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La Banca mondiale ritocca verso l'alto le previsioni sulla crescita economica cinese
2009-06-18 23:36:48 cri     Author: qiancan

Incoraggiata dall'accelerazione degli investimenti in capitali fissi, nel suo ultimo "Rapporto trimestrale sull'economia cinese" la Banca mondiale ha ritoccato verso l'alto le previsioni sulla crescita economica della Cina. Secondo le previsioni del rapporto, nel 2009 il tasso di crescita del PIL della Cina risulta del 7,2%, con un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto alle previsioni del marzo scorso. Tuttavia il primo economista specialista della Cina della Banca mondiale Ardo Hansson afferma che adesso è ancora presto per giudicare se l'economia cinese abbia già iniziato a riprendersi in modo continuo ed energico. Ecco di seguito un nostro reportage in merito:

A partire dal novembre 2008, il governo cinese ha applicato un'attiva politica finanziaria e una politica monetaria di appropriato rilassamento, avanzando nel frattempo un piano di stimolo economico da 400 milioni di RMB. Secondo il rapporto pubblicato dalla Banca mondiale, grazie alla promozione del piano di stimolo, nei primi 5 mesi dell'anno gli investimenti cinesi nelle infrastrutture e gli altri investimenti influenzati dal governo hanno visto un aumento particolarmente rapido, permettendo all'economia di continuare a mantenere una ragguardevole velocità di crescita. Tuttavia, visto l'alto livello d' integrazione tra l'economia sostanziale cinese e l'economia globale, prima della ripresa della stabile crescita dell'economia mondiale, è impossibile che l'economia cinese ritorni alla rapida crescita intorno al 10%. L'economista di alto livello della Banca mondiale Louis Kuijs ha affermato:

"Riteniamo che prima della completa ripresa dell'economia mondiale, sia impossibile che il tasso di crescita dell'economia cinese riacquisti una velocità molto alta. Secondo le nostre previsioni, nel 2009 il tasso di crescita economica della Cina sarà del 7,2%. Il ritocco verso l'alto delle previsioni si deve al fatto che la dimensione del piano di stimolo economico risulta maggiore del previsto, nel frattempo la sua influenza sull'economia sostanziale è anche maggiore del previsto."

Nel suo "Rapporto trimestrale sull'economia cinese" pubblicato nel marzo scorso, la Banca mondiale ha previsto per il 2009 una crescita del PIL cinese del 6,5%. Tuttavia la continua crescita dell'economia cinese sin dal marzo scorso ha fatto alzare di 0,7 punti percentuali le previsioni della Banca mondiale.

Secondo il rapporto, nell'aprile, maggio di quest'anno, il valore dell'export cinese è sceso del 20%, tuttavia, a partire da marzo, il valore dell'import ha visto una rapida crescita, in particolare, grazie alla promozione del piano di stimolo economico, la crescita dell'importazione delle materie prime è risultata notevole. Nel frattempo, per il basso tasso di inflazione, il reddito concreto della popolazione ha visto una certa crescita, mentre nel secondo trimestre la capacità di consumo si è mantenuta forte. In maggio, il reddito finanziario della Cina ha realizzato la prima crescita positiva rispetto al mese precedente dell'anno in corso.

Tuttavia il primo economista specialista della Cina della Banca mondiale Ardo Hansson ha detto in merito:

"Nel 2009-2010 l'economia cinese può mantenere una crescita ragguardevole, ma è ancora troppo presto per dire che la Cina abbia già realizzato una ripresa stabile e sana. Gli investimenti influenzati dal governo sosterranno fortemente l'economia nel 2009, tuttavia esistono dei limiti alla capacità dell'economia cinese di riuscire ad isolarsi dalla crescita economica globale e nel frattempo di dipendere dalle uscite influenzate dal governo. Inoltre anche la durata nel tempo è limitata."

Secondo Louis Kuijs, economista di alto livello della Banca mondiale, nel 2009 non è bene per la Cina aumentare ulteriormente le misure di stimolo tradizionali, al fine di evitare la comparsa di un' eccessiva crescita del deficit finanziario e di una riduzione dello spazio di stimolo dell'anno prossimo. Nel frattempo, in seguito al calo della domanda esterna, la crescita dell'economia cinese necessita di una maggiore domanda interna, in particolare di consumi. Il che significa che nella prossima fase la Cina dovrà sottolineare al momento opportuno una politica rivolta al futuro e la riforma strutturale, al fine di realizzare l'obiettivo dello sviluppo equilibrato dell'economia.

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