Il 7 maggio 160 su 290 deputati del Parlamento iraniano hanno inviato congiuntamente una lettera al Segretario generale dell'Onu Annan, in cui si afferma che se gli Usa continueranno a fare pressioni sull'Iran riguardo al problema nucleare iraniano, il Paese sarà costretto a ritirarsi dal "Trattato di non proliferazione nucleare" e dai suoi protocolli aggiuntivi. Nel contempo, la parte americana ha affermato di prepararsi a consegnare la bozza di risoluzione sul problema nucleare iraniano al Consiglio di sicurezza dell'Onu per metterla ai voti, anche senza il sostegno della Russia e della Cina. Molti segnali dimostrano che le dispute tra Usa e Iran sul problema nucleare iraniano si acutizzano ogni giorno di più, pertanto la questione diventa sempre più complessa.
Mentre il Parlamento iraniano minaccia il suo ritiro dal "Trattato di non proliferazione nucleare", il 7 maggio il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha ribadito che l'intervento del Consiglio di sicurezza condurrà la strada della cooperazione al confronto, e qualsiasi misura adottata dal Consiglio di sicurezza all'Iran eserciterà un'influenza negativa sulla Cooperazione tra Iran e IAEA. Lo stesso giorno, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha affermato ad un mass-media tedesco che l'Iran si rifiuta di accettare qualsiasi risoluzione del Consiglio di sicurezza che danneggi i diritti legittimi al nucleare iraniani.
Il 3 maggio Gran Bretagna e Francia hanno emanato una bozza di risoluzione sul problema nucleare iraniano al Consiglio di sicurezza. Nella bozza, si ritiene che l'Iran abbia rifiutato di applicare la dichiarazione presidenziale approvata il 29 marzo dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, costituendo una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali; la bozza sollecita inoltre il Consiglio di sicurezza perchè richieda all'Iran di interrompere tutte le attività relative all'arricchimento dell'uranio secondo il 7° capitolo della Carta delle Nazioni Unite, altrimenti il Consiglio di sicurezza prenderebbe in considerazione l'applicazione di sanzioni economiche o di altre misure costrittive nei confronti dell'Iran. Fino al 6 maggio, i 5 Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza non avevano ancora raggiunto un consenso sulla bozza.
Il 6 maggio il rappresentante americano permanente all'Onu, John Bolton, ha affermato che gli Usa e l'Europa non sono pronti a tenere consultazioni senza limiti all'interno del Consiglio di sicurezza, e nella situazione in cui non c'è modo di raggiungere un accordo, gli Usa e l'Europa richiederanno di procedere alla votazione sulla bozza di risoluzione la settimana prossima.
I giornali europei ritengono che sebbene la riaffermazione iraniana relativa al ritiro dal "Trattato di non proliferazione nucleare" costituisca in parte un'intimidazione, non è del tutto così. L'Iran ha collegato il piano nucleare del Paese con la sovranità e la dignità nazionali. Inoltre, il Paese ritiene che l'obiettivo finale degli Usa non sia solo limitato allo stroncamento del piano nucleare iraniano, ma intenda anche rovesciare l'attuale potere politico del Paese. Pertanto, il significato della salvaguardia del diritto all'utilizzo pacifico delle energie nucleari supera di gran lunga la sfera della difesa del diritto di uguaglianza tra i Paesi firmatari del "Trattato di non proliferazione nucleare". Gli Usa considerano coerentemente la prevenzione della proliferazione nucleare come un elemento chiave per salvaguardiare la propria posizione dominante internazionale. Se l'Iran si ritirasse dal Trattato, il sistema internazionale di non proliferazione nucleare ne rimarrebbe danneggiato gravemente. L'Iran potrebbe procedere alla "proliferazione" servendosi di tecniche nucleari che già possiede, il che minaccerebbe gravemente la sicurezza dell'occidente. Inoltre, il problema nucleare iraniano sfuggirebbe dal controllo. Gli Usa sono costretti a prendere in considerazione tutto questo.
In qualità di Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, la Russia e la Cina persistono ancora nel ritenere che il metodo migliore per risolvere il problema nucleare iraniano sia il canale diplomatico. La Russia spera di modificare la bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza avanzata da Gran Bretagna e Francia. Secondo quanto appreso, i 5 Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza ed il Ministro degli Esteri tedesco hanno fissato l'8 maggio una conferenza a New York sul problema nucleare iraniano al fine di coordinare le proprie posizioni. Gli analisti temono che i risultati delle consultazioni di tutte le parti difficilmente soddisfaceranno gli Usa.
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