Angelo Chiuchiù, l'"ambasciatore" della lingua italiana nel mondo
  2014-11-20 15:41:56  cri
Angelo Chiuchiù, già docente di italiano all'Università per Stranieri di Perugia dal 1975 al 1994, ha tenuto a Perugia cicli di lezioni e seminari nei corsi, istituiti dal Ministero degli Affari Esteri e Ministero della Pubblica Istruzione, per la formazione e l'aggiornamento di professori di italiano all'estero. Ha inoltre tenuto conferenze e seminari sull'insegnamento dell'italiano a stranieri in numerosi paesi. Ha pubblicato vari saggi di metodologia e didattica ed è autore di numerose opere, come appunto il corso multimediale per adulti, In italiano

Ma non solo. Anche il corso multimediale per bambini Viva l'italiano (testo, videocassette, audiocassette), Manuale di tecnica e corrispondenza commerciale, Le preposizioni, I verbi italiani, L'italiano al laboratorio linguistico, Et cetera, Quaderni d'italiano, Ritratti, Percorsi letterari dell'800 italiano, Prove graduate di Profitto, Grammatica e comunicazione, Ambienti, percorsi letterari del 900 italiano.

Ha scritto così tanti libri, ed è anche consulente RAI dei videocorsi In italiano e Viva l'italiano, prodotti dalla RAI su commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nella collana Arte e metodo è coautore dei seguenti volumi: Grammatica e comunicazione, Prove graduate di profitto, Guida all'uso delle preposizioni, Quaderni di italiano ecc.

Siamo molto fortunati di avere avuto l'opportunità di fare un'intervista al maestro.

"Io ho inniziato a insegnare l'italiano nel 1975, ho insegnato per 30 anni presso l'Università per gli Stranieri di Perugia e ho tantissimi studenti cinesi e ho un rapporto molto stretto con loro....Sono laureato in inglese, e ho insegnato l'inglese, e poi ho cambiato nel 1975....E' un lavoro estremamente gratificante, molto bello, a me piace moltissimo. Non puoi essere un bravo insegnante o professore se non ti piace questa professione."

Ad Angelo, fare l'insegnante è una professione che gli piace tantissimo, e grazie alla sua passione e anche agli sforzi che ha fatto per l'insegnamento della lingua, vanta una grande fama nel suo settore. Ha elaborato una serie di libri didattici, quali il libro più utilizzato dagli stranieri cinesi, "In Italiano", un classico nella storia della linguistica applicata. L'approccio comunicativo-situazionale a una chiara struttura e una graduale delle grammatica, dà allo studente la possibilità di esprimersi rapidamente e di costruire solide basi grammaticali. Il volume (unità 1-12) copre aspetti quali il dare informazioni di sé, chiedere e dare informazioni, telefonare, il passato, il futuro e il condizionale. Il volume (unita 13-24) introduce un vocabolario più avanzato , sempre rimanendo in una metodologia comunicativa-situazionale. Ogni capitolo presenta un aspetto della cultura italiana.

   

Oltre al corso multimediale, In Italiano esistono vari materiali, adeguati ai vari livelli e vicini agli interessi degli studenti. I corsi prevedono l'introduzione di aspetti culturali e interculturali; offrendo spunti utili a tratteggiare le caratteristiche della cultura italiana, attraverso brani letterari, testi giornalistici, film, opere d'arte, canzoni, tradizioni eno-gastronomiche e tutto ciò che racconta il carattere di una lingua e di una cultura.

"E' il primo e credo finora l'unico che è stato realizzato, cioè esiste un libro, esiste la Rai che ne ha fatto un video corso, accanto al video corso, ci sono degli audio e c'è un libro per il laboratorio linguistico e quindi c'è un complesso, una serie di materiali che ruotano intorno al libro. Perchè? Perchè è una necissità. Faccio solo un esempio banale: tu come un insegnante, puoi insegnare la lingua, la cultura e insegnare la cultura è un problema che da solo non può risolvere, quando nel libro c'è scritto gli affreschi di Giotto ad Assisi sono splendidi, allora, sono bravissimo a spiegare un ora, tre ore che cosa sono gli affreschi, ma rimangono chiacchiere, nel momento in cui io con il video faccio vedere l'affresco, allora l'affresco a sua volta ha il suo significato e quindi faccio lingua e cultura, cioè tu sei insegnante da solo, puoi fare solo lingua, ma lingua e cultura secondo uno studioso americano, è un binomio inscindibile, e sono due faccie della stessa medaglia. Questo non lo puoi fare da solo, hai bisogno del video. Gli altri materiali sono necessari perchè quando parlo io, è diverso da come parli tu o un altro, e lo studente si deve abituare alle varie voci, varie intonazioni, la velocità diversa, quindi usare questi materiali è necessario perchè da solo non ce la fai."

