Li Shangyin: Senza titolo
  2014-11-21 16:42:03  cri

Senza titolo

Com'è difficile vedersi, così è difficile congedarsi,

il vento d'Oriente è illanguidito, i cento fiori sono appassiti.

Solo quando il baco di primavera muore, s'esauriscono i fili di seta,

solo quando la candela si è consumata, inaridiscono le sue lacrime.

Di mattino, allo specchio, provo dolore dei capelli mutati alle tempie,

di notte, recitando i versi, devi sentir freddo al chiarore della luna.

Da qui al Monte Pengshan, la via non è molta, l'uccello azzurro cercherà di rintracciarli per me.

Nella società feudale cinese, l'etica confuciana impediva di innamorarsi liberamente come oggi, tuttavia, ciò non vuol dire che non esistesse l'amore vero e proprio, che si manifestava senz'altro anche nelle opere letterarie. Li Shangyin, considerato il poeta di maggiore importanza del tardo periodo Tang, è famoso proprio per le sue poesie d'amore.

Il nostro autore, vissuto nel nono seolo d.C., era un intellettuale che nutriva grandi ideali politici, oltre che un forte senso della giustizia. Ma le avversità della carriera e il decesso precoce della moglie lo resero sentimentalmente moto triste. Così morì a quarantasei anni. Le poesie d'amore di Li Shangyin danno prova di grande sensibilità e profondità, il che rilfette il suo atteggiamento verso l'amore e la sua tecnica di espresione artistica. Le sue poesie esercitarono anche una grande influenza sui posteri, infatti molti artisti lo presero ad esempio. Le migliori composizioni di Li Shangyin fanno riferimento alle delusioni d'amore, il che, secondo alcuni critici letterari, ha a che fare con le avversità della sua vita. "Senza titolo", una poesia del tipo "Qi Lu", viene considerata molto rappresentativa in proposito.

Il primo verso rivela l'amarezza di un amore contrastato. L'espressione ha un doppio significato. La prima parte "è difficile vedersi" suggerisce innanzitutto che questo amore si è avverato dopo aver superato molti ostacoli per cui il momento della separazione diventa ancora più crudele, da cui la seconda parte "così è difficile congedarsi". In secondo luogo è evidente che rivedersi dopo la separazione sarà molto difficile; ciò rende i due amanti ancora più riluttanti a lasciarsi, il che rinforza l'espressione "così è difficile congedarsi". Il termine "difficile" nella prima parte del verso si riferisce alle traversie d'amore, mentre nella seconda parte sottolinea il dolore dei due innamorati al momento della separazione.

Il secondo verso "il vento d'Oriente è illanguidito, i cento fiori sono appassiti", ricorda che lo sboccio dei cento fiori in primavera dipende dalla forza del vento dell'est. Ma, verso la fine della stagione, il vento è ormai lieve e i cento fiori appassiscono a poco a poco. L'espressione mette in risalto l'atmosfera di tristezza di cui è impregnata la poesia.

I due versi seguenti fuorno molto apprezzati dai posteri: "Solo quando il baco di primavera muore, s'esauriscono i fili di seta, solo quando la candela si è consumata, inaridiscono le sue lacrime". In natura, il baco di primavera vive per produrre la seta. I fili di seta non si esauriscono finché il baco non muore. Il poeta si serve di questa espressione come metafora per descrivere l'infinito sentimento d'amore tra i due innamorati, quindi la loro assoluta fedeltà reciproca. Nella vita, la candela si consuma in mille gocce di cera, che il poeta definisce "lacrime" paragonandole alle lacrime inconsolabili degli innamorati. Come le gocce di cera vengono meno solo quando la candela si è consumata, anche le lacrime degli innamorati separati cessano solo al momento della morte, quando potranno finalmente sottrarsi al loro dolore.

Questi due versi sono davvero lo specchio di un dolore indicibile.

Il quinto e il sesto verso dicono: "Di mattino, allo specchio, provo dolore dei capelli mutati alle tempie, di notte, recitando i versi, devi sentir freddo al chiarore della luna". Per una donna che pensa giorno e notte al suo innamorato lontano auspicando di poterlo rivedere un giorno, è naturale desiderare di mantenersi sempre giovane, in modo da poter accogliere l'amato con la stessa bellezza di un tempo. Tuttavia è impossibile cogli anni non perdere poco a poco la giovinezza. Perciò ogni mattina davanti allo specchio la donna si affligge silenziosamente per i capelli mutati alle tempie. Questo tormento per la perdita della giovinezza rivela a sua volta il suo profondo sentimento d'amore. Allo stesso tempo, la protagonista immagina come il suo uomo, per cui ha tanta nostalgia, cerchi di liberarsi dagli affanni amorosi nelle lunghe nottate: forse recita versi in solitudine e rabbrividisce sotto la fredda luce della luna. In questo modo la donna esprime anche il suo timore per la salute dell'amato.

Gli ultimi due versi dicono: "Da qui al Monte Pengshan, la via non è molta, l'uccello azzurro cercherà di rintracciarli per me". In ogni caso, la donna non riesce a sottrarsi al pensiero dell'amato, perciò ripone le sue speranze nell'aiuto degli immortali perchè lo rintraccino per lei. Il monte Pengshan, secondo la mitologia cinese, è un monte fatato posto sul mare ed il poeta lo introduce come metafora per indicare la lontana località dove si trova l'innamorato. L'uccello azzurro, sempre secondo la mitologia cinese, è il messaggero della Regina Madre dell'Occidente che risiede ad ovest sul monte Kunlun. Si tratta di un uccello immortale che sa volare velocemente ed è in grado di raggiungere qualsiasi località. La nostra protagonista si rincuora pensando che il luogo dove si è recato il suo innamorato non è lontano, perciò forse sarà possibile chiedere al messaggero della Regina Madre di provare a rintracciarlo per lei. Riponendo le sue speranze nel monte fatato e nell'uccello immortale, che non esistono nella realtà, la donna dimostra di essere cosciente delle scarse speranze che le rimangono. Ella paragona se stessa ad un baco di primavera che produce fili di seta fino alla morte e ad una candela le cui lacrime inaridiscono quando si è consumata, il che indica la sua consapevolezza che un nuovo incontro con l'innamorato non sarà che una speranza per tutto il resto della sua vita.

La separazione e l'ultimo addio sono le prove più crudeli fra i mortali; ma delle due, la separazione è la più dura da sopportare. Nel caso dell'ultimo addio, cioè della morte, è possibile forse liberarsi a poco a poco dal dolore. Invece qui si parla di separazione. Un nuovo incontro non sarebbe del tutto impossibile, ma le speranze sono così scarse che la donna stessa non sa dirsi sicura in proposito. Perciò è tormentata sia dalla delusione che dalla speranza.

 

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