La cooperazione nell'istruzione professionale fra la municipalità di Beijing e la provincia autonoma di Trento
  2009-12-04 15:38:24  cri

La Cina sta attuando una profonda riforma dell'istruzione professionale, prima un pò sottovalutata rispetto a quella universitaria, sostenendola con un intenso programma di scambi di esperienze con l'estero. In questo contesto, dal 23 al 27 novembre scorsi una delegazione di insegnanti della provincia autonoma di Trento è stata ospite di alcuni istituti professionali di Beijing nell'ambito di un piano firmato l'anno scorso fra la provincia italiana e la municipalità cinese.

In merito, la signora Chen Xufan, del Centro di scambi internazionali della Commissione per l'istruzione della municipalità di Beijing, ci ha detto: Nel 2008 la Commissione per l'istruzione della municipalità di Beijing ha firmato un accordo quadro di scambi nel settore dell'insegnamento professionale con l'Assessorato all' istruzione della provincia di Trento. Da allora abbiamo svolto numerosi scambi, con dei nostri studenti che sono andati in Italia per periodi di studio lunghi o brevi. Intendiamo anche inviare i presidi delle scuole professionali di Beijing in visita nella provincia di Trento. L'anno scorso gli studenti di Trento sono venuti a Beijing, e noi li abbiamo inviati nelle nostre scuole professionali per degli scambi diretti. Quest'anno l'Assessorato all'istruzione di Trento ha inviato a Beijing una delegazione di insegnanti di scuole professionali, quindi si può dire che i nostri scambi siano già ufficialmente iniziati.

Il giorno 22, all'arrivo della delegazione trentina a Beijing, il suo capo, il dott. Francesco Pancheri, ci ha detto:

Ora passiamo agli interventi di alcuni insegnanti italiani facenti parte della delegazione.

Gabriella Lezzerini, che insegna pratica alla scuola di acconciatura ed estetica Sandro Pertini di Trento, ci ha detto:

Parte degli insegnanti della delegazione della prov. di Trento sono stati ospiti della Scuola di Arte e Design dell'Istituto professionale di Scienze elettroniche di Beijing, che ora vi presentiamo brevemente.

L'Istituto professionale di Scienze elettroniche di Beijing è un istituto superiore dipendente dalla Commissione municipale per l'istruzione di Beijing. Fondato nel 1958, nel settembre 2008 contava 14.220 studenti, fra cui 5388 dei corsi superiori, 8832 dei corsi medi, e 1858 dei corsi di istruzione per adulti, e 1278 insegnanti. L'istituto è in via di trasferimento nella zona di sviluppo economico e tecnologico di Yizhuang, alla periferia sud-est di Beijing, che ospita molte aziende internazionali, joint-venture e interne, il che offrirà alle due parti delle ampie opportunità di cooperazione.

L'istituto conta 41 specializzazioni superiori, fra cui biotecnologia applicata, tecnologia di controllo digitale, tecnologia della rete internet, multi-media design, design dell'abbigliamento, meccatronica, ingegneria dei palazzi intelligenti, manifattura e manutenzione di auto, finanza e assicurazioni, tecnologia delle telecomunicazioni, ecc.; 28 specializzazioni di livello medio, e 20 per adulti, coprendo tutti i settori pilastro della capitale.

Nel novembre 2004 l'istituto si è qualificato 'eccellente' nella valutazione ministeriale della formazione del personale, nel 2005 è stato nominato unità avanzata dell'istruzione professionale a livello nazionale, e nel 2007 è diventato una base di formazione municipale degli insegnanti di manifattura moderna. Il 15 agosto 2007 ha superato la valutazione e l'esame statale, diventando sede del progetto statale di costruzione di scuole professionali pilota e uno dei 100 istituti professionali privilegiati dallo Stato nel corso nell'11° Piano quinquennale. Grazie a 21 milioni di yuan di investimenti negli ultimi tre anni, l'istituto vanta delle attrezzature didattiche al primo posto nel paese. Conta cinque scuole: di ingegneria tecnica, di automazione, di arte e design, di ingegneria meccanica e di ingegneria delle auto.