Attualmente, Angelo Chiuchiù e sua figlia Gaia Chiuchiù stanno collaborando insieme per introdurre delle novità nei loro materiali didattici e organizzare un nuovo libro. Secondo Angelo Chiuchiù, la comunicazione è sempre al primo posto, quindi la padronanza del lessico e la fluidità nell'usarlo diventa una necessità per chi vuole imparare bene la lingua.

"Comunque in quest'ultimo libro, abbiamo lavorato su due versanti: versante della multimedialità, cioè una raccolto di risorse audiovisive e poi insegnare è una scienza, parlare è un'arte. Che vuole dire? Vuole dire che per esempio, noi insegniamo il lessico più usato, ci sono degli studi o liste di frequenza in base al quale noi abbiamo predisposto dei test, per cui a un certo punto, insegniamo la comunicazione con questi materiali, non solo la grammatica, ma il lessico più usato. Insegnare il lessico più usato vuole dire permettere alla gente di parlare. C'è una statistica molto interessante che deve fare pensare: nel vocabolario italiano e nelle altre lingue, ci sono forse centomila parole, più o meno se facciamo un'esame sul lessico che usiamo ogni giorno, questo lessico risulta molto limitato, per cui uno studioso francese Ghillo ha fatto una statistica da cui risulta: se noi studiamo le prime mille parole della lista di frequenza, queste mille parole coprono quasi l' 85% della conversazione. E' una grande scoperta, per cui se tu vuoi insegnare come abbiamo fatto noi, nel primo volume, nelle prime mille parole, dai la possibilità agli studenti di comunicare con la gente perchè noi gli diamo il materiale che gli serve. Ma questo l'ho fatto a livello scientifico, cioè devi sapere quale è il lessico di frequenza. Quindi i due pilastri su cui lavoriamo sono: la multimedialità e la scientificità, il punto d'arrivo e la comunicazione."

Negli ultimi anni, gli scambi culturali tra Cina e Italia si sono intensificati visibilmente: oggi in Cina esiste la "febbre italiana" e una grande quantità di cinesi hanno voglia di conoscere la cultura italiana e imparare la lingua italiana. Gli studenti di italiano sono soprattutto di tre categorie: gli studenti universitari, chi progetta di andare a studiare, a lavorare o a vivere in Italia e chi lo studia per passione o necessità lavorative. Wen Zheng, co-direttore cinese dell'Istituto Confucio di Roma e professore associato presso l'Istituto di Lingue e Culture Europee dell'Università di Lingue Straniere di Pechino ci ha fatto una breve presentazione del quadro generale in merito.

"In Cina ci sono circa 20 tra università e istituti che offrono corsi e specializzazioni di italiano, per un totale di 500 studenti l'anno. Alcuni studenti lo studiano per desiderio e ambizioni personali, altri perché sperano di avere minore competizione nel mercato del lavoro."

E il nostro maestro Angelo Chiuchiù ha anche notato questo fenomeno e secondo quanto ci ha presentato, la collaborazione sull'insegnamento e sull'elaborazione dei materiali didattici della lingua italiana tra Italia e Cina ha fatto tanti nuovi progressi negli ultimi anni.

