Decimo giro di consultazioni tra ex alti funzionari e dirigenti dell'industria e del commercio di Cina e Stati Uniti. Parere unanime: i due paesi devono ampliare il loro grado di apertura
  2018-05-17 19:26:47  cri

 

Mercoledì 16 maggio si è concluso a Beijing il decimo giro di consultazioni tra ex alti funzionari e dirigenti dell'industria e del commercio di Cina e Stati Uniti. I rappresentanti delle due parti hanno espresso parere unanime: l'ulteriore apertura dei due paesi favorirà lo sviluppo delle attuali relazioni economiche e commerciali bilaterali. I rappresentanti degli Stati Uniti hanno dichiarato in modo franco e sincero che l'imposizione di tariffe elevate nei confronti della Cina rappresenta un'azione sbagliata, aggiungendo che ciò recherà danno agli interessi degli Stati Uniti.

Il decimo giro di consultazioni tra ex alti funzionari e dirigenti dell'industria e del commercio di Cina e Stati Uniti, organizzato congiuntamente dal China Center for International Economic Exchanges (CCIEE) e dalla Camera di commercio statunitense, si è tenuto a Beijing martedì 15 e mercoledì 16 maggio. In questi due giorni, un totale di 23 rappresentanti tra leader dell'industria e del commercio, ex alti funzionari ed esperti e studiosi cinesi e statunitensi hanno avuto uno scambio franco e sincero su diverse questioni legate alle relazioni economiche e commerciali sino-statunitensi, toccando tutta una serie di tematiche, come il commercio bilaterale, l'orientamento delle politiche future dei due paesi, l'iniziativa "Una cintura e una via", l'economia digitale, le risorse energetiche, l'agricoltura e l'industria.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, Wang Jie, direttore del Centro cinese della Camera di commercio statunitense, ha sottolineato ancora una volta che l'imposizione di tariffe elevate nei confronti della Cina da parte degli Usa rappresenta un'azione sbagliata, aggiungendo che ciò danneggerà gli interessi degli Stati Uniti. Il giusto modo per dare impulso alla risoluzione degli attriti commerciali consiste nell'ulteriore apertura del mercato, anziché nella sua chiusura.  

"Non appoggiamo la scelta di imporre dazi doganali alti. Riteniamo che sia sbagliato ricorrervi. La scorsa settimana abbiamo consegnato una dichiarazione al governo Usa, in cui affermavamo che tariffe elevate avrebbero danneggiato non solo le nostre aziende, ma anche i consumatori degli Stati Uniti. E lo stesso vale per gli agricoltori, i contadini e così via".

Negli ultimi anni, la Cina ha introdotto una serie di misure specifiche volte all'ulteriore apertura in diversi settori, come quello finanziario. Di recente, Tesla, nota società statunitense che opera nel settore dei veicoli elettrici e dell'energia, ha ottenuto l'autorizzazione per istituire una società a Shanghai. Nel corso delle consultazioni, i partecipanti si sono resi conto del fatto che la Cina continuerà ad aprirsi e che la sua apertura sarà sempre maggiore, notando che, in questo processo, anche gli Stati Uniti trarranno dei benefici. A questo proposito, ascoltiamo le parole di Wang Jie:

"La Cina porta avanti politiche di riforma e apertura nei propri interessi, ma anche le aziende statunitensi sperano di poter avere maggiori opportunità in Cina. Credo che ciò porterà opportunità vantaggiose per entrambe le parti. Le imprese statunitensi sperano che in futuro i loro prodotti e servizi potranno essere acquistati in maggiore quantità dai consumatori cinesi. Per quanto riguarda l'ambito economico-commerciale, ci sono ancora molti prodotti statunitensi, come quelli agricoli o il gas naturale, che possono essere esportati in Cina. In futuro, potremo offrire opportunità anche in altre aree agli Stati Uniti".

Durante le consultazioni, Zhou Wenzhong, ex ambasciatore cinese negli Stati Uniti, ha anche sottolineato che l'ampliamento dell'apertura costituisce non solo un'esigenza della Cina, ma ancor più una scelta operata nelle due direzioni dalla Cina e da altri paesi del mondo.

"In primo luogo, l'ampliamento dell'apertura costituisce un'esigenza della Cina, che ha bisogno di sviluppare l'economia e approfondire le riforme. Ma, in realtà, si tratta di un approccio bidirezionale. Tra due parti deve esserci un punto di convergenza. Non bisogna considerare l'apertura come una sola esigenza della Cina, le due parti devono procedere l'una verso l'altra".

Il prossimo novembre si terrà un nuovo giro di consultazioni tra ex alti funzionari e dirigenti dell'industria e del commercio di Cina e Stati Uniti. A questo proposito, Wei Jianguo, vice direttore del CCIEE, ha affermato che il dialogo continuerà a promuovere la cooperazione in campo economico e commerciale tra i due paesi.

"Quest'anno la Cina attuerà misure riformatrici in numero maggiore e su più vasta scala. Queste misure, inoltre, apporteranno maggiori benefici. A novembre si terrà l'11esimo giro di consultazioni negli Stati Uniti, a cui parteciperemo con diversi imprenditori cinesi. Discuteremo su come poter rafforzare ulteriormente la cooperazione".

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