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Una visita in Mongolia interna non completa senza una tappa a Yuanshangdu, la capitale dove Kubilai Khan ricevette il nostro Marco Polo dopo il suo arrivo in Cina. Superati i pericoli delle steppe, possiamo immaginare la gioia di Marco nell'approssimarsi a questa citt della prateria, ricoperta in luglio-agosto da distese di loti dorati selvatici, i meravigliosi Jinhuangchuan, che continuano a riempire di ammirazione i visitatori attuali. Il sito di Yuanshangdu si trova a 20 km da Lanqi, Bandiera azzurra, una cittadina del sud della Mongolia interna al confine con la provincia del Hebei, famosa per essere la culla della lingua mongola standard e per produrre degli ottimi latticini. Sui suoi monti verdi crescono in abbondanza deliziosi funghi selvatici, una specialit locale venduta in tutta la Mongolia interna. Dalla moderna cittadina di Lanqi ho raggiunto Yuanshangdu a bordo di un pulmino zeppo di persone e bagagli. Scesa all'altezza della biglietteria, un edificio solitario in mezzo alla prateria, ho subito notato nel cortile delle splendide sculture in marmo di funzionari seduti di epoca Yuan, circa 700 anni fa. Il pezzo pi straordinario tuttavia una colonna in marmo quadrata con scolpiti draghi e nuvole, di stile cinese, frutto di recenti scavi, posta in origine nel palazzo dove Marco Polo fu accolto da Kubilai Khan, il che prova la veridicit della sua visita al posto, in quanto nel suo Milione egli parla proprio di ampli palazzi di marmo scolpiti in mezzo alla prateria. Infatti gli imperatori mongoli, su influenza cinese, eressero edifici in pietra e marmo nelle loro capitali, riservando le loro yurte, in mongolo Gher, alle spedizioni militari. Quello che visiteremo il sito della citt imperiale, circondato al tempo da accampamenti di yurte.
Secondo la guida Xiaozhang, una ragazza mancese del posto che mi ha accompagnata nella visita mentre tirava un forte vento, Yuanshangdu, che significa capitale Yuan superiore, in lingua mongola chiamata Zhainaiyesumuo, ossia 108 monasteri, e si trova nella prateria Jinlianchuanda, con a nord il monte Wolong e a sud il fiume Shandian. Nelle quattro direzioni si trovano quattro torri di segnalazione in cima ai monti. Cari amici ascoltatori, vi assicuro che la vista delle torri sulle cime dei monti lontani era impressionante, mentre ci avventuravamo nel vento sui sentieri che conducono alla citt, di cui restano solo resti delle mura e delle fondamenta dei palazzi maggiori.
Si tratta di una delle due capitali della dinastia mongola Yuan, che govern la Cina dal 1279 al 1368, la seconda era Dadu, l'attuale Pechino. Cosa molto interessante, le due citt sono poste sullo stesso meridiano. Entriamo nella citt dalla porta sud. La citt fu fondata nel 1251 da Kubilai con l'appellativo di Kaipingfu come una struttura militare. Nel 1260 Kubilai divenne Khan dei mongoli e nel 1263 cambi il nome di Kaipingfu in Shangdu, ossia capitale superiore. La citt fu eretta nel 1265 dal ministro Liu Bingzhong e terminata nel 1269. Nel 1264 Yanjing, ossia l'attuale Pechino, venne eretta a Zhongdu, capitale centrale, e poi Dadu, grande capitale, stabilendo il sistema delle due capitali, Shangdu e Dadu. Undici imperatori Yuan all'inizio dell'estate lasciavano Dadu, torrida nei mesi estivi, e dopo 20 giorni di cammino arrivavano qui rimanendovi fino a settembre, quando la prateria si inaridisce. Nella capitale superiore sbrigavano gli affari di stato, godendo la freschezza del clima e la possibilit di cacce meravigliose nei dintorni. Questo muro, stretto in cima e ampio alla base, secondo lo stile mongolo, stato restaurato l'anno scorso. Nel 1964 il sito stato posto sotto tutela statale ed ora in corso la candidatura a Patrimonio mondiale.
La citt comprende tre cinte, esterna, imperiale e di palazzo, ora siamo al livello della cinta imperiale, la seconda, che ha la forma del carattere cinese hui, ossia quadrata, ogni lato lungo 1440 m, la cinta di palazzo lunga 540 m da est ad ovest e 650 da nord a sud, mentre la cinta esterna ha una lunghezza di 8800 m, ossia 2200 per lato.
