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L'APN esamina la bozza della "Legge sull'imposta sul reddito delle imprese"
2007-03-08 20:51:41 cri     
L'8 marzo il Consiglio di Stato cinese ha richiesto alla sessione annuale dell'Assemblea Popolare Nazionale Cinese in corso a Pechino di esaminare il disegno della "Legge sull'imposta sul reddito delle imprese". La nuova legge sul fisco avanza la proposta di cambiare l'attuale sistema di tassazione e di unificare le imposte sul reddito delle imprese a capitali cinesi e delle imprese a capitali stranieri, così da creare un ambiente di mercato imparziale per la competizione tra le imprese.

Sin dalla fine degli anni '70 del secolo scorso, la Cina ha iniziato ad attuare la sua riforma ed apertura. Per attirare maggiori capitali stranieri e sviluppare l'economia, il paese ha applicato diversi sistemi di riscossione delle tasse per le imprese a capitali cinesi e per le imprese a capitali stranieri. Per quanto riguarda l'attuale legge sull'imposta sul reddito delle imprese, si stanno elaborando leggi diverse rispettivamente per le imprese a capitali interni e per le imprese a capitali esteri, applicando loro aliquote differenti. Secondo l'attuale sistema di tassazione, le aliquote nominali sul reddito delle imprese a capitali cinesi e delle imprese a capitali stranieri sono in media del 33%. Tuttavia, il paese ha applicato un'aliquota pari al 24% o un'aliquota preferenziale del 15% sul reddito di alcune imprese a capitali stranieri nelle zone speciali, e questa misura ha fatto sì che l'aliquota reale delle imprese a capitali cinesi fosse più alta di 10 punti percentuali rispetto a quella delle imprese a capitali stranieri.

Nello spiegare ai rappresentanti dell'APN il disegno della nuova legge sull'imposta sul reddito delle imprese, il ministro delle Finanze cinese Jin Renqing ha detto che con lo sviluppo della Cina, l'attuale sistema di tassazione non era più adatto alla domanda della nuova situazione.

"Dopo l'adesione cinese alla WTO, il paese ha aperto ulteriormente il mercato interno ai capitali stranieri, e le imprese a capitali cinesi si sono gradualmente fatte strada nel sistema economico mondiale. Di fronte alle sempre maggiori pressioni della competizione, continuare ad applicare politiche differenti per la riscossione delle tasse porterà alla competizione imparziale tra le imprese a capitali cinesi e quelle a capitali stranieri. Una realtà di questo tipo influenzerebbe l'istituzione di un mercato unificato, standardizzato e dotato di competitività imparziale."

Jin Renqing ha detto che il disegno della nuova legge sull'imposta sul reddito delle imprese si è ispirato alle metodologie internazionali in merito, unificando l'aliquota sul reddito delle imprese al 25%.

"La nuova aliquota nel disegno di legge è stata fissata al 25%, e mira ad alleggerire l'imposta sul reddito delle imprese a capitali cinesi, a ridurre al massimo delle possibilità il carico fiscale sulle imprese a capitali stranieri ed a controllare le riduzioni fiscali in un ambito tollerabile, tenendo in considerazione i livelli di aliquota degli altri paesi, soprattutto quelli dei paesi circostanti. L'aliquota pari al 25% stabilita dalla bozza è moderata e tendenzialmente bassa nel mondo, e la sua applicazione favorirà l'innalzamento della competitività tra le imprese e l'attirazione degli investimenti stranieri."

Jin Renqing ha detto che dopo l'applicazione della nuova legge, l'aliquota nominale delle imprese a capitali cinesi e delle imprese a capitali stranieri scenderà dal 33% al 25%, registrando una riduzione di otto punti percentuali. Tuttavia, dato che alcune imprese a capitali stranieri possono godere di aliquote preferenziali a diversi livelli, la loro aliquota nominale legale aumenterà. Jin Renqing ritiene comunque che poichè il paese ha adottato misure transitorie preferenziali nei confronti di alcune imprese di vecchia data, l'applicazione della nuova legge sull'imposta non esercita grande influenza sulla produzione e sull'amministrazione delle imprese a capitali stranieri.

Il ministro delle Finanze ritiene che dalle esperienze internazionali si può constatare che una stabile situazione politica, la positiva tendenza dello sviluppo economico, un ampio mercato, abbondanti risorse di manodopera, il continuo miglioramento della realtà legislativa e del servizio governativo costituiscono i fattori principali per attirare capitali stranieri. Una riscossione delle tasse preferenziale rappresenta soltanto un aspetto, e l'applicazione della nuova legge non avrà conseguenze sull'attrazione dei capitali stranieri.

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