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Ieri il Dipartimento della Difesa americano ha dichiarato che, dall'inizio della guerra in Iraq nel 2003, i soldati morti americani nelle azioni militari americani hanno raggiunto quota 2000, oltre a 15 mila feriti.
Dopo il raggiungimento di questo dato, la "linea di difesa psicologica" del popolo americano sembra rotta. Per questo motivo un'organizzazione denominata "Lega contro la guerra" ha annunciato che il popolo americano terrà raduni in varie regioni del Paese per opporsi alla guerra in Iraq, chiederà al congresso di fermare lo stanziamento di fondi destinati a finanziare la guerra, evitando che altre persone muoiano in Guerra.
Secondo un sondaggio americano d'opinione pubblica di ottobre, soltanto il 9% degli intervistati ritiene che la guerra in Iraq proceda con successo, il 22% ha un'opinione nettamente contraria. Circa metà degli intervistati ritiene che la guerra in Iraq, condotta dal governo Bush, sia una scelta errata. Il tasso di sostegno al presidente Bush si è ridotto al 39%, il valore più basso dal 2001.
Affrontando la richiesta sempre più forte del ritiro dell'esercito americano dall'Iraq, il governo Bush ha adottato diverse misure per tranquillizzare la popolazione.
Prima di tutto l'esercito americano in Iraq sta conducendo nuovamente il metodo utilizzato durante la guerra in Vietnam, ovvero pubblica il numero di morti dei nemici relativi alle diverse azioni militari.
Secondo, il governo Bush ha rafforzato la pubblicità e la spiegazione delle politiche in Iraq. Bush ha riaffermato che occorrono più sacrifici al fine di ottenere successo: il ritiro anticipato apporterà opportunità ai terroristi.
Inoltre, venerdì prossimo, Bush pronuncerà di nuovo un discorso, per diffendere le sue politiche contro il terrorismo e verso l'Iraq, al fine di attenuare la pressione portata dall'aumento delle vittime fra i soldati americani.
Tuttavia gli analisti americani di politica hanno affermato che, con il passare del tempo, il numero dei morti e dei feriti fra i soldati americani in Iraq continuerà ad aumentare. A quel tempo, la voce all'interno del Paese contro la guerra in Iraq e sul ritiro dell'esercito americano diventerà sempre più imponente.
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