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Il discorso di Silvio Berlusconi al Forum economico-ecommerciale sino-italiano
2009-07-08 13:00:53 cri     

E' un piacere vedervi qui cosìtanti e sapere che ci sono stati questi incontri questa mattina, mi è stato detto che molti incontri sono stati di estrema concretezza sia per avere delle reti di distribuzione in Cina dei prodotti dell'eccellenza italiana, sia per aprire degli stabilimenti in Cina sulla base delle nostre tecnologie sempre di eccellenza. Questo è qualcosa che fa molto piacere a un politico che è un imprenditore prestato alla politica. Credo che davvero dovremo dare sempre questa grande concretezza a tutte le nostre possibilità di relazioni nel mondo e che, per quanto riguarda in particolare il nostro paese l'Italia, noi dobbiamo guardare a questo sistema di prospezione, di introduzione, di presenza negli altri mercati, soprattutto nei mercati orientali, come il compito più efficace per tirarci fuori dalla crisi. Signor presidente Hu Jintao, è stato per me un piacere questa mattina stare così a lungo con Lei, staremo insieme tre giorni, prossimamente all'Aquila, e questi forum che sono preceduti da un profondo lavoro di preparazione da parte dei nostri collaboratori, i cosiddetti sherpa, hanno come finalità principale quella di avvicinare i leader. Io ho potuto fondare rapporti di amicizia con altri importanti leader stranieri proprio a seguito della partecipazione che ho avuto ai vari G8 del passato, alle due presidenze di cui ho avuto la responsabilità nel 1994 e nel 2001. Avremo quindi con questa terza presidenza dell'Italia la possibilità di lavorare insieme col presidente del più grande paese del mondo: pensate, vengono le vertigini quando si pensa ad un paese che ha trentadue volte la superficie della nostra Italia, che ha ventitre volte la nostra popolazione, che ha un prodotto interno che è il doppio del nostro, che si sviluppa con un ritmo ormai consolidato negli anni dell'8%. Ho parlato col presidente oggi dei problemi che riguardano la crisi all'interno del suo paese, e naturalmente vengono i brividi e le vertigini quando sento parlare del numero degli studenti che escono ogni anno dalle università, a cui il governo deve pensare per dare un'occupazione, un impiego e un lavoro. Credo che siamo paesi molto diversi, ma ciononostante abbiamo molte cose da dirci insieme, intanto perchè siamo le più antiche culture del mondo. Il presidente Hu Jintao ha avuto l'amabilità di una presenza di più giorni qui da noi, ieri è andato a visitare alcuni monumenti, che coloro che ci hanno preceduto nella fortuna di nascere di vivere in questa nostra meravigliosa Italia, hanno saputo costruire. Mi faceva i complimenti per il Colosseo e per la tecnica usata per costruirlo, ed io gli ho raccontato con comprensibile orgoglio, delle nostre centomila tra chiese e grandi monumenti, delle quarantamila case storiche con tutti i tesori che contengono, dei quattromila castelli, dei tremilacinquecento musei, dei duemilacinquecento siti archeologici e degli oltre mille teatri. Lui mi ha risposto che anche il suo paese ha di questi beni artistici perchè è una civiltà antica quanto la nostra e forse ancora di più. Già questo fatto ci unisce, questo fatto della storia, della tradizione, della cultura, e dell'arte è un legame importante fra i nostri due paesi, e poi è importante la nostra voglia di crescere e di operare che si realizza, che si personalizza qui nella presenza dei così tanti imprenditori cinesi e dei nostri così tanti imprenditori italiani. Siamo in un momento che è difficile per quanto riguarda la crisi del mondo. Voi tutti sapete che io sostengo che il peggio è passato. Il presidente ritiene che siamo ancora nel bel mezzo della crisi. Io, per conto mio, pensando alla situazione italiana, vi ho raccontato prima di come il nostro sistema bancario non ha subito disastri, di come le nostre famiglie sono famiglie di risparmiatori, del numero elevato delle famiglie italiane, l'87%, che hanno la proprietà della casa, quindi gli ho detto che a mio parere in questa crisi l'Italia è messa meno male degli altri paesi e che soprattutto, essendosi un po' sfogati in momenti negativi del mondo della finanza, chi ha fatto fallimento l'ha fatto, le banche sono rimaste in piedi, oggi dobbiamo cercare di dare a loro fiducia, ottimismo e quindi di far sì che continuino a fare le banche e a sostenere chi investe, chi rischia, chi intraprende con il credito che è appunto la loro attività principale. Io