e in casa, e nei ritagli di tempo tirava fuori la sua scatola di cartone, prendeva le forbici e si metteva a ritagliare, la sera alla luce della lampada a olio. Così sono nate migliaia di opere, al minimo cinquemila, parte delle quali esposte al museo e molte in mano a privati. Ku Shulan ne ha regalate molte al tempo, senza guadagnare praticamente nulla. Adesso le sue carte ritagliate valgono anche un milione di RMB l'una. Per preservarle e farle conoscere meglio, il museo intende riprodurre l'intera collezione in suo possesso.

G: Cari amici, le carte ritagliate di Xunyi, nell'ovest dello Shaanxi, opera delle donne locali, sono dei capolavori con cui queste sublimano la loro vita quotidiana, rendendola ricca e colorata. Ku Shulan è stata un genio, ma molte altre donne le sono degne compagne, come He Aiye, le cui opere sono molto apprezzate dagli esperti.

Q: Sì, raffigurano animali, motivi propizi e fiori, in uno stile pieno e raffinato, ma solo su carta rossa, non colorata, come la famosa Ku Shulan, che quindi continua a distinguersi per questo.

G: Le carte ritagliate erano la sua vita, al punto che le attaccava alle pareti della sua povera grotta, trasformandola in un mondo fatato, pieno di colori.

Q: Era così sfolgorante che alcuni esperti l'hanno addirittura paragonata alle Grotte buddiste di Dunhuang, famose per le loro pitture e sculture policrome.

G: Il professor Qiao Xiaoguang, che ha condotto la campagna di candidatura delle carte ritagliate cinesi a Patrimonio Culturale mondiale, ricorda in un libro una sua visita a Ku Shulan: al mattino, nella sua povera grotta, la donna faceva colazione con un panino al vapore e dell'acqua fredda, e al tempo era già stata nominata dall'Unesco maestro mondiale d'arte...

Q: Quindi ha condotto una vita dura fino all'ultimo...

G: ...ma con la bellezza della sua arte, ci ha regalato un meraviglioso mondo colorato, che brillerà nei secoli, per sempre...

Q: Cari amici, termina qui il nostro programma di oggi sull'artista delle carte ritagliate Ku Shulan.

G: Cari amici, ci risentiamo la prossima settimana...

Q: Ciao a tutti!

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