La Cina vara la prima legge contro la violenza nelle relazioni familiari
  2016-11-24 08:26:22  cri

"La violenza nei confronti delle donne e dei bambini esercita un'influenza diretta sulle vittime e nel frattempo danneggia l'intera umanità. Per affrontare questa sfida globale, nel 2008 ho attivato l'azione congiunta dell'Onu per il bando degli atti di violenza contro le donne."

Avete appena ascoltato il messaggio rivolto nel 2013 dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon in occasione della Giornata mondiale dell'ONU contro la violenza sulle donne. La lotta alla violenza nelle relazioni familiari e la tutela dei diritti e interessi delle donne e dei bambini rappresentano un tema comune dei diritti umani per i paesi e le etnie di tutto il mondo. Il primo marzo 2016, è entrata ufficialmente in vigore la prima legge cinese contro la violenza nelle relazioni familiari. La violenza familiare è così passata definitivamente da questione privata a questione di Stato.

Com'è nata questa legge? Quali difficoltà ha incontrato e com'è stata applicata fino ad adesso? Ecco di seguito un reportage dei nostri giornalisti Bai Yang e Liu Chang.

"Il varo della legge contro la violenza nelle relazioni familiari dimostra sia il rispetto e la tutela dei diritti umani sia il deciso atteggiamento di opposizione in merito da parte della Cina. La violenza familiare non è più una questione privata interna alla famiglia; la lotta in merito costituisce ormai una responsabilità comune dello Stato, della società e di ogni singolo individuo."

Chen Jialin è il vice direttore dell'ufficio per la legislazione sociale della commissione legislativa del Comitato permanente dell'APN. In questa veste, egli ha partecipato all'intero processo legato alla legge, dalle indagini preliminari alla stesura e valutazione della bozza, fino al suo varo finale.

La commissione legislativa del Comitato permamente dell'APN ha istituito l'ufficio per la legislazione sociale nel 2010, incaricato della legislazione in merito alla garanzia dei diritti e interessi delle donne e dei bambini. Da allora, la commissione ha cominciato a mettere mano alla legislazione in merito alla legge cinese contro la violenza nelle relazioni familiari.

"In questi cinque anni e più, insieme alla Federazione Nazionale delle Donne, abbiamo condotto parecchie indagini legislative ed effettuato visite in loco nelle province di Hunan, Fujian, Guangdong e Jiangsu. Abbiamo condotto tavole rotonde con i dipartimenti interessati di pubblica sicurezza, dei tribunali e delle federazioni locali delle donne, e con esperti e studiosi, ed effettuato ripetute valutazioni sui sistemi relativi. Inoltre abbiamo avuto ampi scambi con le organizzazioni internazionali e con il settore legale estero per conoscere gli ultimi risultati della legislazione nel settore e i loro metodi efficaci."

Contemporaneamente, anche la pratica del lavoro ventennale contro la violenza familiare condotto da molte province e città cinesi ha svolto un attivo ruolo propulsivo per il varo della legge.

"Alcune località hanno davvero fatto da battistrada nella lotta alla violenza familiare, e le loro esperienze ci hanno fornito ottimi esempi per la nostra legislazione. La provincia dello Hunan si distingue nel settore, con risultati all'avanguardia sotto tutti gli aspetti. "

Come afferma Chen Jialin, lo Hunan è una delle prime province cinesi ad aver iniziato a concentrarsi sul problema della violenza familiare. Ha infatti iniziato a indagare in materia già negli anni '90 del secolo scorso.

Il 4 settembre 1995, si è aperta a Beijing la quarta Conferenza mondiale sulle donne dell'Onu, durante la quale è stata approvata la "Dichiarazione di Beijing", che sottolinea l'atteggiamento e la determinazione della comunità internazionale di lotta alla violenza familiare. Il pubblico ha così capito che violenze fisiche e mentali come botte, ferite, ingiurie e limitazioni della libertà individuale tra i familiari, rappresentano un insulto e una violazione dei diritti umani. Per l'occasione, gli ambienti sociali della Cina si sono resi ulteriormente conto dell'estrema urgenza per il paese della prevenzione e del bando della violenza familiare tramite la legislazione.