La Scuola di Arte e Design, che ha ospitato sette membri della delegazione della provincia di Trento, è nata sulla base della Scuola n.2 dell' industria leggera di Beijing. Secondo l'illustrazione della preside, la prof.ssa Dai Hong: La nostra scuola conta 2000 studenti, più di 130 insegnanti, e 3 specializzazioni principali: arte della comunicazione, arte dell'abbigliamento, e arte della decorazione. Il corso pilota statale di multi-media design è la gemma dei nostri 14 corsi: di animazione, pubblicità, prodotti turistici, abbigliamento, accordo del pianoforte, estetica, decorazione policroma su legno di edifici tradizionali, ecc.

Portiamo avanti due progetti statali, uno finanziato dallo Stato e dalla municipalità di Beijing, della durata di tre anni, di costruzione delle specializzazioni principali, che fa parte del progetto nazionale delle scuole professionali pilota, e uno di costruzione del corpo insegnanti di arte multimediale, sempre finanziato dallo Stato e a livello locale.

L'istruzione professionale cinese avanza verso l'internazionalizzazione. Abbiamo già cooperato con Italia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Ora stiamo per partire per uno stage di 20 giorni in Gran Bretagna, dove avremo degli scambi con tre scuole locali sulla formazione del personale insegnante. Con questo, vogliamo farci conoscere, introdurre testi di insegnamento ed altri elementi avanzati stranieri, presentare le opere dei nostri professori, e per loro tramite la cultura cinese, e introdurre la cultura straniera.

Nel corso della cerimonia di benvenuto alla delegazione della provincia di Trento, tenuta la mattina del 23 novembre presso l'Istituto professionale di Scienze elettroniche di Beijing, Dai Hong ha detto con emozione: Sono molto felice di avere questi ospiti dall'Italia, un paese di artisti che conosco e amo profondamente. Apprezzo molto il Rinascimento, Raffaello, Michelangelo, ed anche l'arte grafica moderna italiana, che vogliamo capire di più per vostro tramite. Vogliamo aprirci al mondo, che è uno solo. Anche se Cina ed Italia sono lontane geograficamente, ci accumuna l'amore per il bello e per il bene dell'umanità.

Nel corso della visita ai vari dipartimenti, abbiamo visto un cartone animato di presentazione della Scuola di Arte e Design realizzato dagli insegnanti e studenti per la CCTV, la stazione TV centrale cinese.

Nella classe di animazione, un esperto di una casa cinematografica stava illustrando agli allievi certi processi tecnici.

In un'altra aula, il prof. Liu, che stava insegnando la tecnica di realizzazione del paesaggio di sfondo dei cartoni animati tridimensionali, ci ha detto: I ragazzi sono al secondo anno, il primo comprende dei corsi di base ed è seguito da due anni di specializzazione. Sono un insegnante della scuola, ma tengo il corso insieme al direttore della famosa campagnia di animazione Dongfang, che porta la sua esperienza diretta di lavoro. Il settore dell'animazione è in fase di sviluppo a Beijing, e presenta delle ottime prospettive, quindi i nostri ragazzi non avranno difficoltà a trovare lavoro.

Nel dipartimento di sartoria, veniamo a sapere che opera in cooperazione con la compagnia di abbigliamento Leimeng, e dispone di una catena di produzione di 30mila abiti di stile occidentale all'anno. I ragazzi qui imparano taglio, cucito e stiratura, proprio come in un vero reparto di fabbrica.

Nel dipartimento di ingegneria meccanica, apprendiamo che dispone dei più costosi macchinari a controllo numerico dell'Intero Paese, 140 in tutto, finanziati dal ministero dell'Istruzione. Possiede anche due linee di produzione complete.

