Beijing, al via la prima edizione del "Forum Sud-Sud sui diritti umani"
  2017-12-07 21:27:03  cri

Il 7 dicembre, a Beijing, si è aperto il sipario sulla prima edizione del "Forum Sud-Sud sui diritti umani" organizzata congiuntamente dall'Ufficio Stampa del Consiglio di Stato cinese e dal Ministero degli Esteri della Cina. Sono stati invitati all'evento oltre 300 persone tra cui leader di oltre 70 Paesi e organizzazioni internazionali, insieme ad esperti e studiosi.

Il presidente cinese Xi Jinping ha inviato un messaggio di auguri, congratulandosi per l'inaugurazione del forum e sottolineando che lo sviluppo della causa dei diritti umani a livello globale non può essere considerato senza l'impegno comune dei Paesi sviluppati. Xi Jinping ha auspicato che la comunità internazionale potrà agire nel rispetto dello spirito di giustizia, equità, apertura ed inclusività, prendendo in considerazione la volontà dei popoli dei Paesi in via di sviluppo, e consentendo ad essi di beneficiare di un sufficiente rispetto dei diritti umani. In questo modo sarà possibile garantire sviluppo comune per tutti.

Il tema del forum è "costruire una comunità dal futuro condiviso: nuove opportunità per lo sviluppo dei diritti umani nel quadro della cooperazione Sud-Sud". Nel suo intervento alla cerimonia di apertura, il ministro degli Esteri del Suriname, Yldiz Deborah Pollack-Beighle, ha indicato che lo scopo di questo evento è di offrire un'opportunità al rafforzamento della cooperazione Sud-Sud. I Paesi in via di sviluppo potranno ottenere molti benefici da questa piattaforma, dove potranno esprimere le proprie opinioni sul tema dei diritti umani, promuovendo al meglio la loro collaborazione.

"Questo forum costituisce un'occasione perfetta perché ci offre l'opportunità di riunire Paesi ed esperti con opinioni simili. Possiamo dire che siamo ad una svolta per quanto riguarda la causa dei diritti umani, e che siamo entrati in una nuova era. Sono convinto che questo metodo di cooperazione Sud-Sud ci consentirà di trovare i mezzi per risolvere il problema del rispetto dei diritti umani con una visione imparziale e oggettiva. Al contempo, questo appuntamento ha anche offerto una piattaforma importantissima per lo svolgimento di colloqui costruttivi, e gioca un ruolo di particolare rilevanza per assicurare ad ogni Paese e al suo popolo il diritto allo sviluppo."

Il direttore del Cross-Cultural Human Rights Centre, Tom Zwart, ha affermato di aver seguito con attenzione la relazione letta da Xi Jinping nel corso del XIX Congresso nazionale del Partito comunista cinese, osservando che negli ultimi cinque anni la Cina ha conseguito risultati importantissimi ed evidenti, entrando di fatto in una nuova epoca.

"Questa nuova epoca è caratterizzata soprattutto da un settore di particolare rilevanza; quello dei diritti umani, e i risultati conseguiti in questo senso dalla Cina comprendono la risoluzione sullo stato di diritto approvata dalla quarta sessione plenaria del XVIII Comitato centrale del PCC. La velocità con cui il documento è stato approvato è molto convincente. Al contempo, l'aspettativa di vita media dei cittadini cinesi è aumentata di 1,5 anni raggiungendo quota 76,5 anni. Dunque, nell'ambito dei diritti umani, la Cina ha fatto il suo ingresso in una nuova epoca".

Tom Zwart ha aggiunto che lo sviluppo dei diritti umani in Cina non è un fattore che esercita un'influenza solo all'interno dei confini nazionali, ma offre un contributo notevole anche a livello internazionale.

"Negli ultimi cinque anni, la Cina ha svolto un ruolo di primo piano contribuendo alla creazione di un sistema internazionale più giusto ed armonioso, che include anche un meccanismo internazionale per la difesa dei diritti umani. Nel suo intervento durante la scorsa edizione del World Economic Forum a Davos, il presidente Xi Jinping ha specificato che la carenza di rappresentatività e di inclusività nell'attuale sistema di governance globale va risolta attraverso la costituzione di una comunità umana dal futuro condiviso. Dal mio punto di vista questa comunità deve considerare la necessità di far sentire la voce di tutti, non solo quella delle nazioni sviluppate. In realtà abbiamo bisogno di assorbire l'intelligenza e la conoscenza di tutti i Paesi e di tutte le società, in particolare di quelle dei Paesi del sud."

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