Esperti cinesi dell'industria del grano e dell'olio: la fornitura di soia in Cina è garantita
  2018-07-12 21:59:17  cri

 

Gli Stati Uniti sono il secondo maggiore paese esportatore di soia al mondo, mentre la Cina è il più grande Paese importatore di questo prezioso seme. La più grande guerra commerciale nella storia dell'economia scatenata dagli Stati Uniti avrà un impatto significativo sul quadro globale del commercio della soia. Gli esperti cinesi dell'industria del grano e dell'olio e i responsabili delle imprese che operano nel settore hanno affermato che, con l'imposizione dei dazi doganali, la soia statunitense perderà di competitività in Cina, ma il gigante asiatico potrà rimediare alla carenza di questo prodotto nel proprio mercato importandolo da altri paesi e regioni del mondo.

Nel 2017 e nel 2018 le esportazioni di soia statunitense hanno rappresentato il 37% del totale delle esportazioni a livello globale, mentre le importazioni di soia in Cina hanno rappresentato circa il 60% di quelle totali. Wang Liaowei, economista senior presso il China National Grain e Oils Information Center, ha affermato che, dopo l'imposizione di tariffe del 25%, i costi che la Cina dovrà pagare per importare soia dagli Stati Uniti aumenteranno e il prezzo della soia statunitense perderà di competitività in Cina. La riduzione considerevole degli acquisti di questo prodotto da parte della Cina porterà a un cambiamento profondo del quadro globale del commercio della soia.

"A partire dallo scorso giugno, le imprese cinesi hanno iniziato a importare meno soia dagli Stati Uniti. Secondo le statistiche relative alle tre settimane precedenti al 28 giugno, non c'è stato un aumento degli acquisti di soia dagli Stati Uniti, sono stati invece ridotti gli ordini per un totale di 615mila tonnellate di soia. Se il prezzo della soia statunitense supera quello della soia brasiliana, le imprese cinesi non ne importeranno più molta dagli Usa, ma guarderanno ai paesi del Sudamerica, come il Brasile o l'Argentina, e la logistica andrà incontro a nuovi cambiamenti. Potrebbe essere necessario ripristinare l'equilibrio del commercio globale della soia".

La Cina è il più grande mercato importatore di soia statunitense. Nel 2017, la Cina ha importato quasi un terzo di tutta la soia prodotta nel corso dell'anno dagli Stati Uniti. Negli ultimi 20 anni, la Cina ha contribuito per l'85% alla crescita del commercio di soia a livello globale e, in futuro, la domanda cinese sarà ancora la principale fonte di crescita del commercio di questo prezioso seme. Wang Liaowei ha sottolineato che, di recente, le preoccupazioni negli Stati Uniti sulle prospettive di esportazione hanno portato a un forte calo del prezzo della soia nel paese:

"Fino al 9 luglio, il prezzo dei futures sulla soia del Chicago Board of Trade è calato del 16% dal valore più alto registrato alla fine del mese di maggio scorso, i guadagni degli agricoltori statunitensi generati dalla vendita di soia si sono ridotti in modo significativo".

Yu Xubo, vice segretario del gruppo di Partito e direttore generale del COFCO Group, ha dichiarato che l'olio di semi di soia e la farina di soia possono essere sostituiti da altri prodotti, di cui vi è ampia disponibilità in tutto il mondo.

"Per quanto riguarda l'olio di semi di soia, il volume degli scambi commerciali di olio vegetale in tutto il mondo ha superato gli 80 milioni di tonnellate, la carenza di olio di semi di soia può essere compensata dalle importazioni di olio di colza o di olio di girasole. Le esportazioni di olio di soia statunitense rappresentano soltanto il 10% del volume degli scambi commerciali a livello globale. Quanto alla farina di soia, vi sono numerose varietà di semi e panelli oleosi che possono essere commerciati in tutto mondo".

Yu Xubo ha inoltre rilevato che, attualmente, il Gruppo COFCO è una delle principali società che si dedica al commercio di cereali in Sudamerica e nel Mare Nero. I paesi da cui importa prodotti agricoli sono diversi. Il gruppo COFCO è in grado di sfruttare appieno la capacità commerciale internazionale per soddisfare la domanda del mercato interno.

"La rete tramite cui COFCO vende, acquista e immagazzina prodotti all'estero raggiunge oltre 50 paesi e regioni, il volume degli scambi commerciali con l'estero supera i 100 milioni di tonnellate. Da un lato, potenziamo la distribuzione delle infrastrutture in tutto il mondo, dall'altro collaboriamo strettamente con i grandi commercianti di cereali a livello internazionale, come quelli dell'America del Sud, del Canada e del Mare Nero, sfruttando pienamente i nostri punti di forza".

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