La vita con le sculture di pasta
  2015-06-26 08:55:29  cri
Per molti abitanti di Pechino, nei ricordi legati alla vecchia Pechino o nei film e telefilm sul passato della città vi è una scena che si ripresenta con frequenza: spingendo un carrello lungo la strada, uno scultore di pasta di riso crea velocemente una vivace figura umana modellando un pezzo di pasta di riso nelle mani. Oggi è ormai difficile trovare un venditore di scultura di pasta di riso a Pechino, perché sono poche le persone che riescono ancora a farle. Tuttavia, oggi andiamo a conoscere un signore che considera le sculture di pasta di riso come parte della sua vita, il signor Zhang Junxian.

Ogni venerdì alle tre e mezza di pomeriggio, Zhang Junxian, che abita vicino a uno stadio, va in bicicletta alla scuola elementare di Guangming non lontana da casa sua per fare lezione ai ragazzi del primo anno. Sentiamo insieme cosa insegna loro il sig. Zhang:

"Il maestro ha fatto così, lungo è sbagliato. Dev'essere corto. Un po' più corto, per fare il corpo del gallo. Guardate, facciamolo piatto, così il maestro può renderlo sottile. Non avvicinatevi troppo, non state col busto chinato sul tavolo, così tutti possono vedere. Allora, il maetro l'ha piegato, e ha messo questo. Attenzione alla gola del gallo, il retro che cosa è? La coda, molto bene. Guardate, ragazzi, che bella coda!"

Ecco, sulla cattedra, Zhang sta insegnando ai bambini a fare le sculture di pasta di riso.

Durante la lezione del maestro Zhang in classe c'è poca confusione. I bambini si riuniscono intorno alla cattedra per vedere bene come fare così da poter poi provare da soli. Poco dopo, Hou Weiran, un bambino della classe, completa il suo gallo.

Il signor Zhang Junxian ha già 59 anni, mentre i suoi piccoli allievi hanno 6 o 7 anni. Con una differenza di ben 10 volte tra le età, ai bambini piace chiamarlo maestro Zhang, e lui si sente a proprio agio insieme ai piccoli. Egli spera di tramandare la sua bravura ai bambini. In ogni caso, come ha imparato lui a fare le sculture di pasta di riso? Bisogna tornare indietro e parlare di quello che è successo 30 anni fa.

"Ricordo che erano gli anni '80, era l'inizio di primavera, e il tempo diventava sempre più caldo. Avevo sentito che al parco Taoran era stato aperto un luna park per i bambini, e ci ho portato mia figlia. Per la strada ho visto una folla. Avvicinandosi, ho scoperto che c'era scultore di pasta di riso. Era da molti anni che non vedevo le scultura di pasta, quindi ero molto curioso. In quel momento, ho chiesto a mia figlia: 'Vuoi una figura umana di pasta?' Mi ha risposto di sì. Che cosa compriamo? Uno scimmiotto. Così ho chiesto allo scultore a farci uno scimmiotto. Ci ha detto di avere pazienza, perché eravamo al settimo posto. Abbracciando mia figlia, aspettavo che il vecchio scultore facesse lo scimmiotto. La pasta di vari colori veniva rigirata dalle mani dello scultore come per magia, e prendeva forma diventando uno scimmiotto, un maiale Zhubajie e un monaco Sanzang, (personaggi del romanzo classico "Il Viaggio in Occidente"). Ero rimasto veramente colpito, che bravura! Pensai "Che bello se il maestro mi potesse prendermi come suo allievo!"

Tuttavia, chiedere e persuadere il maestro non fu affatto facile. Zhang Junxian andò al parco Taoranting per due volte senza trovare lo scultore. La terza volta, incontrò finalmente il vecchio maestro.

"Quando spiegai la mia idea e il mio desiderio al maestro, il vecchio signore mi guardò per un po' e poi mi disse: 'Ragazzo, ti consiglio di rinunciare a imparare questa tecnica.' Gli chiesi subito il perché. Lui mi disse di aver lavorato per mezza giornata senza bere, né andare al bagno, che fatica! Mi disse di andare a imparare qualcos'altro. Gli dissi allora che mi sarebbe piaciuto molto fare questo come mestiere, poteva insegnarmelo? Il maestro, sospirando, mi disse: 'non è che non voglio insegnarti, anzi ho insegnato a molti, almeno una trentina di persone.' Contò 6-7 persone con le dita, e disse che nessuno di loro alla fine aveva persistito, il che aveva deluso molto il vecchio maestro che smise così di insegnare. Vista l'imbarazzante situazione, non gli dissi più di volere imparare da lui, ma iniziai a chiacchierare di altre cose con il maestro. Gli dissi che ero libero, che potevo accompagnarlo a tornare a casa e portargli la cassa con la mia bicicletta. Allora camminando, chicchierammo molto, e gradualmente lo persuasi. Egli mi disse che ero particolare rispetto agli altri, più determinato. Io dissi: 'Maestro, facciamo una prova.' Dopo avermi guardato un pò, mi rispose: 'Va bene! Proviamoci.'"