ho detto al presidente che noi riteniamo che per quanto riguarda l'Italia abbiamo la possibilità di uscire da questa crisi meglio di altri paesi nostri colleghi in Europa, ma che soprattutto siamo convinti che la nostra sia adesso una crisi psicologica, perchè il fattore della paura è un fattore che determina una contrazione dei consumi ed è un fattore che tocca anche categorie di persone che non devono avere nessuna paura di peggiorare le loro condizioni di vita, per esempio gli statali, ricordavo che non possono perdere il posto di lavoro, che hanno più soldi quest'anno dell'anno precedente, che hanno un maggior potere d'acquisto per l'abbattimento di certi prezzi, per l'abbattimento appunto del costo della benzina che ha fatto sì che ogni famiglia media di tre o quattro persone, risparmi intorno ai duemila, duemilacinquecento euro per il minor costo della benzina, del riscaldamento, del gas, della luce. Quindi dello sforzo del governo italiano per istillare fiducia in grandi categorie della popolazione italiana, dicevo i dipendenti pubblici, anche i sedici milioni di pensionati, anche i quattordici milioni di dipendenti, di collaboratori delle imprese private che sono consapevoli di avere la loro più grande ricchezza nel fattore umano, e che quindi preferiscono, magari, non distribuire i dividendi per un anno ma mantenere tutti i loro collaboratori stretti, vicini all'azienda. Ecco, noi è in questa prospettiva che vediamo questo incontro storico, perchè è la celebrazione di quaranta anni di relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Repubblica Cinese, è da dieci anni che non si verificava una visita di Stato di un presidente cinese, per noi due è una consuetudine, perchè quest'anno, ricordava il presidente, ci siamo visti già cinque volte e ci vedremo ancora di più restando insieme nei prossimi giorni di lavoro all'Aquila, comunque è una grande occasione che sarà, vogliamo assolutamente che sia così, la prima di tante altre occasioni per lavorare insieme. Abbiamo l'Expo 2010 a Shanghai, il presidente mi ha invitato e io sono felice nella giornata dedicata all'Italia di recarmi in Cina dove avremo un padiglione di oltre seimila metri quadrati che conterrà tutte le eccellenze della nostra produzione industriale, design e di tecnologia. Avremo poi una bella collaborazione con loro per l'Expo 2015, e l'anno prossimo, il 2010, sarà l'anno della cultura cinese in Italia. Abbiamo individuato molte possibilità di aumento della nostra collaborazione, diciamo importante quella del turismo, perchè dopo i turisti arrivano anche i consumatori, arrivano le affezioni ai prodotti, le abitudini, quindi abbiamo dato impulso a delle iniziative particolari che aumentino il numero dei turisti italiani in Cina e viceversa, e abbiamo preso, noi che siamo al vertice delle strutture di governo dei due paesi, una piccola decisione, dico noi che stiamo al vertice, perchè normalmente il potere non appartiene a chi sta al vertice, appartiene a tutti gli altri, qui ci sono molti altri, i nostri ministri che hanno possibilità di incidere e di esercitare il potere, io dico per me e non per il presidente, ma insomma il presidente del consiglio quando guarda il suo potere si ritrova con le mani vuote, allora ci siamo presi una rivincita, abbiamo deciso una cosa, abbiamo deciso che la televisione di stato italiana e la televisione di stato cinese produrranno una serie di speciali sull'Italia e sulla Cina e si impegneranno a darli in orari non da addormentati, ma in orari pieni di pubblico e attenzione, affinché possa davvero aumentare la conoscenza dei nostri italiani nei confronti della Cina e dei cinesi nei confronti dell'Italia, e che a questa conoscenza possa seguire uno scambio culturale più intenso, uno scambio di studi universitari, che già è elevato, numericamente più alto, uno scambio nelle esportazioni e importazioni, uno scambio nelle nostre coproduzioni e nei nostri investimenti. Il ministro Scajola ha ricordato che noi siamo il quinto paese europeo quanto a investimenti in Cina, bene, diamoci una missione, senza stabilire un traguardo non si arriva a nulla, i traguardi devono essere ambiziosi, come a scuola e nella vita, se si vuole puntare all'8 bisogna dire voglio arrivare al 10, diciamo che vogliamo in tre anni, diventare uno dei primi tre paesi che hanno investimenti in Cina. Presidente, ancora un grazie di cuore per l'attenzione e il tempo che ha voluto dedicarci e le lascio la parola.

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