Alla nostra domanda su quale sia il maggiore risultato della cooperazione internazionale per l'Istituto professionale di Scienze elettroniche, il direttore dell'ufficio rapporti con l'estero prof. Zhu Jinjing, ha risposto: Innanzitutto noi cooperiamo da anni con Giappone, Germania, Francia, Malaysia, Gran Bretagna, Singapore, Canada, ecc. Tramite la cooperazione internazionale, i nostri insegnanti hanno potuto elevare il loro livello didattico. In Cina siamo forti nella teoria, ma deboli nell' addestramento tecnico, quindi troviamo che la didattica teorico-pratica dell'Europa e certi metodi didattici di Australia e Thailandia siano molto utili per la formazione della capacità tecnica degli studenti. Inoltre la loro riforma dell'istruzione è razionale, con moltissimi corsi professionali, mentre noi abbiamo molti corsi di base che lasciano ampi spazi al futuro sviluppo degli studenti. Una carenza di questo sistema è la scarsa capacità pratica sul lavoro dei diplomati, per cui devono esercitarsi per un certo periodo. La situazione attuale è che i diplomati devono essere bravi nella tecnica, solo così possono trovare lavoro. Tramite gli scambi e la cooperazione con l'estero, abbiamo aumentato i corsi pratici, per cui i nostri diplomati sono molto apprezzati dalle imprese, con un tasso di occupazione del 98-99%. Per le assunzioni, ora le imprese richiedono che gli studenti abbiano 3 anni di esperienza di lavoro pratico, per cui per esempio i normali studenti universitari sono forti nella teoria, ma mancano di esperienza di lavoro.

Grazie agli scambi e alla cooperazione con l'estero, abbiamo riaggiustato l'organizzazione dei corsi, facendoli corrispondere alla struttura internazionale. Gli insegnanti hanno cambiato modi di pensare, concezioni e metodi didattici. Inoltre abbiamo regolato la valutazione di studenti e insegnanti. Per esempio, invitiamo spesso degli esperti di imprese a far lezione, che illustrano la situazione in fabbrica, e non sui libri, il che permette agli studenti di acquisire una forte capacità tecnica e di lavoro. Gli scambi internazionali hanno ampliato gli orizzonti dei nostri insegnanti, che una volta ritornati in patria hanno adottato dei modelli didattici più avanzati. Questi scambi hanno anche creato una nuova piattaforma per gli studenti. Infatti in Cina per i diplomati delle scuole professionali è difficile accedere all'università, invece, tramite gli scambi con l'Italia, i nostri studenti possono laurearsi, e addirittura seguire i corsi di ricerca, ovviando alle carenze in materia del sistema dell'istruzione cinese. Perciò i nostri ragazzi sono molto motivati e studiano con impegno, con un forte elevamento dei risultati della nostra didattica ed anche del livello e della capacità del nostro istituto. Tramite gli scambi internazionali, abbiamo anche formato dei team statali di insegnanti impegnati nella didattica, nella ricerca scientifica e nella pratica, che godono del sostegno politico e finanziario del ministero dell'Istruzione, da cui sono molto stimolati. Inoltre i nostri insegnanti possono utilizzare i risultati e le tesi ricavati dai progetti di scambio con l'estero per le loro future qualifiche di professore. Grazie a questo stimolo, fanno dei rapidi progressi nella professione.

Nel dipartimento di sartoria, dopo la presentazione fatta dalla responsabile Feng Wei, Lorenzo Viesi, un giovane insegnante di digital design del Centro Moda Canossa, ci ha detto:

Giuliana Claus, sempre del Centro Canossa, ci ha parlato delle ragazze cinesi che ha avuto come allieve a Trento:

Cari amici, a questo punto sarete curiosi di sapere quali siano state le impressioni dei nostri amici di Trento dopo cinque giorni di stage a Beijing. Cominciamo da Lorenzo Viesi, che ci ha detto:

Passiamo ora al commento degli insegnanti dell'Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento:

Dal canto loro, i professori Andreatta e Porcelluzzi della Scuola professionale Veronesi di Rovereto, ospiti dei dipartimenti di tecnologia elettronica e di meccatronica, hanno riscontrato una sostanziale condivisione dei programmi e dell'attività didattica proposta agli allievi, e apprezzato in particolare la proposta dedicata allo studio e applicazione pratica dei sensori e trasduttori.