Così, il vecchio maestro fece entrare Zhang Junxian nel mondo artistico dell'uomo di pasta. Zhang ricorda che allora il televisore era appena entrato nei salotti delle famiglie cinesi. Tutti gli altri erano rimasti attirati da questo nuovo divertimento, ma Zhang si era chiuso in casa a fare le scultura di pasta tra la farina, finché era diventò anche lui un uomo di pasta.

"Mia moglie mi sosteneva nel fare l'uomo di pasta, però all'inizio non poteva capire perché praticavo a fare le scultura di pasta come un pazzo, spesso con la farina adosso. Mi disse che ero diventato quasi un vero uomo di pasta. Gli chiesi il perché, e allora indicò la mia pancia, i piedi e il collo, chiedendomi se mi prudevano. Gli risposi che avevo grattato dove prudeva, e poi la pasta sulle mani si era attaccata in quei posti. Allora mia moglie mi chiese di guardarmi allo specchio."

Il duro lavoro paga. Qualche mese dopo, il maestro Zhang finì la sua prima opera.

"Allora è stata la prima volta che facevo l'uomo di pasta. Avevo la farina nera e quella bianca, e mescolandole insieme creavo quella grigia. I miei vicini chiedevano "cosa sta facendo Zhang Junxian?" "Non dovete disturbarlo, ora ha trovato un maestro per imparare a fare l'uomo di pasta". "Caspita! Sta facendo l'uomo di pasta, andiamo a vedere che tipo di uomo di pasta sta facendo". Allora alcuni miei amici mi sono venuti a trovare a casa. Zhang Junxian che cosa fai? Gli dissi: 'Venite. Sto facendo l'uomo di pasta.' Mi chiedevano cosa stavo creando, e dissi loro che stavo creando conigli come mi aveva insegnato il maestro. Mi dissero che non erano conigli con quel collo e viso magro, orecchi corti e corpo lungo, e in più con quella lunga coda, ma piuttosto un gruppo di topi. Una battuta che mi ha fece ridere. Feci ridere anche il mio maestro con questi 'conigli'."

All'inizio, tutto era difficile. Dopo queste vicenda, il maestro Zhang scoprì che per fare l'uomo di pasta necessitavano molte conoscenze.

"Per poter riuscire e fare bene l'uomo di pasta, bisogna soprattutto avere una giusta proporzione del corpo umano. Poi occorre modellare i profili e avere i colori e le decorazioni giuste, e un pò di esagerazione artistica in più. Perciò ho imparato da solo molte cose basilari sulle belle arti, come la conoscenza dei colori, dell'anatomia umana, la composizione pittorica, il modellismo, la decorazione, sempre da solo."

Imparando e praticando, il maestro Zhang lavorava spesso fino a notte tarda. Ma a volte capitava che facesse bene senza però essere soddisfatto.

"Allora piangevo, perché? Qualche volta facevo l'uomo di pasta fino all'una e alle due di notte, svegliando mia moglie per farle vedere. 'Guarda che bel bimo di Ginseng ho fatto.' 'Ah! Bello, bellissimo!' Però 3 o 5 giorni dopo, la figura si screpolava sul collo e sul corpo. Tutto distrutto e screpolato. Caspita, ci avevo lavorato diverse ore. Guardandole, non sapevo se ridere o piangere. Che era successo? Dovevo risolvere il problema."

In quel momento, il sig. Zhang capì perché il maestro lo aveva avvertito che molti allievi non erano stati in grado di persistere. D'allora in poi, Zhang s'impegnò di più nel mescolare la pasta.

"Ero di fronte alla difficoltà. Dovevo superarla. Aggiungendo un po' di conservante la pasta non marciva, con un po' di miele scoprì che le screpolature diventavano meno gravi. Ripetuti esperimenti e ripetuti fallimenti. Tuttavia non rimasi mai deluso e scoprì l'uno dopo l'altro i motivi dei miei fallimenti. Poi assunsi un secondo maestro, Wang Lian, e un terzo maestro, He Yaozheng. Allora grazie al caloroso e paziente insegnamento dei due maestri feci molti progressi."

Oggi le tecniche di creazione dell'uomo di pasta del maestro Zhang sono ormai consolidate, ed egli va spesso all'estero per effettuare scambi culturali. Anche all'estero, il maestro non dimentica mai di imparare le arti straniere come la scultura italiana e le tecniche di Ukiyo-e giapponese, tecniche che sono state integrate nella creazione dell'uomo di pasta del maestro Zhang. Per il maestro, la scultura di pasta non è più una semplice passione, egli sta pensando soprattutto a come poter tramandare e sviluppare questa antica tecnica tradizionale.

"Penso al 1980 e 82, quando era molto difficile imparare a fare l'uomo di pasta. Pochi sapevano la tecnica e anzi non volevano dirla agli altri. Oggi quanto è grande il mercato, dire molto grande. Quindi non possiamo non tramandare alla prossima generazione questa tecnica tradizionale giunta a noi dagli antenati. Sento di avere una grande responsabilità. Come tramandarla dunque? Continuerò a scrivere le mie esperienze e i materiali raccolti in 30 anni per diffonderli e farli conoscere a più persone."

Attualmente il maestro Zhang Junxian insegna tre lezioni a settimana ai ragazzi. Partecipa anche a vari tipi di attività espositive sulle usanze folcloristiche. Egli ha detto che continuerà a percorrere la strada della diffusione della tecnica dell'uomo di pasta

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