"Ci sono grandi interessi in Cina per l'italiano e sappiamo anche che i nostri libri sono usati con buoni risultati. E poi io mi permetto di dire che negli ultimi anni, l'insegnamento dell'italiano in Cina è molto molto sviluppato perchè c'è stata una grande richiesta per l'italiano in Cina per la moda, il turismo, gli affari e siamo andati di recente a Shanghai e abbiamo trovato un grandissimo interesse verso l'italiano e devo dire una buona preparazione di molti insegnati cinesi che avevano studiato da ragazzi e prima di diventare insegnati vanno a studiare la lingua con il nostro libro "In Italiano" e poi sono diventati insegnati e hanno maturato esperienza proprio legata al mondo degli allievi cinesi. E' stato molto bello proseguire un dialogo con loro nei nostri corsi di aggiornamento, mostrando la rivoluzione del testo "In Italiano", concretizzata nella collana didattica Arte metodo che contiene circa quindici libri per tantissimi livelli e tantissimi livelli di corso. Diciamo che la base di questi materiali sono i tre volumi nati proprio per aiutare gli studenti a parlare e comprendere bene l'italiano e anche a superare l'esame di certificazione. Ci piace dire che i nostri lavori sono sempre nella rivoluzione e noi siamo soddisfatti già di ciò che è pubblicato e continuiamo a produrre e abbiamo molte cose in cantiere. Fra i professiori che abbiamo incontrato a Shanghai, abbiamo trovato dei grandi professionisti. Per precisare, noi siamo andati l'ultima vota a Shanghai invitati dall'Istituto di Cultura italiano per un corso di aggiornamento per professori d'italiano in Cina. In una settimana abbiamo incontrato quaranta o cinquanta professori che insegnano in varie scuole per l'aggiornamento e ci siamo confrontati con loro, e abbiamo trovato tanti professori in gamba e con cui siamo collaborando. .......Il primo volume l'ho già fatto, si tratta di aiutare gli studenti cinesi a entrare nella forma mentis nel tentativo di imparare l'italiano ma imparare a parlare, non imparare l'elenco o la grammatica e allora il suo tentativo è quello di mettere su un libro, del materiale che porti lo studente non a studiare la singola parola ma lo porti alla comunicazione, alla capacità di parlare."

Il Mondo orientale e occidentale sono molto diversi, per cui, quanto all'insegnamento della lingua a studenti provenienti da vari paesi, Angelo Chiuchiù ha delle esperienze da condividere con noi。

"C'è un problema culturale, cioè il nostro mondo è diverso dal vostro, nè migliore nè peggiore. Sia culturale che linguistico. I tempi per l'apprendimento dell'italiano da parte di cinesi, giapponesi sono molto più lunghi, perchè è necessario creare degli automatismi, mentre per il mondo occidentale, questi meccanismi, gli studenti del mondo occidentale già li possiedono. La difficoltà di insegnare l'italiano a studenti cinesi è quello di avere la capacità di seguire un processo lento per costruire quel materiale che allo studente serve."

Nel 1993, Angelo Chiuchiù ha fondato l'Accademia Lingua Italiana Assisi, un centro di lingua e cultura italiana aperto tutto l'anno e riceve studenti, studiosi e professionisti da ogni parte del mondo.

Numerose università, associazioni e aziende affidano ai corsi dell'Accademia lo studio o l'approfondimento della lingua italiana in Italia. L'insegnamento si avvale dei metodi multimediali In italiano e Italiano in di cui è co-autore Angelo Chiuchiù. Il personale docente dell'Accademia è di formazione universitaria e possiede un'esperienza pluriennale nel campo dell'insegnamento dell'italiano agli stranieri. Tutti i docenti hanno seguito la preparazione offerta dai corsi di formazione dell'Accademia Lingua Italiana Assisi.

"I nostri gruppi sono internazionali, quindi come dato ulteriormente positivo possiamo avere questa possibilità di scambio culturale, quindi abbiamo studenti di tutte le nazionalità. Abbiamo prevalentemente studenti cinesi interessati agli studi di canto, del design, dell'arte che vengono qui per iniziare i loro corsi triennali qui in Italia."

Parlando del meccanismo della divulgazione della lingua italiana e della distribuzione geografica di coloro che vogliono studiare la lingua, Angelo Chiuchiù si è così espresso

"E' un buon livello, ma non è così organizzato come quello di Goethe Institute che insegna il tedesco in tutto il mondo e richiede una preparazione molto specifica e approfondita per gli insegnati, lo stesso succede per il British Council che controlla la formazione di insegnanti e produzione di materiali. Finora è stata l'America latina in cui ci sono molti italiani di seconda generazione che vogliono imparare la lingua del padre o del nonno, questo è accaduto per il passato, mentre per il presente, la nazione dove ci sarà un grandissimo sviluppo dello studio dell'italiano è la Cina"

Rispetto alla cosidetta "febbre italiana" in Cina, abbiamo visto anche che esiste la febbre cinese in Italia, dal 2006 ad oggi, in Italia sono stati aperti 10 Istituti Confucio e una serie di Aule Confucio indipendenti. Insomma la "febbre cinese" in Italia si è 'trasmessa' soprattutto nel mondo della cultura; ne è la prova l'Istituto Confucio dell'Università La Sapienza di Roma, dove solo nel 2012 si sono iscritte più di 3.000 persone.

"E' un fatto molto positivo e anche è determinato dal fatto che la Cina è la nazione del futuro per la popolazione e attualmente l'economia cinese è più forte, con un tasso di crescita molto alto e quindi c'è una necessità di imparare la lingua la cui economia è più forte."

 

 

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