Questa porta la famosa porta Mingde della cinta imperiale, posta a sud. E' stata scavata da poco ed ha una struttura ovale (wencheng), a scopo di difesa. Qui in seguito hanno eretto un tempio lamaista, restringendo l'ampiezza della porta, che doveva essere pi ampia per lasciar passare i cavalleggeri. Ripercorrendo la storia del tempo, dal 1206 quando Gengis Khan ha creato lo Stato Mongolo, al 1368, fine della dinastia Yuan, intercorrono 163 anni. Dal 1206 al 1271 si trattava solo dello Stato Mongolo, mentre nel 1271 Kubilai cambi il nome dello Stato in Yuan, governando anche la Cina, fino al 1368, per 98 anni.
Nel 1358 scoppi una rivolta contadina ed i rivoltosi accerchiarono la citt, in seguito ci furono altri assedi, fra cui quello del generale Xuda, di Zhu Yuanzhang, fondatore della dinastia Ming, di conseguenza dopo tante guerre ora rimangono solo i resti delle mura e delle fondamenta dei palazzi. Tuttavia al tempo questa era la pi grande citt della prateria, e doveva apparire come un miracolo ai mongoli, abituati alle infinite praterie punteggiate solo da minuscole yurte... Nella parte ovest, oltre le mura, c'era il quartiere commerciale, e ad est le tende di abitazione dei funzionari e della popolazione. Ma all'interno c'erano palazzi in pietra per il sovrano e i nobili.
Ci sono ricordi di Marco Polo qui? S. Il posto dove stiamo andando il palazzo dove Kubilai stato incoronato e dove nell'anno 1275 ha incontrato Marco Polo. Si chiama Daange (padiglione della grande pace), posto al centro della citt. Marco Polo nel suo Milione esprime grande ammirazione per il luogo, per cui gli europei del tempo videro Yuanshangdu come una localit favolosa.
Un tempo nella zona c'era molta acqua, quindi Liu Bingzhong, il costruttore della citt, lo ritenne all'inizio inadatto, ma ecco che una notte, secondo la leggenda, il drago locale che governava le acque vol in cielo e la terra si prosciug leggermente. Liu Bingzhong costru nelle vicinanze un progetto idraulico per prevenire le alluvioni, segno che al tempo c'era ancora acqua. Negli ultimi anni invece in Mongolia Interna ci sono state siccit e grandi tempeste di sabbia, quindi l'acqua del tutto sparita.
Ora vorrei aggiungere che i mongoli considerano la terra come madre, per cui non la si pu scavare, e quando lasciano un posto portano via con cura i rifiuti, la loro acqua di sorgente, quindi non scavano per cercarla. Considerano il cielo come loro padre, in mongolo Tengheer, che onoravano con solenni cerimonie.
Il palazzo Daange stato il luogo dell'incoronazione di sei imperatori Yuan, quelli che non l'avevano fatto venivano ogni anno a sacrificarvi, ritenendo che questo fosse il vero luogo della salita al trono. Kubilai Khan stato intronizzato qui. Il palazzo era alto 220 chi, circa 7 metri, ma in seguito le pietre sono state utilizzate dai contadini per costruire case, come anche quelle delle mura, per cui restano solo le fondamenta. Al tempo era in una posizione alta, inoltre intorno esisteva un sistema di canali, il che emerge da una leggenda.
Il punto pi alto della citt il palazzo Muqinge, da cui il sovrano assisteva alle danze e alle sfilate militari. Ecco un Aobao, ossia un ammasso di pietre rituali, una costruzione tipica delle praterie. In origine serviva come segnalazione, in quanto allora nella prateria non c'erano indicazioni stadali. Man mano che la gente passava, aggiungeva una pietra. In seguito vi si onoravano il dio del monte e il dio della strada, con solenni cerimonie. Gli aobao possono essere singoli, tripli oppure a serie di 13: se sono 3 indicano cielo, terra e uomo, se 7 il sole, la luna ed i 5 elementi che formano l'universo, ossia metallo, legno, acqua, fuoco e terra, se 13 quello centrale indica il generale celeste e gli altri i generali terrestri. A Yuenshangdu si onora l'aobao il 13 maggio del calendario lunare, allora i pastori arrivano qui all'alba, ponendovi in cima dei rami di salice. Esistono 4 tipi di cerimonie all'aobao: del fuoco, del vino, della giada e del sangue. I mongoli onorano il fuoco, ritenendolo in grado di purificare, quindi vi bruciavano miglio arrostito e latticini in onore dell'aobao. Pi la fiamma grande, migliore l'auspicio. Il secondo tipo comprende offerte di vino , il terzo di giada, ora sostituita dalla moneta corrente, il RMB. L'ultimo comprende offerte di carne ovina e bovina, che ritengono data loro dal cielo. Per le cerimonie vengono invitati i lama, che presiedono anche la scelta della posizione dell'aobao, su un alto monte o in un posto di buon auspicio. Chi arriva qui compie tre giri intorno all'aobao nel senso del percorso del sole, esprimendo nel contempo tre desideri.