Poco dopo la conclusione della conferenza, l'allora direttore del dipartimento diritti e interessi della Federazione delle Donne della provincia dello Hunan, Rong Xiuqin, ha espresso in sede di commissione giuridica interna dell'APN della provincia "l'estrema urgenza di stabilire regolamenti locali contro la violenza familiare". Rong Xiuqin e le sue colleghe, dopo aver analizzato 254 casi concreti locali, hanno presentato alla commissione il rapporto sull' "Assoluta necessità di elaborare regolamenti locali contro la violenza familiare". Ricordando quel momento, Rong Xiuqin ha detto:

"Il rapporto era convincente, e l'abbiamo consegnato agli oltre 60 membri permanenti dell'APN locale. Alla fine l'APN provinciale ha inserito i regolamenti per prevenire la violenza familiare nel piano legislativo per il 1996-1997. Alla fine del marzo 2000, durante la 14esima sessione del nono comitato permanente dell'APN provinciale, la "Risoluzione sulla prevenzione e sul bando della violenza familiare" è stata approvata con 57 voti favorevoli, 1 voto contrario e 2 astensioni".

Si è trattato del primo regolamento locale cinese contro la violenza familiare e ha fatto da battistrada per la legislazione in materia a livello nazionale.

Dopo il varo della risoluzione, il tribunale supremo e il dipartimento di pubblica sicurezza della provincia dello Hunan hanno pubblicato le idee guida e i regolamenti di lavoro; i dipartimenti competenti hanno cominciato ad attivarsi, formando gradualmente una rete di intervento congiunto per risolvere a 360 gradi i casi di violenza familiare.

Da allora, molte province e città cinesi hanno cominciato a guardare allo Hunan, effettuando innovazioni sulla base della loro situazione concreta. Nel 2008, già 29 province, regioni e municipalità cinesi avevano stabilito regolamenti e politiche locali contro la violenza familiare. Nel contempo, in oltre 200 tribunali di tutta la Cina è iniziata la sperimentazione del Decreto di protezione della sicurezza personale, in vigore in tutto il mondo. Tuttavia tale decreto mira soprattutto a proteggere le vittime di violenze familiari che hanno già intentato cause di divorzio, per cui è limitato. L'ex vice presidente della Federazione delle Donne della provincia del Jiangsu, Chen Fen, ha detto:

"Quando la violenza familiare arriva alla fase della causa di divorzio, possiamo ricorrere alla misura del decreto di protezione della sicurezza personale. Non possiamo anticipare, ossia disporre di una forma efficace di ammonimento o deterrenza nei confronti dei colpevoli, nel momento stesso in cui avviene la violenza familiare?"

Su questa base, la Federazione delle Donne e l'organismo di pubblica sicurezza della provincia del Jiangsu hanno congiuntamente emesso l'"Ammonimento di violenza familiare", che viene firmato direttamente dal poliziotto giunto sul posto dopo aver ricevuto la richiesta di intervento per motivi di violenza familiare. Ciò estende direttamente la protezione al momento in cui accade il caso di violenza. Il vice direttore dell'ufficio per la legislazione sociale della commissione legislativa del Comitato permanente dell'APN cinese, Chen Jialin, afferma che si tratta di un sistema legale creato autonomamente dalla Cina secondo la propria pratica concreta.

"Il punto forte di questo sistema consiste nel fatto che offre uno strumento di intervento agli organismi di pubblica sicurezza nei casi di violenza familiare di portata leggera. Il sistema di ammonimento passa dalla semplice critica orale all'ammonimento scritto, il che rafforza notevolmente il deterrente nei confronti dei colpevoli. L'ammonimento svolge anche un ruolo molto importante, ossia più fare da prova per l'istruzione del caso di violenza familiare da parte del tribunale, a tutto favore della risoluzione del problema della difficoltà di reperire prove nei casi suddetti. "

Tutte queste efficaci pratiche locali sono state assimilate nel processo di legislazione statale.