Per la parte cinese, Li Ying, insegnante di grafica e multimedia design, ha commentato: Sono molto contenta di questa occasione di scambi e lezioni con gli insegnanti italiani. Nonostante la brevità, sono stati piacevoli e le due parti hanno molte impressioni comuni. Visto il nostro background, abbiamo trovato molte similarità nella costruzione professionale, nella strutturazione dei corsi e nei corsi specifici. Grazie agli scambi, abbiamo imparato molte cose, e capito che le scuole professionali italiane sono molto simili alle nostre sotto molti aspetti. Per esempio i nostri stage in azienda e le lezioni tenute da esperti aziendali sono uguali a quelli delle scuole professionali italiane. In questi giorni gli insegnanti italiani e i nostri studenti hanno avuto dei profondi scambi, in cui i nostri studenti hanno capito la situazione dell'insegnamento nelle scuole professionali italiane, il che ha ampliato i loro orizzonti. Inoltre abbiamo scoperto che le scuole professionali italiane tengono in gran conto la commercializzazione dei risultati. Le opere da noi realizzate durante le lezioni sono simulate, mentre quelle dei ragazzi italiani devono poter essere vendute sul mercato. Questa è la nostra più profonda impressione ed anche il futuro obiettivo dei nostri studenti.

Il prof. Zhuang Yan, del dipartimento di meccatronica, ha commentato: In questo breve periodo, abbiamo appreso molte concezioni d'avanguardia dai colleghi italiani, che hanno delle lunghe esperienze di lavoro in impresa, che io per esempio non ho. Senza il background aziendale, i nostri insegnanti mancano del senso della crisi, ed anche gli studenti, che vivono sempre nell'ambiente protetto della scuola, per cui per loro è difficile crescere. Gli insegnanti italiani ci hanno illustrato un vero progetto ad energia solare studiato con un'impresa. Le nostre ricerche invece sono simulate, e non applicate a progetti con un ambiente e un mercato concreti. Sotto questo aspetto dobbiamo impegnarci di più.

La vice preside della Scuola di Arte e Design, prof.ssa Li Youyou, ha commentato: Questo progetto mi ha molto commosso, perché in questi cinque giorni le nostre culture e sistemi di istruzione si sono integrati e compresi, apportando una ricchezza ad entrambe le parti, soprattutto alla nostra. Personalmente sono già stata in Italia, a Roma e a Firenze, la cui cultura mi ha profondamente impressionato. Se mi chiedono quale sia il mio paese europeo preferito, rispondo subito l'Italia, e la città, Firenze. Mi piacciono molto la cordialità e la sincerità degli italiani, molto simili alla nostra cultura. Spero tanto che i nostri insegnanti di fashion design possano andare a Milano per capire la speciale cultura italiana dell'abbigliamento, e anche che i nostri studenti di grafica possano studiare in Italia.

Lucia Raffaelli, insegnante della sezione legno dell'Istituto tecnico-professionale Sandro Pertini di Trento, nel maggio 2008 ha accompagnato 16 studenti trentini per degli stage a Beijing. Ritornata con la delegazione della provincia, ella ci ha detto:

Per finire, ecco il commento di Wei Huayu, una ragazza cinese che nel 2008 ha studiato per un anno a Trento: Il mio nome italiano è Valeria. Ho studiato in Italia per un anno, in cui ho ottenuto molti risultati e imparato molte cose, e mi sono anche divertita. I miei insegnanti mi hanno trattato come una figlia. Studio elettronica. In Italia il metodo di insegnamento è molto diverso dalla Cina, che privilegia la teoria. In Italia invece gli insegnanti fanno degli esempi tratti dalla vita quotidiana, facili da capire per gli studenti. I ragazzi italiani sono simpatici, e mi hanno aiutata spesso. Ho ottenuto degli ottimi risultati. In futuro, se ne avrò l'opportunità, voglio tornare in Italia.

Cari amici, termina qui il nostro programma sullo stage a Beijing della delegazione di insegnanti professionali della Provincia autonoma di Trento, grazie dell'attenzione e a risentirci presto!

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