Amici ascoltatori, cos terminata la nostra visita alla capitale mongola Yuanshangdu, che dalle sue rovine ci fa pensare nuovamente alla caducit della gloria ed al passare inesorabile del tempo, che tutto cancella.
Tornata a Lanqi sull'auto dei ragazzi della biglietteria, ho avuto il piacere di conoscere una giovane contadina locale di etnia Han, nata nel posto, ora un moderno centro con ampie strade ed edifici moderni, purtroppo gli stessi che si trovano in ogni altra parte della Cina. La ragazza mi ha ricordato che quando era bambina l'aria del posto era cos pulita che all'alba, osservando dai monti circostanti, vi pareva aleggiare sopra una coltre azzurra, proprio come il suo nome Lanqi, bandiera azzurra. Ora invece con le piccole industrie e le auto tutto cambiato.
Un altro piacevole incontro a Lanqi stato quello con un medico mongolo che ha aperto un ambulatorio su una piazzetta. Quando sono entrata stava tastando il polso ad un paziente, prescrivendogli poi dei farmaci che prepara personalmente; accanto si trova la farmacia a cui lavora il figlio. Si chiama Batudunqi ed ha 53 anni. Ha iniziato la professione di medico a 18 anni dopo aver studiato da un medico locale. Ha aperto l'ambulatorio una decina di anni fa.
I principi della medicina mongola derivano dalla pratica popolare, senza una teoria specifica. Tuttavia i canoni sono arrivati in Mongolia dal Tibet insieme al Buddismo tibetano. I testi classici sono in tibetano, il materiale in mongolo posteriore, tradotto dal tibetano dopo la liberazione. Ora i medici mongoli scrivono testi prima in cinese e poi li traducono in mongolo, visto l'ampliamento del pubblico. E Batudunqi indica la sua libreria l accanto, stipata di testi medici in mongolo. Come avviene la diagnosi secondo la medicina mongola? Tastando il polso, ponendo domande al paziente e osservando il suo aspetto. I farmaci sono di origine minerale, animale e vegetale. Un particolare interessante: i mongoli per la loro vita all'aria aperta si ammalano per lo pi di malattie legate al freddo, che colpiscono lo stomaco e le gambe, all'umidit della yurta e all'alimentazione, per la troppa carne e latticini, da cui un eccesso di proteine e conseguenti problemi di digestione.
Lasciata Lanqi, cos terminato il mio breve viaggio in Mongolia interna. Pechino a circa 400 km, ma viste le strade sterrate ed i monti all'altezza di Zhangjiakou, occorrer ancora del tempo per arrivare. Sull'autobus si fanno sempre piacevoli conoscenze: accanto a me siede un giovane militare di carriera che torna da Xilingol, capoluogo della lega, dove ha partecipato ad una riunione. E' di etnia Han e non parla mongolo, anche se lavora da anni in Mongolia interna. Parla invece inglese con piacere. Scende dall'autobus all'altezza di Baochang, lasciando il posto ad uno studente universitario del posto che torna alla sua universit a Tianjin. Sono finite le vacanze estive ed egli contento di partire e di riprendere le lezioni di informatica, che ne faranno un ingegnere elettronico. Il nipotino di 8 anni che siede accanto a lui estasiato dal fatto di poter parlare con una straniera e mi riempie di domande. Dopo lunghi tratti di meravigliosa prateria, un arco avverte che abbiamo lasciato la Mongolia interna e siamo ormai nella provincia del Hebei. Avvicinatici al grosso centro di Zhangbei, vediamo dal finestrino le casette costruite dal governo per i sinistrati dopo il terremoto che ha colpito la zona qualche anno fa. Scesi dall'altopiano attraverso una serie di curve ripide, eccoci a Zhangjiakou, un centro strategico che in passato proteggeva da nord la capitale Pechino. Sulle cime dei monti circostanti emergono infatti lunghi tratti di Grande Muraglia e imponenti torri di avvistamento. Imboccata l'autostrada per Pechino, all'altezza di Shacheng si erge il bellissimo monte roccioso Jiming (del canto del gallo) ai cui piedi si trova la cittadella storica dallo stesso nome, una stazione di posta di epoca Qing, circondata da mura imponenti. Nella sera, le poche luci che la illuminano ne aumentano il senso di mistero. Intanto dai monti di fronte si innalza enorme il disco giallo della luna, che ci accompagna a lungo. E' forse il benvenuto di Pechino, e tutti i passeggeri dell'autobus lo accolgono in silenziosa ammirazione....
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