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Cina: la tutela del patrimonio culturale orale e immateriale
2007-04-27 14:45:27 cri     

La provincia del Qinghai, nella Cina nord-occidentale, è un' importante area ad alta concentrazione dell'etnia tibetana, ed al tempo stesso una delle principali zona di attività del re Gesar. Di conseguenza molti vecchi cantori dell'epopea "Gesar" vivono nella provincia, tuttavia, di pari passo con la loro progressiva scomparsa e la mancanza di giovani eredi, la trasmissione dell'epopea rischia di interrompersi.

Per preservare la preziosa arte popolare tibetana, a Guoluo, nel Qinghai, è stata costituita una base di ricerca sul Patrimonio culturale orale e immateriale, volta a raccogliere e riordinare la cultura popolare tibetana della provincia. Lo studioso tibetano Dongnuoerde, direttore del Centro di ricerche sull'arte dell'epopea "Gesar", è da sempre impegnato nella raccolta, riordino e protezione del "Gesar". Egli ci ha detto:

"Abbiamo scoperto oltre 50 artisti popolari collegati al 'Gesar', una trentina dei quali cantastorie. Di seguito abbiamo tradotto, registrato e protetto le loro opere, ottenendo importanti risultati nelle traduzione e nella ricerca."

Quanto ai risultati ottenuti, Dongnuoerde ha affermato:

"Lo Stato presta alta attenzione alla protezione, salvataggio, raccolta, riordino, trasmissione e diffusione della nostra cultura etnica, riservandovi forti investimenti. Ora lo Stato ha già inserito il 'Gesar' nella lista di tutela del Patrimonio culturale orale e immateriale. La mia attuale mozione volge a richiedere il suo inserimento nel Patrimonio culturale orale e immateriale dell'Unesco."

L'epopea "Gesar" non solo presenta un alto valore letterario ed artistico, ma ha anche lasciato ai posteri molti contenuti da studiare negli ambiti storico, geografico, archeologico e dei costumi e usanze popolari, al punto da essere riconosciuta come un'enciclopedia di costumi, usanze e tradizioni dell'etnia tibetana.

Possiamo immaginare come nei corso dei secoli sull'immenso altopiano Qinghai-Tibet i poeti nomadi tibetani declamassero così le eroiche gesta del re Gesar, esprimendo il loro amore per la propria etnia e la propria terra natale.

L'etnia mongola, che vive nelle praterie della Cina nord-orientale, eccelle nel canto e nella danza. La "melodia lunga", tipica dell'etnia, è un tesoro del patrimonio musicale mondiale: si tratta di una peculiare forma di canto dalle forti caratteristiche della cultura nomade e regionale, dai toni fluenti, ma con un ritmo interno difficile da padroneggiare, definita " un fiore d'arte perenne della cultura nomade". La famosa interprete della "melodia lunga" Dedema ci ha detto:

"Il governo ha fatto un gran lavoro in merito. La nostra 'melodia lunga' mongola è stata inserita nel Patrimonio culturale orale e immateriale dell'Unesco, del che sono molto felice. Come membro della CCPPC e cantante etnica, farò del mio meglio in merito."

Secondo Dedema, ora i giovani amano la musica pop e non si curano affatto della musica etnica, per cui ella ha aperto una scuola d' arte a Hohot, capoluogo della Regione autonoma della Mongolia Interna, offrendo una guida e direzione ai ragazzi interessati all'arte della propria etnia. Tuttavia gli sforzi di pochi non bastano, per cui ella propone di attivare convegni e tavole rotonde nelle università e scuole medie, trasmettendo ai ragazzi i migliori contenuti classici della cultura ed arte etnica.

Anche il vice rettore dell'Università delle Etnie dello Yunnan Wang Sidai sostiene la trasmissione delle forme originali di arte attraverso l'istruzione. Lo Yunnan è la provincia cinese col maggior numero di minoranze, visto che ne ospita 25 delle 56 dell'intero paese. Wang Sidai si occupa da tempo del lavoro di tutela e ricerca sulla cultura ed arte etnica, in cui ha raggiunto un alto livello accademico. A partire dal 1994 egli ha formato una folta "nuova generazione" di professionisti della cultura ed arte etnica. Questa volta, anche lui ha avanzato uma mozione sulla tutela e trasmissione della cultura ed arte etnica:

"Ritengo l'istruzione un metodo di tutela razionale piuttosto importante, ossia l'inserimento dell'arte tradizionale nell'istruzione scolastica contemporanea, rendendola una materia importante dei corsi. Attraverso la tradizionale istruzione artistica dei giovani, specie degli universitari, dobbiamo indurli a conoscere meglio la profondità ed il valore artistico intrinseco dell'arte etnica. Si tratta di un metodo strategico che ho inserito nella mia mozione. Il salvataggio dell'arte etnica è di grande significato."

Secondo Wang Sidai, attualmente alcune misure in materia non sono ancora abbastanza dettagliate, da cui la necessità di rafforzare la tutela della proprietà intellettuale degli artisti popolari, dando forma legale alla tutela del Patrimonio culturale etnico.

Amici ascoltatori, ogni etnia ha la propria peculiare cultura, e l'accumulo di queste culture origina la varietà del mondo attuale. Di fronte a questi preziosi risultati culturali ed artistici, sono stati proposti molti metodi di protezione. Gli sforzi compiuti oggi mirano a far sì che il mondo di domani mantenga la ricchezza e varietà attuale. E' terminata l'odierna rubrica, grazie del cortese ascolto.

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