I regolamenti locali hanno progressivamente acquistato una certa dimensione, promuovendo la legislazione a livello statale. L'ex vice presidente della Corte Popolare Suprema, Huang Ermei, afferma:

"Il ricorso allo strumento legale per la prevenzione e il bando della violenza familiare è una responsabilità e un dovere indeclinabile dello Stato."

La Federazione Nazionale delle Donne cinesi ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di promozione della legislazione statale. Nel 2008, la Federazione, insieme al Ministero degli Affari civili, al Ministero di Pubblica sicurezza e ad altri 5 ministeri e commissioni competenti, ha pubblicato "Alcune idee sui problemi della prevenzione e del bando della violenza familiare", un documento che chiarisce i compiti e le responsabilità dei diversi dipartimenti. In seguito, nel corso delle "due sessioni", tramite i deputati o a nome della Federazione stessa, quest'ultima ha presentato 6 volte di seguito la "Proposta di inserimento della Legge contro la violenza familiare nel Piano legislativo del Comitato permanente dell'APN". Nel 2013, il 12esimo Comitato permanente dell'APN ha inserito ufficialmente l'elaborazione della legge contro la violenza familiare nel Programma legislativo quinquennale. In seguito, la Federazione Nazionale delle Donne ha elaborato la bozza della proposta di legislazione. Il direttore del dipartimento diritti e interessi della Federazione Nazionale delle Donne, signora Gao Shawei, ha illustrato:

"Dopo l'inserimento nel piano, la Federazione ha continuamente affiancato nelle indagini i diversi dipartimenti. Nel contempo, sulla base delle ricerche e prove offerte dalla mole di dati raccolti in precedenza, ha avanzato la 'Bozza di proposta della Legge contro la violenza nelle relazioni familiari', offrendo un riferimento ai dipartimenti legislativi per la stesura della legge".

Il poderoso lavoro di preparazione ha accelerato notevolmente i ritmi dell'esame della bozza. Di solito, prima di varare una legge, il comitato permanente dell'APN deve effettuare 3 valutazioni, mentre la Legge contro la violenza familiare ne ha richieste solo due.

Il 24 agosto 2015, la bozza della legge è stata consegnata al comitato permanente dell'APN da parte del Consiglio di Stato per la prima lettura, mentre nel settembre dello stesso anno sono state richieste le opinioni del pubblico. Il 27 dicembre 2015, la bozza è stata approvata in seconda lettura con un alto margine di voti. Per l'occasione è stato annunciato che la legge sarebbe entrata in vigore il primo marzo 2016.

Parlando dell'applicazione della prima legge contro la violenza familiare emanata dalla Cina, imperniata sulla prevenzione, Chen Jialin afferma che questo non è la fine, ma solo l'inizio del lavoro.

"Dopo il varo della Legge contro la violenza nelle relazioni familiari, il problema più urgente da risolvere riguarda il lavoro di comunicazione e addestramento. Dobbiamo farla capire ai diversi dipartimenti, in particolare agli organismi in prima linea di pubblica sicurezza, agli agenti di polizia, ai quadri della federazione delle donne, ai comitati di villaggio e di quartiere e alle organizzazioni sociali, a cui la legge affida compiti e responsabilità. Ricorriamo all'addestramento per elevare la loro coscienza nella risoluzione dei casi. Inoltre, alcuni dipartimenti devono emettere a loro volta regolamenti relativi, per esempio, la Corte Popolare Suprema deve pubblicare misure specifiche sul decreto sulla protezione della sicurezza personale e gli organismi di pubblica sicurezza misure concrete in materia di ammonimento."

Come afferma Chen Jialin, dopo il varo della legge contro la violenza nelle relazioni familiari, occorre aggiornare e migliorare i sistemi relativi e rafforzare la pubblicizzazione e il livello di applicazione del documento, solo così questo potrà svolgere al massimo livello il suo ruolo legale, in modo che metta davvero radici e dia i frutti voluti.

Focus
Social Media

Riviste
Eventi
© China Radio International.CRI. All Rights Reserved.
16A Shijingshan Road, Beijing, China. 100040